Un hacker spende 10 euro per la nostra carta, Unfraud li blocca

Ultimo aggiornamento il 19 maggio 2015 alle 7:04

Gli hacker spendono (solo) 10 euro per il numero della nostra carta

La startup italiana Unfraud, una delle 14 finaliste del GrandPrix, sta sviluppando un software intelligente che scova e blocca le frodi online sui siti di e-commerce.

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Dieci miseri euro. È questa la somma che un criminale informatico è disposto a pagare per entrare in possesso di una cosa che per ognuno di noi è essenziale, personale, vitale. La nostra identità. Il numero di una carta di credito o le password di una mail che tutti i giorni utilizziamo per acquistare o lavorare vengono comprate dagli hacker a stock di mille.

Le conseguenze di una frode però non si limitano a quelle del defraudato della propria identità ma si estendono soprattutto a chi vende online. “Sono loro a essere truffati su larga scala” spiega Andrea Puzo, 28 anni, che insieme a Vincenzo Paduano, 31, e Armando Monaco, 30, sta sviluppando Unfraud: un software in grado di riconoscere una frode online e bloccarla. La startup fin-tech è una delle 14 finaliste del GrandPrix (qui la lista completa).

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Un attimo prima dell’acquisto compare sul monitor di chi sta vendendo una percentuale. “Quella indica la possibilità che si tratti di una truffa  – racconta Vincenzo che lavora al Cnr di Napoli dove studia l’intelligenza  artificiale applicata alla bioinformatica che tratta tumori e malattie genetiche -. Il software che abbiamo sviluppato è intelligente, più dati acquisisce e meglio riconosce le truffe”.

Le conseguenze di un raggiro online sono gravissime per un negoziante. “Un volta scoperto che si tratta di una truffa – continua Andrea che è Country manager di Cuponation, startup nata in Germania – deve restituire i soldi al titolare della carta rubata e pagare una commissione al circuito finanziario che va da 10 a 100 dollari”. Oltre al danno anche la beffa perché “se il negozio è vittima di troppe truffe, Visa o MasterCard possono anche decidere di bloccare i pagamenti al sito di e-commerce”.

Armando Monaco è il responsabile di business intelligence di Terravision, agenzia di trasporti romana, mentre Andrea Puzo lavora in Rocket Internet, incubatore di Zalando “Conosciamo entrambi i problemi che derivano dalle truffe online – spiega Andrea –. Ho sentito spesso i miei colleghi lamentarsi per questo problema ed è per questo che abbiamo deciso di creare Unfraud”.

I tre fondatori della startup lanceranno il software entro l’anno e in un primo periodo lo distribuiranno gratis per sperimentarne le capacità e raccogliere dati sulle frodi. “Gli eventuali 25mila euro del CheBanca GrandPrix serviranno a migliorare la grafica dell’interfaccia”.

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