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Apr 7, 2015

Consigli per una startup Fintech che vuole andare nel Regno Unito (da uno startupper)

MoneyFarm racconta lo sbarco imminente nel Regno Unito e come la comunicazione trasparente sia alla base dei risultati raggiunti

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L’annuncio è stato fatto nel corso del FinTechStage (qui il nostro report, qui i 10 tweet più interessanti): la startup italiana Moneyfarm, attiva nel settore della consulenza al risparmio, si espande nel Regno Unito (l’avevano anticipato anche un anno fa a SmartMoney) .

Ma lo sbarco vero e proprio su questo mercato non c’è ancora stato, “ci stiamo lavorando ma non siamo ancora al punto di poter dire che siamo partiti e che la cosa è ormai fatta”. Puntualizza a SmartMoney  un cauto Paolo Galvani, socio fondatore e presidente della startup, che sottolinea come sotto quest’operazione ci siano due aspetti fondamentali di cui tener conto. Il primo riguarda il fatto di riuscire a trovare investitori internazionali interessati all’espansione, “cosa su ci stiamo lavorando ma su cui ancora non abbiamo tirato le somme”. La seconda, invece, più delicata dal punto di vista formale, è relativa al tipo di società a cui Moneyfarm appartiene. Trattandosi, infatti, di una società di intermediazione mobiliare, (Sim) iscritta in un apposito albo della Consob e regolata dalla Banca d’ Italia, “dobbiamo stare ancora più attenti a quello che raccontiamo prima che sia ufficiale”, continua il presidente Galvani. Quindi,  “tutto  vero, ci espanderemo nel Regno Unito, che è un mercato molto diverso dal nostro e che ci interessa tanto, ma ci stiamo ancora lavorando, non siamo pronti per partire”.

Galvani_Paolo_CroppedIl modello della startup Fintech italiana che offre consulenza finanziaria online sta cominciando a funzionare bene e negli ultimi mesi la società ha ottenuto le conferme che cercava: “Questo è un mercato molto interessato alla tipologia del servizio che offriamo”, commenta Galvani. Un modello, quello di Moneyfarm, molto differente da quello seguito dai suoi competitor “tradizionali”. A contraddistinguerlo, il fatto che sia interamente digitale, con una strategia di marketing puramente online che ultimamente ha trovato supporto anche da una tipologia di comunicazione mista, (attraverso la radio e nuove forme di pubblicità, vedi per esempio la loro iniziativa al Salone del Risparmio).

Quando la finanza incontra i social network 

“Non c’è grande volontà e interesse a fare pubblicità trasparente e diretta nel mondo tradizionale della finanza”, ha aggiunto il fondatore di Moneyfarm,  sottolinenando che dall’inizio il suo team ha deciso invece di puntare soprattutto sull’utilizzo dei social network, tanto che  “il nostro account Twitter esisteva da prima che uscissimo col nostro prodotto”.

Oggi il blog della startup Fintech è una parte molto consistente del loro lavoro. Basta pensare che su un totale di circa 20 dipendenti, il team di marketing è composto da quattro persone, di cui una si occupa esclusivamente di content strategy. Naturalmente, l’organizzazione del lavoro si concentra molto anche sulla tecnologia, “su cui abbiamo sempre puntato” commenta Galvani contando ben nove  persone sul lato tecnologico, contro le due che si  occupano invece di quello finanziario. Il segno dell’importanza del ruolo ricoperto dall’innovazione per questa società è proprio il fatto che su 20 fra dipendenti e collaboratori, almeno 13 siano concentrati esclusivamente sul lavoro relativo alla tecnologia e al marketing.

Una struttura certamente molto diversa da quella più canonica del settore finanziario, con una partenza “che è stata faticosa e ci ha permesso di offrire un prodotto di cui le persone hanno sicuramente bisogno, ma che ancora non concepiscono come un servizio autonomo”. Generalmente, infatti, chi ha dei soldi da investire,  per prima cosa comincia a pensare di portarli in banca o di chiamare un promotore finanziario, non di contattare  “chi gli offre una dieta di consulenza come la nostra”.

Qualcosa sta cambiando

Ma qualcosa sta cambiando. Le persone che sono più sensibili oggi a un prodotto come questo, sono quelle più addentro al mondo degli investimenti perché capiscono prima il valore di una cosa nuova. “Il prodotto è sicuramente utilizzabile da chiunque, poi è nostro il compito di renderlo sempre più facile da usare.  Solo grazie a una piattaforma sempre più accessibile, alla fine si riesce a  non rivolgersi più solo a una nicchia ma a tutto il mercato”.

L’ambizione di Moneyfarm è quella di consolidare la propria posizione in Italia ma allo stesso tempo di espandersi all’estero. Il primo approdo resta il Regno Unito. “Tutto si sta muovendo nella direzione giusta, aspettiamo che il nostro progetto ottenga tutte le autorizzazioni dagli organi di vigilanza preposti“, conclude Galvani.

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