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Apr 15, 2019

Che cos’è StartEngine, la più grande piattaforma di equity crowdfunding statunitense

Fondata nel 2014 da Howard Marks, già in Activision, ha lanciato più campagne di tutti e sta sperimentando nei titoli digitali via blockchain e nelle raccolte a essi legate, le Sto, "security token offering"

Fondata nel 2014, StartEngine è la più grande piattaforma di equity crowdfunding statunitense. La missione è ovviamente sostenere gli imprenditori a raggiungere i propri sogni “democratizzando l’accesso al capitale”. Ha lanciato più “regulation CF” – cioè crowfdunding regolamentati dal Titolo III del Jobs Act americano introdotto nel 2016 – di qualsiasi altro sistema simile. I “regulation CF” sono stati introdotti per facilitare le aziende, più o meno giovani, nella raccolta di capitale da investitori accreditati come non accreditati. La raccolta può spingersi fino a poco sopra un milione di dollari. I criteri sono pochi: un’azienda deve avere sede legale negli Stati Uniti, il mercato principale dev’essere quello a stelle e strisce o quello canadese e, appunto, nel primo round non potrà raccogliere oltre 1.070.000 milioni di dollari.

Le campagne “Reg A”

Nel giugno 2018 StartEngine ha chiuso inoltre il suo primo “Reg A”, cioè una campagna di equity crowdfunding regolamentata dal Titolo IV del Jobs Act e che consente alle società di raccogliere ben più soldi: fino a 50 milioni di dollari dal pubblico come da investitori accreditati. Un meccanismo che somiglia non poco alle tradizionali Ipo, le quotazioni in Borsa, ovviamente su scala più piccola e con numerose differenze, come la privatezza dell’offerta di titoli, ma pur sempre con un passaggio alla Sec, la Consob locale, e costi più elevati anche in termini legali. La campagna dello scorso anno raccolse quasi 5 milioni di dollari da oltre 3.425 investitori. In generale, StartEngine propone anche dei sistemi di bonus: per esempio, gli investitori possono guadagnarne uno dal 10% in azioni quando passano appunto da quella piattaforma.

Cosa sono le “security token offering”

StartEngine, che nel primo e secondo trimestre 2018 ha fatto segnare oltre 2,4 milioni di dollari di ricavi, ha lanciato anche altri tipi di raccolte finanziarie con particolare attenzione all’uso dei sociddetti “security token”, cioè titoli digitalizzati basati su blockchain. Lo scorso autunno, per esempio, ne ha proposta una da 10 milioni di dollari tecnicamente nota come Sto, “security token offering” e ricadenti sotto un ulteriore tipo di raccolta, la “Regulation D”. In sostanza una Sto è un’offerta fatta da un’azienda (giovane o meno) al pubblico: chi investe riceve un titolo rappresentato da un “token”, un certificato digitale. Ma non è una Ico, cioè un’offerta di valuta digitale. Semmai somiglia più a una quotazione borsistica visto che l’investitore acquista azioni, debiti, derivati, o, in ogni caso, diritti di partecipazione ai futuri profitti.

In media il gruppo lancia una ventina di campagne al mese e sta progettando una serie di altri strumenti come un sistema di trading alternativo, che sarà battezzato StartEngine Primary, e una piattaforma di trading per i token, i beni e le valute digitali, StartEngine Secondary. Non solo: saranno della partita anche altri strumenti di certificazione e intermediazione come StartEngine Secure.

Chi sono i concorrenti

I concorrenti della startup losangelina negli Stati Uniti sono molti (SeedEquity, WeFunder, EquityNet, LocalStake) e anche la celebre Indiegogo potrebbe scegliere di allargarsi dal semplice crowdfunding popolare, più simile a una colletta che ad altro, verso un sistema di compartecipazione diffusa e seriamente regolamentata. Alle spalle della piattaforma – che ha già investito in 59 startup – c’è Howard Marks, già autore della rinascita del colosso dei videogame Activision fra 1991 e 1998.

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