La vera rivoluzione dei pagamenti non è per chi può permettersi iPhone
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Ultimo aggiornamento il 20 ottobre 2014 alle 13:55

La vera rivoluzione dell’invio di denaro virtuale non è per chi può permettersi un iPhone

Gli invii di denaro in situazioni di emergenza dimostrano come la vera rivoluzione dei pagamenti e dell'invio di denaro non sia per le economie sviluppate.

David Wolman

Il mese scorso, mentre Tim Cook stava presentando la nuova tecnologia di pagamento mobile di Apple a San Francisco, una donna di trentatré anni di nome Pilipino Jenalyn Orquiza usava il suo telefono cellulare per effettuare un pagamento di 450 pesos filippini, circa 10 dollari. Lei non stava adottando il servizio di pagamento con carta di credito o di debito, come nel caso di Apple Pay. Stava solo procedendo all’invio di denaro virtuale.

Dopo il disastroso tifone Haiyan, che ha creato distruzione e scompiglio nelle Filippine lo scorso novembre, sono stati paracadutati subito tanti gruppi internazionali per fornire aiuto e assistenza. Tutti impegnati a presidiare la fornitura di cibo, acqua e assistenza a lungo termine con la costruzione di nuove case e nuove strade. Ma un arrivo innovativo sulla scena è stato rappresentato dal denaro digitale. Nelle Filippine Mercy Corp, in partnership con una banca locale (OBCR) e l’azienda di design IDEO, ha cercato di comprendere il modo migliore per fornire assistenza finanziaria agli utenti attraverso i loro devices mobili.

Una delle sfide più complesse e un impegno raramente riconosciuto nella fase iniziale legata agli aiuti internazionali non è tanto la raccolta di fondi, ma la distribuzione degli stessi. Tradizionalmente il sostegno per le vittime di disastri ha preso la forma di pagamenti con contante. Ma cosa succede quando tali movimentazioni sono virtuali e non fisiche?

Ci sono molte ragioni per implementare denaro contante in situazioni di post-disastro. È veloce, fungibile, semplice e non richiede connessioni virtuali. Anche se nulla garantisce che i destinatari non sperperino il denaro, la ricerca indica che la stragrande maggioranza dei beneficiari lo usa con saggezza. “Le persone che sono abbastanza disperate tendono a fare buone scelte con ciò che diamo loro”, dice Sasha Muench, direttore dello sviluppo economico e di mercato per Mercy Corp. Eppure non è necessario un dottorato di ricerca per capire perché l’uso dei contanti sia ottimale, in particolare nelle economie meno sviluppate e soprattutto durante le settimane e i mesi successivi ad un disastro naturale. Però camion carichi di denaro contante costituiscono un costo e un pericolo. Le agenzie di donatori devono anche adottare sistemi per verificare che i destinatari siano davvero coloro che dicono di essere. E poi anche se il denaro contante va nelle mani giuste può essere rubato o estorto. E perciò la moneta reale può diventare anche un boomerang peggiore, perché può servire a finanziare gruppi intenti a danneggiare i cittadini dei Paesi stessi a cui i fondi sono destinati.

Uno dei vantaggi fondamentali legati al denaro digitale è che può passare più inosservato. Il che potrebbe sembrare un passo indietro per chi abita nei Paesi ricchi, ma nei Paesi in via di sviluppo il problema non è soltanto la sicurezza dei fondi, ma dalla loro visibilità. “Se stiamo dando 50 dollari a 1000 persone nel sistema tradizionale, ci piacerebbe andare in un villaggio e radunare tutti i beneficiari in un posto centrale, registrare i loro nomi e condividere la donazione con tutta la comunità”, afferma Muench.

L’invio di denaro digitale per le vittime del disastro non è un’idea completamente nuova. Dopo le inondazioni nel 2010 con 20 milioni di persone sfollate in Pakistan, il Governo ha cercato di rifornire il fondo di soccorso grazie a carte di debito. Ma quel programma non ha funzionato. I beneficiari spesso non hanno capito come utilizzare i bancomat e non erano stati adeguatamente informati circa il calendario dei pagamenti. Peggio, i bancomat spesso erano privi del denaro sufficiente a soddisfare le richieste degli utenti.

A seguito del terremoto del 2010 ad Haiti Mercy Corp ha promosso un programma pilota di e-money legato all’emergenza. “Abbiamo imparato ad Haiti che non si può andare in un luogo coinvolto in un disastro e impostare questo genere di attività in poche settimane”, dice Muench. L’ingegneria del servizio richiede una ragnatela di accordi con banche, operatori di telefonia mobile, autorità di regolamentazione e persone sul campo fornite di liquidità sufficiente in modo che i beneficiari possano alternare denaro cash e denaro virtuale. “Ci sono voluti diversi mesi per costruire il sistema prima che potessimo fornire un aiuto alla gente”, afferma Sara Murray, specialista di pagamenti con Mercy Corp.

All’inizio di quest’anno i membri europei di una ONG operante nella Repubblica Democratica del Congo hanno sperimentato un programma digitale di trasferimento di denaro per circa 2.000 persone in una zona che era stata ripetutamente sotto attacco di milizie armate. Ma quando l’operatore mobile si è dimostrato inaffidabile a causa di problemi tecnici e per sospetti di corruzione, l’ONG ha annullato il suo contratto.

Tuttavia sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che l’utilizzo di telefoni cellulari per effettuare le transazioni digitali e i servizi bancari a disposizione di persone in tutto il mondo potranno, nel tempo, migliorare il benessere di milioni e milioni di persone.

Ecco perché USAID vuole spingere oltre il denaro reale, e la Banca Mondiale e le ONG di tutto il mondo stanno investendo significativamente in iniziative di trasferimento di denaro per vie digitali. “Quando le famiglie povere vivono in una economia monetaria senza accesso ai canali di pagamento elettronico” – scrivono Daniel Radcliffe e Rodger Voorhies di Bill e Melinda Gates Foundation – “si pone un cuneo tra loro e il sistema finanziario formale, rendendo proibitivo per banche, compagnie di assicurazione, Governi e altre istituzioni negoziare con loro. Oggi esistono una miriade di opzioni e strumenti digitali come Google Wallet, Dwolla,PayPal e ora Apple Pay. E poi abbiamo anche i Bitcoin. La vera rivoluzione dell’uso di denaro digitale consiste nel rendere possibile per miliardi di persone l’accedere e il trattare elettronicamente queste modalità di pagamento.

Gli indicatori iniziali sul programma di Mercy Corp nelle Filippine sono promettenti. “Il credito digitale ci ha permesso di raggiungere una scala significativa – oltre 25.000 famiglie coinvolte – con fondi di recupero, conti correnti, e formazione di alfabetismo finanziario a livello familiare,” afferma il portavoce della Mercy Corp Andie Long. L’obiettivo è di migliorare il sistema per far arrivare i soldi alle persone e di permettere ai beneficiari di uscire finalmente dal mondo costoso rappresentato dalle vie finanziarie legate al solo contante, Non perché la moneta elettronica o le banche che la progettano siano particolarmente attrattive. Non lo sono. Ma piuttosto perché, volenti o non volenti, usare un sistema bancario significa avere più sicurezza finanziaria, o almeno installare le impalcature per costruirlo.

Nel caso di Orquiza, sembra che funzioni. In seguito al tifone, ha ricevuto l’assistenza di emergenza. Poi, a luglio ha avuto la possibilità di prendere un piccolo prestito. Ha preso circa 116 dollari per rifondare la sua impresa, un piccolo negozio alimentare che gestisce dentro casa sua, vendendo detersivi, cracker, shampoo. Ora guadagna ogni giorno abbastanza da coprire i pagamenti settimanali del prestito e le spese familiari, con una parte che resta per i risparmi. Tutti eseguiti con il suo cellulare.

Nell’altra parte del mondo l’esercito di Apple è impegnato a rendere i pagamenti mobili più attrattivi. Ed è importante anche questo elemento, perché ridurre la fruizione di soldi è un beneficio per quasi tutti. Ma siamo onesti: la vera rivoluzione della moneta digitale non è il facilitare un altro pagamento con carta di credito/debito per persone che possono permettersi un iPhone. È piuttosto creare la possibilità per miliardi di persone di avere accesso al credito, di fare transazioni e di risparmiare grazie alle nuove tecnologie.

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