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Nov 6, 2018

Facebook apre nove negozi per le festività natalizie

Grazie all'accordo con Macy's, la compagnia di Menlo Park inaugura punti vendita fisici in varie città degli Usa: in vetrina i prodotti di un centinaio di brand che si sono messi in evidenza su Facebook e Instagram

Lo shopping si fa da Facebook. Sembra una boutade invece è realtà dopo l’annuncio dell’accordo del social network con Macy’s, catena della grande distribuzione americana, per l’apertura di nove pop-up stores in altrettante città statunitensi per vendere la merce di un centinaio di brand nativi digitali e piccole e medie aziende che si sono fatti notare su Instagram e Facebook. I negozi a tempo si trovano a New York, Los Angeles, San Francisco, Seattle, Atlanta, Las Vegas, San Antonio, Fort Lauderdale e Pittsburgh e saranno aperti per le festività natalizie, fino al 2 febbraio. Tra i marchi che i clienti troveranno sugli scaffali ci sono aziende di abbigliamento, cibo, benessere e cosmetica, come Love Your Melon, che vende abiti e singoli capi destinando i fondi a centri di pediatria oncologica, e Charleston Gourmet Burger Company, che da un barbecue casalingo ora spedisce prodotti in tutti e cinquanta gli stati Usa.

Tutti gli introiti guadagnati dalle singole società resteranno loro, con Facebook che pagherà a Macy’s una quota per ogni brand ospitato nei suoi spazi. “Vogliamo aiutare queste aziende e favorire il loro successo”, spiega Michele Klein, direttore del reparto marketing di Facebook per gli Stati Uniti. Bella iniziativa, quindi, ma considerando che il grande network di Mark Zuckerberg non è un ente benefico bensì una grande compagnia con ricavi in calo da qualche tempo – l’ultima trimestrale ha visto una crescita del 33%, mentre dodici mesi fa la stessa trimestrale registrava un +49% e due anni fa +59% rispetto all’anno precedente – la mossa può avere molteplici significati.

Un punto fisico per toccare con mano i prodotti di aziende che hanno riscosso un ottimo gradimenti dai clienti social è senza dubbio un passo in avanti per tutte le parti in gioco. I conti non più floridi come in passato possono aver spinto la società di Menlo Park a battere altre strade con l’intento di diversificare le potenziali fonti di entrata, in tal senso l’ipotesi di puntare su negozi fisici avrebbe senso anche in virtù dei dispositivi che Facebook ha nel suo serbatoio: lo speaker Portal è il primo prodotto hardware sviluppato nei laboratori del social network, che però tra le sue frecce conta anche sui visori per la realtà virtuale Oculus.

La pubblicità di Facebook nella Grand Central Station di New York in vista dell’apertura dei pop-up store

Certo per ora la puntata nel mondo materiale di Zuckerberg è davvero minima e non si può confrontare al processo messo in moto da Amazon, molto più avanti nell’intenzione di legare l’eCommerce con i negozi tradizionali, però, per quanto sia solo un esperimento, l’obiettivo di coniugare parte degli oltre due miliardi di iscritti al social con attività tangibili in cui poter trovare una vastissima varietà di prodotti firmati da quelle aziende che proprio grazie alla conquista delle bacheche sono riuscite a spiccare il volo e che da sole avrebbero difficoltà a sostenere l’apertura di punti vendita fisici, è una ipotesi plausibile, oltre che un potenziale nuovo canale per riempire le casse societarie.

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