Che cosa ci guadagna Uber con l'acquisto di Careem (per 3,1 miliardi di dollari) | Smartmoney

Ultimo aggiornamento il 5 febbraio 2020 alle 7:02

Che cosa ci guadagna Uber con l’acquisto di Careem (per 3,1 miliardi di dollari)

Il colosso chiude l'operazione lanciata mesi fa: dal pagamento in contanti alle mappe satellitari, le caratteristiche che potrebbe implementare sulla sua app nei mercati occidentali

Uber ha finalizzato all’inizio del mese l’acquisto della sua concorrente in Medio Oriente, Careem. L’accordo, risalente allo scorso marzo, è di 3,1 miliardi di dollari e consentirà al colosso statunitense di espandersi sia in mercati in cui era appunto in lotta con Careem – fondata negli Emirati Arabi Uniti nel 2012 – che di entrare in altri in cui non era presente. Non solo: secondo un’analisi di Business Insider potrà anche replicare sulla sua app, in altri mercati, alcune caratteristiche di Careem che appaiono piuttosto utili.

L’applicazione è ora operativa in diversi paesi dell’area cosiddetta “Mena” nel gergo del marketing (Middle east north Africa): Emirati Arabi, Qatar, Arabia Saudita, Bahrain, Libano, Pakistan, Kuwait, Egitto, Marocco, Giordania, Turchia, Oman, Palestina Iraq e Algeria. Sfoggia circa un milione di autisti ed è disponibile in 90 città di questi 15 paesi.

Pagamento in contanti

Bisognerà capire se Uber sostituirà Careem o se, come probabile, la lascerà lavorare in modo autonomo traslocando i propri “rider”. Quel che interessa sono appunto alcune feature che potrebbero arrivare altrove. Anzitutto la possibilità di pagare in contanti: se è vero che in Europa e negli Stati Uniti è molto meno diffusa che in quei paesi, è pur vero (si pensi all’Italia) che anche nel Vecchio continente le differenze di sensibilità e di preferenza sono sensibili. L’autista non è però tenuto a dare il resto: ci pensa l’app, che lo trasforma in credito disponibile nel sistema. Un modo per spingerci a spendere soldi e prendere un’altra corsa a breve ma comunque sfizioso per evitare preoccupazioni su passaggi di banconote o simili.

Il punto di partenza a mano

Il secondo elemento è la necessità di inserire il punto di partenza a mano: mentre Uber lo stabilisce in automatico in base alla geolocalizzazione, Careem chiede di indicarlo con precisione e fornisce anche una visione satellitare del territorio, per rendersi meglio conto di dove sia un punto di pick-up e di come muoversi in attesa dell’autista.

I servizi su misura e i bus

Ci sono poi dei servizi speciali, riservati di volta in volta ai partecipanti degli eventi che andranno in scena in una certa città in un determinato periodo. Non male, la personalizzazione in base al contesto e agli appuntamenti, per scegliere il mezzo ideale. In più, nonostante non ci sia un’opzione Pool (condivisa) esistono delle rotte prestabilite da fare in compagnia con un bus, sperimentate al Cairo nel 2018 e allargate poi alla costa mediterranea egiziana.

Il Ceo e fondatore di Careem, Mudassir Sheika, ha spiegato a Business Insider che il pagamento in contanti è esiziale: “Quanto cominci a crescere e ad espanderti alle masse, devi dare il massimo della scelta”. Un’altra caratteristica è il dettaglio e la cura delle mappe, che gli autisti usano anche per la navigazione (contrariamente a quelle di Uber, molto meno precise).

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter