Perché fondare una startup significa mettere insieme valori, dando ragione a cuore, pancia e testa: Illimity a IAB Forum | Smartmoney
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Ultimo aggiornamento il 22 novembre 2019 alle 21:16

Perché fondare una startup significa mettere insieme valori, dando ragione a cuore, pancia e testa: Illimity a IAB Forum

Da startup a s.p.a di 400 professionisti. Fiducia, innovazione e collaborazione le linee guida della società

Cosa accumuna l’ex ministro Corrado Passera, CEO di Illimity, e Federico Faggin, il fisico che ha inventato il touchscreen? A parte il fatto che entrambi hanno iniziato a lavorare, giovanissimi, all’Olivetti, i due uomini sono stati capaci di affrontare con successo grandi sfide che la tecnologia per Faggin, e il mondo finanziario per Passera, hanno messo loro davanti. Sfide che hanno implicato alti rischi e dure decisioni ma che sono state decisive non solo per le loro stesse carriere, ma anche per la società. Un confronto tra due uomini per capire qual è lo sguardo che serve oggi per innovare quali sono i fattori che spingono le persone ad affrontare nuove sfide.

 

 

Grandi sfide, grandi rischi

Federico Faggin e Corrado Passera iniziano a lavorare giovanissimi all’Olivetti, l’azienda simbolo della creatività italiana nel mondo dell’informatica. Ed è lì che probabilmente apprendono che una grande azienda la fanno, soprattutto, le grandi persone. “Olivetti non era solo un lavoro, era una comunità – afferma Passera – chi lavorava al suo interno sentiva di appartenere a quella società”.

 

“A quel tempo c’erano molte più opportunità lavorative per i giovani – racconta Faggin – Quando arrivai in Olivetti avevo 18 anni, e con altri colleghi, progettammo un piccolo calcolatore elettronico sperimentale. Un impiego che mi permise di capire e approfondire la meccanica quantistica, un lavoro che ho amato anche grazie all’ambiente che Olivetti aveva creato”.

Se Passera tornerà, successivamente, in Olivetti, da amministratore delegato, la carriera di Faggin spicca il volo negli Stati Uniti. Era il 1971 quando, alla Intel, il fisico inventa il 4004, il primo microprocessore al mondo, integrando in un singolo minuscolo chip più potenza di calcolo di quanta ne avesse all’epoca l’Eniac, il primo calcolatore elettronico (che da solo occupava un’enorme stanza).

 

Per Passera la grande sfida arriva nel 1998, quando l’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo contatta nella speranza di salvare le Poste. “Negli anni ’90, si parlava delle Poste quasi sempre con accezione negativa, come metafora per descrivere qualcosa che non funzionava – afferma Passera – Se riscattare l’azienda che contava 200.000 lavoratori era difficile, non era impossibile”. Grazie alla collaborazione tra imprese, sindacati e politica, le Poste sono diventate più efficienti e pronte a offrire prodotti finanziari per le famiglie. “Il nostro più grande investimento è stato sulle persone. Ci abbiamo messo decine di milioni di giornate di formazione per trasformarci da ente pubblico a impresa di mercato. Oltre a enormi investimenti in tecnologia – spiega l’ex ministro – Ma sentivamo che tutti questi sacrifici avrebbero riscattato l’intera società”. E così fu.

Grandi rischi, grandi successi    

Nel 1986 Faggin, che si era dimesso da Intel ed era diventato imprenditore, con la sua Synaptics mise in produzione il primo touchpad per i pc portatili e inventò il touch screen. Idea che attrasse sin da subito Steve Jobs, il quale però chiedeva l’esclusiva che Faggin decise di non concedere. Dopo aver tentato inutilmente di comprare il brevetto, Jobs decise di sviluppare da solo l’idea per il suo iPhone rivoluzionando qualche anno dopo non solo il mondo informatico ma la società intera. “In quel momento ci si accorse come i successi che stavano avvenendo in campo tecnologico fossero davvero capaci di cambiare la storia”, afferma Faggin.

 

Nel 1992, Passera, co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti, vive una profonda crisi aziendale. Dopo una razionalizzazione delle attività, il gruppo innova il suo core business dando vita a Omnitel (oggi Vodafone) e Infostrada (l’attuale Wind). È la più grande startup innovativa mai lanciata in Italia, una scommessa utopistica che inaugura un’era di concorrenza e di servizi competitivi nel campo della telefonia mobile. “Fondare una startup significa mettere insieme valori, dando ragione a cuore, pancia e testa”, afferma il CEO di Illimity “Le persone spesso nel mondo del lavoro si trovano ad affrontare cambiamenti anche radicali. È compito della leadership condividere un sogno che però deve essere realizzabile. Bisogna dimostrare che i benefici e i sacrifici del cambiamento sono condivisi” e a questo unire una buona visione come prosegue Faggin “L’innovazione è fondamentale perché generalmente quando una ditta diventa grande, vuole conservare e allora a quel punto le nuove idee non hanno modo di essere portate nel mondo”.

 

Le grandi imprese che questi due uomini hanno compiuto hanno comportato la consapevolezza, soprattutto in determinati momenti, di correre grandi rischi e soprattutto di saper innovare e rinnovare. Che cosa ha spinto i due a volere andare avanti nonostante le difficoltà? Faggin ammette: “Mia moglie è stato il mio motore”. Passera, commosso, oltre alla moglie ringrazia suo padre, che l’ha sempre spronato a non mollare.

Grande azienda, grandi valori

“Illimity cavalca il cambiamento non solo facendo utili ma cercando di essere utile”, afferma il CEO. Uno short film, on air dal 25 novembre in TV e online, racconta cosa c’è oltre la banca.

 

 

The Glance” (“Lo sguardo”), così si intitola lo short film, è stato diretto dal regista internazionale Benito Montorio con l’agenzia DLV BBDO e la Chief Creative Officer, Stefania Siani: racconta tante piccole storie, che potrebbero essere quelle di ognuno noi, fatte di sfide, sacrifici e successi resi possibili dalla fiducia che qualcuno ripone in noi. “Nella vita di ognuno c’è stato un momento, uno sguardo che ha cambiato tutto” afferma l’imprenditore Andrea Pezzi. Così è stato anche per Illimity, una banca fatta di valori.

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