Non solo Bitcoin: ecco chi sta sconvolgendo il mondo dei soldi
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Ultimo aggiornamento il 21 febbraio 2014 alle 7:32

Non solo Bitcoin: ecco chi sta sconvolgendo il mondo dei soldi

Poche cose sono così fondamentali nella nostra vita di tutti i giorni e al contempo così facilmente sottovalutate come il denaro. Non proprio sottovalutato, certo, perché il denaro è sempre nella nostra testa, solitamente sotto forma di ansia di averne a sufficienza. Ma quando si arriva alla storia, agli intrighi e all’evoluzione della misteriosa tecnologia... Read more »

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Poche cose sono così fondamentali nella nostra vita di tutti i giorni e al contempo così facilmente sottovalutate come il denaro. Non proprio sottovalutato, certo, perché il denaro è sempre nella nostra testa, solitamente sotto forma di ansia di averne a sufficienza. Ma quando si arriva alla storia, agli intrighi e all’evoluzione della misteriosa tecnologia conosciuta come denaro, chi sulla Terra ha il tempo di pensarci?

Io. (E anche quando non ne ho il tempo mi ossessiono lo stesso su questi temi). Per essere onesti, quando capita di leggere e scrivere a proposito di soldi sono annoiato a morte da articoli su fondi speculativi, IPO, l’arrivo o il licenziamento di Ceo superpagati e quasi tutto ciò che mi puzza di caccia al denaro per il denaro fine a se stesso. Piuttosto, ciò che mi rende incurabilmente curioso a proposito del denaro è come sta cambiando, specialmente ma non esclusivamente a causa delle tecnologie digitali, e come questi cambiamenti stanno influenzando i comportamenti umani, il welfare, e la possibilità di creare una società che sia più prosperosa e giusta.

Se non pensi che stiamo vivendo in un momento di sconvolgimento economico e finanziario, bene, bentornato dalla tua vacanza decennale in quel bunker sotto i ghiacci della Groenlandia. Ora devi solo accendere un computer per trenta minuti per poter dare un’occhiata agli sconvolgenti cambiamenti e innovazioni in tema di pagamenti, valute, banche, sicurezza, risparmi, rimesse e quant’altro.

Mentre scrivo questo pezzo, Bitcoin è nel bel mezzo  di una crisi di fiducia. Square ha appena annunciato una partnership con una grande  catena di supermercati statunitense mentre un altro gigante del commercio americano come Target sta ancora tentando di rialzarsi dallo scivolone dovuto a un’enorme violazione della sicurezza. Due colossi del denaro su mobile, Vodafone e MoneyGram, hanno appena fatto squadra nel servizio di trasferimento internazionale di denaro. Nel frattempo, i difensori dei contanti continuano a portare argomenti (occasionalmente convincenti) sul fatto che il denaro fisico non andrà da nessuna parte, almeno nel breve periodo.

È impossibile mettere d’accordo tutti, ma ciò non rende questa rivoluzione meno eccitante e sono contento di avere l’opportunità di contribuire al dibattito attraverso questi articoli su SmartMoney. L’obiettivo principale di questi post è parlare di stravolgimento (disruption), ma non nel senso usuale del termine. Quando le persone del settore tech usano questa parola, di solito parlano di business, modelli di business e innovazioni che mandano altre vecchie tecnologie nell’abisso. (Ciao, Blackberry!). Questo va bene e, di sicuro, le battaglie del mercato sono istruttive. Ma ciò che è più interessante, credo, sono le idee e le invenzioni che sconvolgono o capovolgono completamente il modo in cui guardiamo il mondo.

La prima banconota ha fatto questo. Così come le prime carte di credito, le cooperative di credito, gli sportelli per prelevare e, nel bene o nel male, l’euro. In passato l’ha fatto PayPal. E l’hanno fatto i tool per la gestione personale del risparmio come Mint, le carte regalo e, più recentemente, i servizi per il trasferimento di denaro via mobile come la keniota M-Pesa.

Credo che anche Bitcoin l’abbia fatto. Per via di alcune circostanze storiche e cronologiche Bitcoin è la prima valuta alternativa nata fuori dal reame delle banche centrali. (Questo linguaggio può diventare piuttosto denso, con le valute descritte come virtuali, community, private, crypto o commodity. Non impantanatevi nella palude delle definizioni, il centro della questione è che non è denaro dello Stato). La tecnologia di Bitcoin, la sua natura ripartita, le misteriose origini e la copertura a tappeto dei media hanno contribuito a scuotere qualcosa. Ricordare al grande pubblico che il denaro non ha bisogno di essere circoscritto agli euro, i dollari o gli yuan emessi dalle banche. Mi interrogo sul futuro di Bitcoin come chiunque altro e sarò felice di scrivere più notizie a proposito di questo nei prossimi articoli. Ma quando si parla di sconvolgere il modo in cui le persone pensano al denaro e accendere la nostra immaginazione, Bitcoin ha già vinto.

Vi lascio con alcuni pensieri a proposito di un altra realtà che sta scombussolando il settore, una startup questa volta. Ai miei occhi Dwolla sembra qualcosa di davvero nuovo e differente, l’esatto contrario di un business che offre solo deboli cambiamenti rispetto allo status quo o la proverbiale soluzione in cerca di un problema. Il principale business della compagnia con base in Iowa è spostare il denaro da A a B in un network completamente separato da quello dei giganti delle carte di credito, a una cifra irrisoria rispetto a quella che un simile trasferimento sarebbe costato solo un paio di anni fa. Per voi fanatici dei Mondiali, ecco un esempio molto interessante di come i tifosi del Brasile negli Stati Uniti abbiano risparmiato più di 32mila dollari di commissioni preferendo Dwolla a un metodo di transazione tradizionale.

Tutto questo è per dire che siamo in un momento straordinario per guardare, imparare e seguire il tema dei soldi. Non dovremmo essere così infantili da pensare che l’innovazione riguardante il denaro e l’imprenditoria stabilizzerà il mercato finanziario, farà finire la guerra delle valute o curerà problemi giganteschi come il debito sovrano e le pensioni perdute. Tuttavia resto cautamente ottimista riguardo alla promessa che questi nuovi sviluppi nel settore bancario, nei pagamenti, nelle valute e nei relativi servizi finanziari daranno benefici non solo l’un per cento della popolazione, ma anche il resto di tutti noi.

Articolo tradotto da Marta Eleonora Rigoni.

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