“Come ho portato Stripe in Europa”: intervista a Guillaume Princen, Head of Continental Europe del gigante del payment | Smartmoney
single.php

Ultimo aggiornamento il 28 agosto 2020 alle 10:34

“Come ho portato Stripe in Europa”: intervista a Guillaume Princen, Head of Continental Europe del gigante del payment

Stratega dell'espansione europea di Stripe, Guillaume Princen ci racconta il percorso e gli ostacoli che ha dovuto affrontare per portare la piattaforma di payment in 28 Paesi del Vecchio Continente

È stato il primo collaboratore in Europa di Stripe nel 2014, quando l’azienda leader nel payment, oggi valutata 36 miliardi di dollari, aveva “appena” 70 dipendenti. 

Guillaume Princen, lavora come Head of Continental Europe di Stripe ed è stato uno dei protagonisti della crescita mostruosa della startup negli ultimi sei anni. Oggi la piattaforma ideata dai fratelli Collison può contare su 2.500 dipendenti e offre le sue soluzioni in 39 Paesi, di cui 28 in Europa, con l’Italia tra questi:

«L’elemento più complesso in un processo di crescita è non disperdere la cultura dell’azienda. È un’attività molto più simile al giardinaggio che all’architettura. La tua attenzione deve essere costante e devi focalizzarti su una piccola scala per poi progredire», spiega Guillaume che abbiamo raggiunto per farci svelare qualche segreto sull’espansione di Stripe nel Vecchio Continente.

Europa:  poco spazio agli sviluppatori nelle decisioni

Lavorando sul mercato europeo nel campo del digital payment, Guillaume ha un osservatorio privilegiato per comprendere cosa manca ancora all’Europa per competere con i grossi player americani. Il manager ci parla di due ostacoli che, nella sua esperienza, limitano la crescita dell’ecosistema dell’innovazione europeo:

«Innanzitutto, ho osservato che in Europa, malgrado il numero degli sviluppatori nelle azienda sia cresciuto, loro non siano ancora considerati dei “decision makers”. Questo è un approccio sbagliato perché sono proprio i migliori sviluppatori in un’azienda a accelerare l’espansione in nuovi mercati o  aree di prodotto, e a differenziarle rispetto ai competitor».

Per dare più peso alla sua opinione, Guillaume cita una ricerca realizzata da Stripe con The Harrison Poll che mostra che se le aziende dessero spazio agli sviluppatori nei processi decisionali, potrebbero aumentare il PIL globale di circa 3 trilioni di dollari, nei prossimi 10 anni.

Altro ostacolo riguarda invece i processi di digital trasformation con le aziende europee che, troppo spesso, affidano le loro strategie digital a terze parti:  «Questo rischia di raffreddare gli interessi degli investitori», continua Guillaume. 

L’Europa è diventato un mercato cruciale per Stripe, che sta completando la sua espansione: gli ultimi Paesi “conquistati” sono la Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Malta e Cipro, con grandi compagnie che hanno scelto le sue soluzioni, come Deliveroo, Booking.com e N26.

Espandersi in tempi di Covid 19

L’emergenza Coronavirus ha portato Stripe a trovare spazio in settori più tradizionali, costretti per la crisi a trasferirsi velocemente sul canale del commercio elettronico: fruttivendoli, supermercati, palestre, librerie, hanno scelto di adottare le loro soluzioni. 

La crisi non ha frenato l’ottimismo di Guillaume che si aspetta la nascita di nuove tecnologie e di nuovi giganti del web, “come sempre avviene quando lo stile di vita e di consumo sono rivoluzionati da un evento esterno.

L’ottimismo che include anche il mercato italiano dove il manager ha visto tante aziende partner reagire con intelligenza alla crisi, come Supermercato24,  che ha puntato tutto sul miglioramento dell’esperienza di pagamento online dei suoi clienti.  

Inoltre, ci parla dell’esperienza di Brera 13, un centro benessere che, in tempi di lockdown, ha iniziato a vendere ai suoi clienti dei voucher con uno sconto del 30%. “Una mossa furba che gli ha consentito di avere un cash flow attivo, di preservare il suo bacino di clienti e di invitarli a scaricare un’app per fidelizzarli di più”. 

Cresci, ma in modo logico

Grazie anche all’apporto di Guillaume, Stripe ha attuato una strategia di crescita che le ha permesso di diventare molto di più di una startup del payment, portandola a offrire soluzioni in campi come la sicurezza, il rilevamento delle frodi (la fraud detection), fino alla realizzazione di infrastrutture tecniche.

Come ci è riuscita? Secondo il manager sono cinque i consigli da seguire per lanciare un prodotto, destinato a fare molta strada nella finanza tecnologica:

  1. Lavora sul prodotto con ossessione.
  2. Testalo continuamento. Cambialo, miglioralo senza fermarti mai. 
  3. Assumi le persone migliori. Non fare nessun compromesso in questo ambito.
  4.  Cresci in modo logico. Non fare l’errore di aumentare il peso e i costi della tua struttura quando non sei pronto.  A mano a mano che l’azienda cresce assumi persone con differenti competenze. E a mano a mano che il tuo business diventa più complesso, fai chiarezza sui ruoli, su chi fa cosa e come.
  1. Non fare mai di testa sua. La finanza tecnologia è piena di normative Stringi partnership per crescere più velocemente e non metterti mai contro le autorità di controllo. 

 

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter