Jack Ma compie 55 anni. Chi è l'uomo da 38mld che sfidò Amazon
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Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2019 alle 9:13

Jack Ma compie 55 anni. Chi è l’uomo da 38mld di dollari che sfidò Amazon

Da self made man, nel '99 importò in Cina il modello di lavoro della Silicon Valley

Jack Ma compie 55 anni. Ma cosa regalare a chi, secondo la classifica di Forbes, oggi è l’uomo più ricco di tutta la Cina con un patrimonio di 38,4 miliardi di dollari, cioè il 21esimo più ricco del mondo (Bezos, il più Paperone di tutti, nel portafoglio tiene 114 miliardi)? Probabilmente ha già tutto. E, infatti, il regalo lo ha fatto lui a tutti noi con una promessa: «Grazie all’intelligenza artificiale lavoreremo 12 ore a settimana». Il fondatore di Alibaba, l’e-commerce cinese rivale del gigante Amazon di Jeff Bezos, è una delle figure più importanti del mondo tech a livello mondiale. Ex insegnante di inglese, Ma, dopo un carriera di successo, ha scelto di lasciare le redini di Alibaba per seguire l’esempio del fondatore di Microsoft, Bill Gates, e investire in opere filantropiche. «Non voglio morire in ufficio, ma su una spiagga».

Jack Ma, l’inizio

Jack Ma nasce a Hangzhou, a sud di Pechino, nel 1964 e come tutti i self made man che si rispettano ha fatto diversi lavori prima di diventare l’uomo che in Cina è al centro di un mercato e-commerce che entro il 2019 potrebbe valere quasi 2 trilioni di dollari in vendite. Ha lavorato in un fast food, è stato guida turistica, traduttore e insegnante di inglese. L’incontro con internet avviene nel 1995 durante un viaggio negli Stati Uniti, Silicon Valley. Si convinse che il web sarebbe diventato il futuro. E non si è sbagliato.

Dietro tante multinazionali della Silicon Valley c’è sempre un garage dentro cui è nata l’idea. Nel 1999 Alibaba viene fondata invece in un appartamento, dove il giovane Jack Ma aveva già chiaro l’obiettivo del suo business: sfidare gli americani apprendendo dal loro metodo. «Dobbiamo prendere esempio dallo spirito lavorativo che hanno nella Silicon Valley: se lavoriamo dalle 8 alle 17 questa non sarà mai una compagnia hi-tech e Alibaba non avrà mai successo». Oggi il suo marketplace è il centro di gravità per l’e-commerce nel Paese del Dragone, dove a vendere sono soprattutto le aziende cinesi (ma non mancano anche realtà occidentali).

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Il giorno dei single

In Cina da 10 anni c’è il giorno dei single, 24 ore durante le quali Alibaba mette in sconto migliaia di prodotti. L’11 novembre tutti i single – è marketing, tranquilli, nessuno chiede il certificato agli utenti – possono coccolarsi facendo acquisti online a prezzi stracciati. Insomma se lo shopping avesse un compleanno, in Cina sarebbe il Single day di Alibaba. Ma quando Alibaba è diventata un gigante simile? Anno dopo anno, certo, ma una delle date simboliche è l’11 novembre 2013, quando al quartier generale vennero proiettate le statistiche delle visite sul sito. A fine giornata un cinese su tre ci aveva navigato e lo scontrino a fine giornata segnava 5,7 miliardi di dollari di beni venduti.

L’insegnamento che Jack Ma vorrebbe trasmettere alle nuove generazioni si può riassumere in una risposta che il magnate del tech diede durante un’intervista tv di fronte a ragazzi e ragazze cinesi. «Prima dei 30 anni segui qualcuno e impara. Non importa l’azienda per cui lavori, ma è importante il capo per cui lavori. Tra i 30 e i 40 devi capire se vuoi lavorare per te stesso e diventare imprenditore. Dai 40 ai 50 concentrati su quello che sai fare. E quando avrai più di 50 anni fai lavorare i giovani, perché loro sanno fare meglio di te».

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Ma e Musk

Di recente Jack Ma ha chiacchierato di intelligenza artificiale con Elon Musk (a capo di Tesla, Spacex per citarne alcune) durante il World Artificial Intelligence Conference di Shangai. Come un incontro fra due pesi massimi, la partita del secolo, insomma due menti a capo di multinazionali che discutono di come la tecnologia cambierà la vita delle persone. Ma in attesa di lavorare solo tre giorni a settimana e goderci il tempo libero, Jack Ma ha avvertito gli Stati: per arrivare a quel futuro da sogno serve una riforma del sistema educativo. Insomma, tocca studiare molto per lavorare poco.

 

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