Al via lo shopping con lo smartwatch, grazie all’accordo Nexi-Fitbit Pay immagine-preview

Apr 18, 2019

Al via lo shopping con lo smartwatch, grazie all’accordo Nexi-Fitbit Pay

L'accordo tra la paytech e il colosso dei wearable per il fitness può rappresentare una tappa decisiva nella crescita del payment in Italia

Nel payment si cresce con grandi partnership. È proprio questo che deve aver pensato Emiliano Imbimbo , manager di Nexi, paytech che offre soluzioni per il pagamento digitale per banche, aziende e istituzioni.

L’azienda ha annunciato in queste ore una partnership con Fitbit Pay, la celebre azienda californiana che produce dispositivi indossabili nel campo della salute. Grazie all’accordo 4,5 milioni di carte Nexi saranno abilitate al sistema di pagamento contactless di Fitbit.

In altre parole, gli utenti potranno effettuare acquisti in negozi tramite smartwatch, braccialetti tech e tutti gli altri “tracker” prodotti dall’azienda americana.

«L’accordo con Fitbit rappresenta per noi un ulteriore step nella diffusione di strumenti di pagamento digitale nel nostro Paese. Questa partnership, che si aggiunge a quelle con Google, Samsung, Apple, Garmin, solo per citarne alcune. Il nostro obiettivo è mettere sul mercato prodotti che non siano solo tecnologicamente all’avanguardia, ma anche utili. Fitbit Pay ne è un esempio», spiega a Startupitalia! Imbimbo, che in Nexi ricopre il ruolo di Responsabile Digital Issuing Products.

 

Come pagare da wearable

Il successo dei dispositivi abilitati per il payment di Fitbit si spiega con la facilità d’uso. Il pagamento avviene in tre fasi:

In una prima, l’utente accede all’App Fitbit Pay, seleziona l’opzione Wallet Fitbit, imposta il pin e abbina la carta Nexi (di credito, di debito internazionale o prepagata) emessa da una delle banche aderenti :Nexi ha partnership con circa 150 istituti bancari.

Da quel momento è possibile effettuare acquisti tramite uno dei modelli di smartwatch Fitbit compatibili: Ionic, Versa, Charge 3 Special Edition.

In una seconda, l’utente preme il pulsante sinistro del dispositivo e digita il pin che è stato impostato durante la fase di registrazione della carta.

In una terza, invece, avvicina il wearable al POS ed effettua il pagamento. Terminato l’acquisto riceve una notifica sul suo smartphone.

Oggi possono effettuare acquisti chi possiede uno dei modelli di smartwatch Fitbit compatibili: Ionic, Versa, Charge 3 Special Edition.

 

La sicurezza nella transazione

Una delle sfide del legame wearable-payment si gioca proprio sul campo della sicurezza.

Per garantire una maggiore sicurezza, ogni volta che gli utenti toglieranno l’orologio da polso o dopo 24 ore dal precedente inserimento, verrà richiesto loro di inserire di nuovi il pin.

Inoltre, i dati della carta fisica non sono memorizzati sul dispositivo e, in fase di pagamento, viene utilizzato il codice che identifica la carta virtualizzata e non quella reale.

 

Il vento del wearable soffia sul payment

Il mercato dei new digital payment in Italia cresce ad un ritmo elevato (+56%) per un totale di 80 miliardi, secondo Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio mobile payment & Commerce del Politecnico di Milano.

Un incremento trainato proprio dalla componente di prossimità delle carte contactless e dai pagamenti in prossimità da mobile.  Secondo il report la crescita proseguirà nei prossimi anni superando nel 2021 i 125 miliardi di euro. I Mobile Proximity Payment, in particolare, hanno avuto una crescita molto importante (+650%), con oltre 15,6 milioni di transazioni effettuate in negozio con lo smartphone, per un equivalente di 530 milioni di euro.

Ma c’è ancora tanto da fare e il wearable può rappresentare un fattore di grande importanza. Parliamo di un mercato enorme, quello del Wearable Payments Devices Market, che secondo ricerche, raggiungerà un valore di  1121.01 miliardi  di dollari entro il  2026.

Il sodalizio tra wearable e payment potrà essere decisivo anche nel nostro Paese, come conferma Imbimbo :

«I pagamenti digitali nel nostro Paese rappresentano il 23% dei consumi delle famiglie, contro una media UE del 42%. Dobbiamo crescere e i margini per farlo ci sono, anche perché il mercato si sta muovendo in modo positivo, come confermano anche gli ultimi dati diffusi del Politecnico di Milano. È un segnale importante, che apre scenari e opportunità, e che ci spinge ad accelerare sull’innovazione. L’accordo tra Nexi e Fitbit va proprio in questa direzione e confidiamo che possa dare ulteriore spinta al settore»

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