Febbraio un mese storico per i bitcoin, ma cosa succederà nei prossimi mesi? | Smartmoney
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Ultimo aggiornamento il 4 Marzo 2021 alle 8:00

Febbraio un mese storico per i bitcoin, ma cosa succederà nei prossimi mesi?

Non solo Tesla che "mangia bitcoin". Febbraio è stato un mese che ha cambiato gli scenari delle criptovalute. Per capire in che modo, abbiamo raggiunto due esperti, Federico Izzi, analista finanziario e trader indipendente e Andrea Ferrero, Ceo di Young Platform

Febbraio 2021 non sarà facilmente dimenticato dagli appassionati di criptovalute. Tanti eventi sono accaduti tanto che possiamo dire che il mese che ci siamo da poco lasciati alle spalle entra nella storia delle crypto. Non solo Tesla, anche se è fuori di dubbio che l’avvenimento che ha fatto più rumore è la conferma, a inizio febbraio, dell’acquisto di 1,5 miliardi di dollari in bitcoin da parte dell’azienda di Elon Musk. Una notizia da cui è partita una fase rialzista che ha lanciata i bitcoin oltre il loro massimo storico in due occasioni, con il prezzo massimo di 58mila dollari.

Tesla ha sollevato tuttavia solo una parte dell’onda, nella quale hanno planato su “una tavola da surf”, altri grossi gruppi come Microstrategy, azienda quotata al Nasdaq, che ha confermato l’acquisto di oltre 1 miliardo di dollari in bitcoin, aggiungendo a un altro miliardo circa comprato in precedenza. E anche Square, l’azienda che vede tra i cofounder il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha annunciato un acquisto di 170 milioni di dollari della criptovaluta.

Ciliegina sulla torta per i crypto lover, è stata poi negli scorsi giorni, il report stilato dagli analisti di Citigroup dal titolo “Bitcoin al punto di svolta”, nel quale si legge che la criptovaluta è in un momento cruciale e che un giorno è destinata a diventare la valuta per gli scambi internazionali.

Per analizzare meglio questo momento storico per le criptovalute e immaginare scenari futuri, abbiamo raggiunto due esperti, Federico Izzi, analista finanziario e trader indipendente e tra i più apprezzati analisti tecnici italiani nel campo, e Andrea Ferrero, Ceo di Young Platform, exchange di crypto italiano (qui raccontiamo la sua storia). 

 

Tra speculatori e investitori a lungo termine

La scelta di Tesla ha impattato su tutto il mercato. La società – come ci svela Izzi – ha anche annunciato che in futuro accetterà pagamenti in bitcoin per i suoi prodotti:

«Questa è una mossa che potrà fare da volano se molti fan dei bitcoin acquisteranno le autovetture Tesla come nuova forma di status symbol. Più in generale, a livello strategico la scelta dell’azienda di Musk ispirerà altre società a seguire l’esempio, provocando un impatto di acquisti a valanga, vista soprattutto l’incertezza dei mercati finanziari che spingerà società e organizzazioni a cercare risorse per garantire protezione al potere di acquisto», spiega Izzi.

Secondo Ferrero, l’urto speculativo con il prezzo che si è impennato con l’ingresso di Tesla, sta cambiando così lo scenario del mercato. Per il Ceo di Young Platform sono due gli scenari da aspettarsi: con alcuni trader che hanno acquistato bitcoin per speculare, e poi hanno venduto le loro posizioni, a favore di investitori con grandi capitali che hanno ricomprato bitcoin con un approccio a lungo termine

«Questi sono investitori con un approccio a lungo termine. Acquistano nelle fasi al ribasso per acquisire una posizione vantaggiosa ma non gli interessa vendere a breve termine. L’approccio di questi investitori è di accumulare il più possibile bitcoin ogni volta che il suo prezzo di contrae», spiega Ferrero.

 

Marzo, il peggior mese, la ripresa in aprile

Il 2021 per i bitcoin è iniziato con i migliori auspici. In due mesi, alla chiusura di febbraio, la criptovaluta ha realizzato un guadagno del 60% con un picco del 100% il 21 febbraio, superando in quella data come abbiamo visto con il tetto dei 58mila dollari. E poi il crollo, di 10mila dollari, causato dai trader che hanno venduto le loro posizioni per trarre profitto e il rialzo di marzo. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

«Statisticamente il mese di marzo è il peggior mese dell’anno. Tecnicamente, la tenuta dei 35.000 dollari dopo di aprile proietterebbe i prezzi a nuovi massimi storici. Fondamentalmente, l’aumento di adozione sempre più massiccia degli istituzionali e l’approvazione di strumenti finanziari legati al sottostante (vedi etf) sosterranno la domanda e di conseguenza l’incremento del prezzo», svela Izzi.

Secondo Ferrero nel breve termine ci aspetta un consolidamento per una o due settimane, prima di un’ulteriore spinta rialzista con obiettivo: 63mila e 74mila dollari:

«Il prezzo è ancora abbastanza volatile quindi un percorso ribassista è possibile anche se improbabile. Se il prezzo dovesse crollare al di sotto di $47K, che è una forte zona di supporto, ci si aspetta un massiccio ingresso sul mercato, dal momento che i $40K rappresentano una zona di acquisto molto appetibile», precisa Ferrero.

 

I livelli di Fibonacci delineano il prezzo bitcoin del futuro

Per chi non è espertissimo di trading, i livelli di Fibonacci, nati dalla mente di Leonardo di Pisa, considerato il più grande matematico del Medioevo, è uno dei più apprezzati indicatori di analisi tecnica utili a prevedere l’andamento dei prezzi:

«I livelli di prezzo di Fibonacci aiutano a delineare quelli che sono i nuovi obiettivi di prezzo. Ogni volta che Bitcoin rompe i massimi storici, i livelli di Fibonacci sono le uniche aree di resistenza attendibili, trovandoci in un’area di prezzo completamente nuova da esplorare», spiega Ferrero.

«Una volta rotto un massimo storico – continua il Ceo –  non si hanno dati su cui ripiegare il meccanismo di scoperta del prezzo, ma ci si muove in una zona eccitante e oscura che Bitcoin disegna giorno per giorno. Grazie a Fibonacci possiamo ipotizzare che la rottura di 58K $ sarà un rapido percorso verso 63K $, e un successivo obiettivo di 74k $». 

 

Non solo bitcoin e i rischi per i compratori

Non solo bitcoin. Con il supporto di Izzi andiamo ad analizzare quello che è successo nell’ultimo mese in Casa Ethereum, la regina delle monete alternative, che anche lo scorso anno ha messo a segno una performance migliore dei bitcoin:

«Da inizio anno al 28 febbraio, il prezzo di Ethereum ha guadagnato il 90%. L’esplosione della finanza decentralizzata e dell’arte digitale con i token non fungibili, stanno aumentando le commissioni per l’utilizzo degli smart contract. Nonostante queste difficoltà gli sviluppi continuano ad aumentare e la community di Ethereum a lavorare per il passaggio alla versione di Ethereum 2.0, chiamato Serenity, che permetterà un miglioramento della sicurezza, nella velocità e costo delle transazioni», svela Izzi. 

Tuttavia, malgrado le grandi performance delle principali crypto, restano i pericoli per gli investitori, anche se è cresciuta la consapevolezza del pubblico, soprattutto a causa delle perdite che molti “turisti delle crypto” hanno accumulato negli ultimi anni: 

«Per alcuni la fase della delusione, a volte accompagnata dalla disperazione di aver visto bruciare gli investimenti, si è trasformata nella motivazione di scoprire i fondamentali e principi del Bitcoin. Oggi queste persone hanno acquisito una conoscenza di un settore che da allora si è trasformato offrendo possibilità di investimento sconosciute sino a poco tempo fa». 

Ai nuovi arrivati, Izzi consiglia molta cautela, “ i rischi sono sempre in agguato e la bolla della ICO nel 2017 deve servire da lezione”.  

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