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Ultimo aggiornamento il 26 novembre 2019 alle 11:26

Black Friday 2019: quanto spenderemo, cosa compreremo e come difendersi

Sborseremo in media 166 euro a persona, con la tecnologia a guidare la febbre del "venerdì nero", appuntamento che ormai ci è entrato sottopelle. E che può essere un'occasione per contenere le tentazioni e riscoprire la sobrietà

Il Black Friday è alle porte. Cadrà venerdì 29 novembre ma verrà ovviamente anticipato dalla solita settimana di riscaldamento e accompagnamento con sconti, riduzioni, offerte online e offline. In un meccanismo di continuità mosso dai grandi player della rete come Amazon o eBay e raccolto, in formule più o meno azzeccate, da altre piattaforme così come dalle catene reali, dai centri commerciali e dai negozi di vicinato. Secondo una stima proprio di eBay, saranno oltre 20 milioni gli italiani che faranno un qualche acquisto nel corso della giornata o in quelle immediatamente ravvicinate per una spesa di oltre 2 miliardi e 380 milioni di euro e una media di 116 euro a persona.

Un appuntamento ormai familiare

Un’iniziativa, quella del Black Friday, che ha un impatto sempre più capillare sull’economia italiana, con ricadute sensibili anche per chi ha un’attività nei centri più piccoli del paese. Secondo un sondaggio tra i venditori professionali di eBay in Italia, il 73% considera la scadenza mutuata dagli Stati Uniti – dove segna la scatenata giornata di shopping post-Ringraziamento – un’iniziativa positiva, con l’80% che riconosce come grazie alle piattaforme digitali anche le aziende che sono nelle periferie o nei piccoli centri possano incrociare una fetta di questo flusso di denaro.

I dati interni del gruppo statunitense confermano che questa scadenza ci è ormai entrata sotto pelle: durante l’ultimo quadriennio (2014–2018) gli acquisti in queste 24 ore sono cresciuti del 60% e il 64% degli intervistati ha dichiarato di aver già fatto acquisti, in passato, tra il “Venerdì nero” e il seguente Cyber Monday, un atteggiamento che coinvolge anche i consumatori più maturi ed è ormai sganciato dalle mode o competenze giovanili. Un utente su due fra i 55 e i 64 anni ha infatti comprato in occasione delle promozioni autunnali. E anche per il 2019 il trend non sembra poter mutare: il 56% degli italiani conferma la sua intenzione di effettuare acquisti durante queste giornate speciali.

Cosa compreremo?

Cosa compreremo? Dall’indagine emerge come sul trono ci sia Sua Maestà l’elettronica, indicata dal 62% dei rispondenti, seguita da abbigliamento, scarpe e accessori (43%), articoli per casa e giardino (14%) e fai-da-te (12%).

Stando invece ai numeri di un’altra ricerca, stilata stavolta da ShopFully-DoveConviene (la multinazionale italiana attiva in tre continenti e partner di oltre 700 grandi catene retail), l’effetto delle tradizioni italiane sul Black Friday è stato altrettanto importante. Arrivato in Italia anzitutto come momento per lo shopping online, si è fortemente ibridato e modellato in modo utile anche per i negozi fisici, dove oltre il 60% degli interessati farà qualche acquisto.

Le ricerche online e poi il negozio

Tuttavia, se gli italiani si confermano affezionati a concludere gran parte degli acquisti nei negozi fisici, le informazioni per gli acquisti vengono sempre più cercate online. Dall’Osservatorio di ShopFully–DoveConviene emerge infatti che fra chi farà compere nei negozi durante il Black Friday, circa il 30% si informerà sulle promo attraverso i volantini cartacei, mentre oltre il 90% si informerà attraverso quelli digitali, che si confermano ormai strumenti imprescindibili anche per i venditori tradizionali.

Quanto alla spesa, siamo nella fascia vista prima: il 60% pensa di spendere tra i 50 e i 200 euro, il 25% fra 200 e 500 euro. A quanto pare, i più attenti alla competizione con i prezzi offerti online saranno gli uomini (81% contro il 61% delle donne), che in questo momento dell’anno dirigono la loro attenzione verso la tecnologia, soprattutto in negozio (77%). Le donne invece utilizzano il momento del Black Friday come un antipasto dei saldi invernali che inizieranno un mese e mezzo dopo e si concentrano dunque sull’abbigliamento, preferendo nettamente l’esperienza del negozio tradizionale (73%) rispetto agli uomini, interessati a valutare le offerte dell’abbigliamento solo nel 36% dei casi.

Cosa vogliono gli italiani dallo shopping online?

Ma cosa chiedono gli acquirenti italiani all’esperienza online, fortissima ma che convive ancora con alcuni limiti effettivi? Secondo l’indagine “Pulse of the Online Shopper del colosso globale della logistica Ups, un sito internet accattivante o un’app user-friendly non bastano a soddisfare gli smaliziati acquirenti online di oggi. In Italia l’89% è interessato al prezzo, come fattore principale e determinante sulla scelta finale, solo in secondo piano la rapidità di consegna. Fra i risultati esce di nuovo con chiarezza come i clienti facciano ricerche prima dell’acquisto, più di quanto si immagini, proprio come si vedeva in precedenza. Il 94% dei clienti italiani effettua ricerche sui prodotti prima di acquistarli online, mentre le generazioni più giovani sono quelle che si lasciano influenzare di più dalle recensioni dei clienti. Si cercano prezzi, sconti, opzioni di consegna con velocità e costi, infine dettagli di prodotto e alternative. Tenendo in considerazione che quasi un quarto (22%) dei consumatori italiani partecipa a più di cinque programmi fedeltà. I marketplace online continuano comunque a farla da padroni: il 98% degli acquirenti online in Italia ha acquistato su una grande piattaforma, mentre il 42% dei consumatori ha intenzione di fare più acquisti sui marketplace nei prossimi 12 mesi.

Come resistere e non sprecare i soldi?

Bene, ma come fare a muoversi con accortezza in questo diluvio di proposte e, nei casi più gravi, resistere allo shopping compulsivo? Un aiuto arriva dagli esperti di Guidapsicologi.it che hanno preparato una sorta di guida di sopravvivenza per aumentare la consapevolezza dei consumatori su  possibili tecniche di vendita e meccanismi psicologici da cui proteggersi per evitare di riempire i carrelli (reali o virtuali) e svuotare i portafogli inutilmente.

Ovviamente quando si parla di shopping compulsivo non si intende una semplice debolezza per l’acquisto voluttuario ma saltuario. Nel primo caso di tratta di una vera e propria patologia, con tratti molto simili alla bulimia e che si caratterizza per un bisogno incontrollato e incontrollabile di consumo (in questo caso il cibo viene sostituito dai prodotti di consumo), che apporta una felicità di breve durata per poi sfociare  nel senso di colpa e nella vergogna. Non è un caso che chi soffre di shopping compulsivo di solito nega o nasconde i propri acquisti anche a se stesso, per non disperarsi avendo davanti agli occhi la prova della propria debolezza e del denaro buttato al vento. Il bisogno? La gratificazione rapida e veloce, che riempia un vuoto.

In tutti gli altri casi, alcuni consigli utili possono essere quelli di fissare un budget da non sforare assolutamente. In seconda battuta, fare una lista delle cose che dobbiamo comprare. Servirà da guida per non lasciarsi tentare dalle infinite offerte che appaiono sul nostro cammino, fra schermate, mailing list, tentativi spregiudicati di “conversion” digitali e buttadentro nei negozi reali. Terzo punto: scrivere una lista dei desideri da spuntare con calma, piccoli premi e piccoli regali che decidiamo di farci per occasioni specifiche e spalmandoli nel, in modo che non perdano il loro valore.

In questo modo si recupera il senso dell’acquisto oggi banalizzato e svilito da una rivoluzione nel sistema di produzione e di consumi” spiegano gli esperti che entrano anche nel dettaglio delle tecniche di vendita, da quelli che conosciamo bene (i prezzi con i decimali, le scorte sempre e inevitabilmente in esaurimento, i carrelli che ci ricordano di concludere la transazione, le campagne iperprofilate grazie ai dati che distribuiamo da sempre sui social e sul web, le tecniche di scontistica, regali e omaggi) fino al nuovo standard del reso gratuito. “Una volta che il prodotto è nelle nostre mani possono sorgere dei dubbi, ma il semplice fatto di sapere che lo possiamo restituire ci fa sentire padroni delle nostre scelte, anche della scelta di tenerci un prodotto che non era esattamente quello che avevamo immaginato, ma ci va bene lo stesso. Non farti nessun problema a rimandare indietro un prodotto che non ti soddisfa, è un tuo diritto. Vedere i riapparire sul tuo conto corrente i soldi spesi sarà una grande soddisfazione”.

Black Friday, un’occasione per scelte sostenibili

Tenendo tutto questo in considerazione, c’è anche da porsi un’altra domanda: e se il Black Friday fosse l’occasione per imparare (o reimparare) a fare scelte sostenibili?  Le tecniche viste prima, le politiche di sconti aggressive rischiano a volte di annebbiarci lo spirito critico portandoci per esempio a considerare precocemente vecchio un prodotto che in realtà funziona ancora o avrebbe solo bisogno di essere riparato. E quindi a sostituirlo in fretta. Obsolescenza programmata e percepita si accavallano dunque, producendo conseguenze devastanti per l’ambiente che secondo il Global E-waste Monitor contribuisce a generare una media di 6,1 kg di rifiuti elettronici – i più coinvolti da questo tipo di fenomeno – per persona ogni anno.

Il portale ProntoPro.it, piattaforma che mette in contatto domanda e offerta di servizi professionali, invita dunque a considerare una serie di servizi sotto i 100 euro che permettono di riparare i propri elettrodomestici e dispositivi elettronici. Qualche esempio? L’intervento di un professionista per verificare il malfunzionamento di una lavatrice o di una lavastoviglie richiede in media una spesa di 35 euro, se è invece il frigorifero a dare problemi, il controllo da parte di un tecnico specializzato può costarne in media 40. Fra gli oggetti che vengono più spesso percepiti come vecchi, anche se ancora in grado di funzionare in maniera efficiente e pienamente allineata alle nostre esigenze, ci sono sicuramente smartphone, tablet, tv, computer: cercare di ripararli grazie al supporto di un professionista può richiedere una spesa di 50 euro nel caso dei computer e fino a 100 per l’intervento su un cellulare.

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