Tra il 2011 e il 2017, le società di venture capital hanno investito 9 miliardi di dollari in società PropTech. Queste nuove società, insieme alle istituzioni finanziarie all’avanguardia, apporteranno un cambiamento positivo nell’esperienza del cliente nel settore immobiliare.
La piena connessione di tutti gli attori all’interno del settore PropTech faciliterà il processo di innovazione e collaborazione
Secondo un recente studio del Politecnico di Milano, il termine ProptTech, crasi delle parole Property and Technology, è cresciuto in modo significativo in termini di volumi di ricerca di Google, balzando nel 2016. È in quegli anni che il fenomeno sembra esplodere a livello mondiale, con picchi di popolarità a Singapore, nel Regno Unito, in Svizzera. I volumi a livello italiano sono decisamente più contenuti.
Tuttavia, la stessa definizione di PropTech non è unica. Nel sopracitato studio del Politecnico di Milano, ci sono diverse definizioni, tra cui quella della RICS sembra essere la più ampia e inclusiva: la Royal Institution of Chartered Surveyors scrive che PropTech è un termine generale che si riferisce a tutti gli impatti che la tecnologia ha sull’ambiente circostante (RICS, 2018). Se analizziamo il termine in modo più specifico, possiamo trovare molte declinazioni diverse del fenomeno PropTech. Guardando all’Italia:
In questo contesto e secondo la classificazione del Politecnico di Milano, Walliance è posizionata tra le società di Real Estate FinTech. Walliance è stato il primo portale di crowdfunding azionario interamente dedicato alle economie immobiliari e che si è immediatamente posto l’obiettivo di portare innovazione in un settore originariamente legato al passato.
In un anno e mezzo di attività, il portale è stato in grado di conquistare circa il 13% delle quote di mercato se consideriamo il capitale totale raccolto dalle piattaforme, rappresentando un caso di successo che vale la pena analizzare da vicino. Ciò che vale la pena di riflettere qui, in particolare, sono le collaborazioni a cui Walliance ha voluto aprire e in questo modo la partnership con Immobiliare.it è un segno più che positivo.
Non è facile identificare il percorso che l’intero settore intraprenderà, ma è chiaro che gli spazi e i margini di profitto ci sono, dato che il mercato è affrontato in modo serio, evitando comportamenti scorretti tra concorrenti che denoterebbero solo provincialismo estremo, una tipica malattia italiana.