Kickstarter in crisi? Il crowdfunding all’epoca del coronavirus | Smartmoney
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Ultimo aggiornamento il 4 maggio 2020 alle 9:50

Kickstarter in crisi? Il crowdfunding all’epoca del coronavirus

Taglio ai dipendenti, progetti proposti in calo del 35%, si punta ai fai-da-te. Ma il futuro non è semplice per il microfinanziamento diffuso

La crisi internazionale innescata dalla pandemia da coronavirus rischia di lasciare sul terreno un’altra vittima. Il crowdfunding. Almeno quello a forte tasso tecnologico, se è vero che la piattaforma principe del settore, Kickstarter, sembrerebbe particolarmente colpita. Un memo interno diffuso dal Ceo Aziz Hasan ottenuto da The Verge racconta infatti che le proposte di nuovi progetti sono calate del 35% anno su anno “senza alcun chiaro segnale di ripresa”. Il risultato, ha detto il manager nominato lo scorso anno, è che “il volume dei contributi e delle entrate sta scendendo in modo importante“.

Tagli e blocco delle assunzioni

A quanto pare il gruppo, fra i primi a imporsi su scala internazionale nel microfinanziamento diffuso ai progetti, anche i più originali e strampalati, starebbe pensando a una serie di tagli al personale e li starebbe discutendo con i sindacati interni. Serve infatti trovare un modo per contenere i costi e le prime voci a farne le spese saranno gli stipendi dei manager. Ma si metterà un tetto alle nuove assunzioni e si alzerà di molto l’asticella per la selezione di nuove posizioni vacanti.

Nel memo interno Hasan riconosce che i 140 dipendenti stanno facendo la loro parte in questa complicata fase di incertezza e ha promesso di traghettare la piattaforma “in modo modulato e trasparente”. Gran parte dell’attenzione va anche e soprattutto ai creatori e ideatori dei progetti, la community che muove il sito, e che Kickstarter ha promesso di sostenere con diversi strumenti anche nei prossimi anni, al netto della pandemia.

Focus sul fai-da-te

Engadget ha chiesto un commento al gruppo, che non ha risposto. Ma si capisce, dalle ultime mosse, come ci sia un forte impegno a promuovere progetti di taglio e dimensioni differenti, a giudicare per esempio dal programma per le piccole creazioni fatte in casa. Insomma, i lockdown internazionali influenzano anche le possibilità di sviluppo che si hanno a disposizione, per cui il microfinanziamento potrebbe farsi addirittura “nano”, per così dire. Destinato a idee minimali, entrando per esempio in competizione con siti come Etsi e simili, più orientati sull’artigianato e il fai-da-te.

 

I problemi che Covid-19 pone invece ai progetti più ambiziosi sono infatti notevoli. Molti piani di produzione non possono essere completati in un quadro di blocco più o meno totale e si tratta proprio dei progetti che possono avere problemi a ottenere ulteriore sostegno nei mesi futuri, senza dimenticare infatti la minore propensione alla spesa e agli investimenti, per quanto piccolissimi. Così come a trovare fornitori aperti, se fabbriche e aziende non riapriranno presto.

Il futuro

Tempi complicati, insomma, per Kickstarter e piattaforme rivali come Indiegogo, che lavorano proprio su quel livello al confine fra interesse e superfluo, consumo e cultura popolare, che promette di essere fortemente penalizzato in una fase di Pil in caduta libera, disoccupazione e redditi abbattuti. Ma tutto dipenderà, come in molti altri ambiti, dalla durata della crisi economica e dalla capacità delle economie di “rimbalzare” rapidamente e accompagnare una veloce ripresa.

Aziz Hasan

In una decina di anni Kickstarter ha finanziato con successo quasi 181mila progetti raccogliendo una cifra notevole: quasi 5 miliardi di dollari da oltre 17,5 milioni di utenti.  Tra questi, più di 5,8 milioni hanno versato il proprio contributo per sostenere più di una iniziativa.

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