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Mag 15, 2019

illimity e Raisin, l’unione fa la raccolta

Accordo per differenziare il meccanismo di raccolta per la banca di Corrado Passera. Che così sbarca all'estero, puntando sul fintech per allargare il proprio giro d'affari

È stato presentato oggi, nel corso di FinTechStage Festival, un nuovo accordo di partnership tra illimity e Raisin: due soggetti complementari, due attori del panorama finanziario che puntano sulla tecnologia per il proprio modello di business. Grazie a questo accordo illimity metterà a disposizione dei clienti Raisin i propri conti deposito: in virtù della sua presenza in 31 paesi, la startup fintech con sede a Berlino consentirà alla banca fondata da Corrado Passera di ampliare in modo significativo il bacino di pubblico a cui si rivolge, così da poter ampliare la raccolta senza dover costruire una propria rete retail oltre confine.

Il concetto di fondo resta sempre lo stesso: “Raisin si inserisce nel business model di illimity come uno strumento efficiente, flessibile e tecnologico – ha spiegato a StartupItalia Francesco Mele, CFO di illimity – Grazie al digitale offre uno strumento trasparente per diversificare le nostre fonti di raccolta soprattutto si inserisce in un business model che prevede di abbandonare le infrastrutture fisiche a favore del digitale, poiché oggi la costruzione di una infrastruttura fisica non avrebbe senso e non offrirebbe risultati comparabili rispetto a un marketplace digitale”.

 

Europa, terra delle opportunità

 

Per comprendere il significato di questo accordo, bisogna fare un passo indietro e spiegare (a chi non lo conoscesse già) il meccanismo di funzionamento di una banca: quest’ultima fa affidamento sui depositi dei suoi correntisti (pensate a chi versa lo stipendio ogni mese) e altre forme di raccolta di liquidità – come i cosiddetti conti-deposito – per accumulare fondi necessari a erogare credito al retail e alle imprese. In altre parole, il denaro si muove e nel farlo accumula interessi: sono quelli che si pagano quando si ottiene un prestito, e servono a remunerare a loro volta i correntisti che depositano il denaro per farlo fruttare.

 

Quello che è accaduto negli ultimi anni è che gli interessi sono rimasti piuttosto bassi in tutta l’area euro mantenendo tuttavia differenze tra i singoli paesi: la principale vocazione di Raisin è quella di consentire alle banche di guardare a un mercato più ampio di quello nazionale, dove tipicamente i valori dei tassi di interesse tendono ad allinearsi, e di optare per raccogliere depositi in piú paesi o attraverso altri canali integrati permettendo una diversificazione della raccolta ed un abbassamento del costo della stessa. L’Italia al momento è uno dei mercati  con un maggiore interesse verso la diversificazione: l’esordio sul mercato tedesco e la futura espansione in altri paesi, dovrebbe consentire a illimity una raccolta diversificata grazie a Raisin.

 

Inoltre, la scelta di legarsi a Raisin per illimity ha molto a che vedere con la natura del proprio business model tutto votato alla trasparenza. “Ci sono anche altri player sul mercato – spiega ancora Francesco Mele – Tra questi, Raisin è in grado di fornire flessibilmente diversi tipi di modalità operativa, dallo schema fiduciario a quello diretto scelto da illimity in quanto ritenuto più trasparente e reso possibile dalla flessibilità di Raisin.  Ogni cliente di illimity su Raisin, per noi, è un cliente illimity a tutti gli effetti e viene quindi gestito come tale dal punto di vista dell’attivazione del rapporto”.

“Questo mercato può offrire tanto – ribadisce Mele – Partiamo dalla Germania e in seguito entreremo anche in altri mercati in cui è presente Raisin. Il contributo che ci aspettiamo di raccogliere è importante, fino a 400 milioni di raccolta complessiva entro il 2020 come previsto dal nostro piano industriale”. “C’è una forte complementarietà tra mercato tedesco e italiano – ribadisce Simone Viganò, direttore Raisin Open Banking – In valore assoluto i tassi in Italia sono più alti che in Germania, dove gli interessi offerti sono tra i più bassi d’Europa. Con noi, le banche che vogliono diversificare la propria raccolta per metterla al servizio del proprio business,  possono quindi sfruttare questa complementarietà e cogliere opportunità interessanti in tutti i mercati europei”.

 

Fare innovazione finanziaria

 

L’obiettivo comune di Raisin e illimity è ovviamente fare innovazione nel mondo finanziario: ma occhio a liquidare tutto questo come semplicemente fintech. “Fare fintech – continua Viganò – rispetto ad altre discipline richiede qualcosa di più dell’innovazione tecnologica: occorre una forte esperienza normativa, devi conoscere ogni dettaglio per rispettare pienamente la compliance in questo ambito che è fortemente regolamentato”. Quello che accadrà, secondo Viganò, è qualcosa di simile a quanto successo nel mondo delle telecomunicazioni negli anni 2000: una progressiva nascita di servizi specializzati che verranno aggregati con diverse formule, puntando a creare un prodotto completo che sia più della somma delle singole parti.

“Quello che è successo alle telco non si applica tal quale al mondo bancario. In ogni caso assisteremo a una polarizzazione tra esperti di tecnologia, ovvero player specializzati su determinati prodotti  che utilizzeranno la tecnologia per fornire verticali migliori di quanto siano capaci i generalisti, ed esperti di consulenza al cliente – spiega sempre il direttore dell’open banking di Raisin. Nel settore finanziario non conta solo l’esperienza utente, che pure è importante, ma c’è anche la reputazione: quando lavori in un settore dove si gestiscono i risparmi di clienti e aziende, l’asset reputazionale è fondamentale. Non basta avere il prodotto migliore, devi anche conoscere appieno le normative applicabili per sapere sino a dove ti puoi spingere con l’innovazione”. In linea con questo concetto, la recente acquisizione da parte di Raisin della banca tedesca MHB Bank – il primo caso di una Fintech che acquisisce una banca – apre la strada ad un cambiamento sostenibile del mercato finanziario: è il risultato di una combinazione unica di decenni di competenze normative nel settore bancario, un modello incentrato sul cliente e il know-how tecnologico di una fintech paneuropea di successo come Raisin.

 

“Il nostro core business – è la chiosa finale di Mele, che per illimity ha tenuto a battesimo questa partnership – è strutturato sulla collaborazione con partner tecnologici importanti: alcuni sono grandi realtà, altri piccoli player. Con tutti loro lavoriamo per sviluppare nuovi strumenti di gestione del risparmio personale o del credito alle PMI attraverso l’intelligenza artificiale, sempre all’insegna di un’esperienza d’uso eccellente, della sicurezza e della compliance. Lavoriamo con il mondo della tecnologia a tutto tondo puntando a sfruttare il canale digitale in maniera profonda per costruire servizi migliori grazie ai dati. Vogliamo creare un ponte tra dati ed esseri umani, per creare il miglior prodotto possibile: i mercati hanno fame di questi prodotti e con Raisin possiamo andare oltre le barriere nazionali. Tanto più che – conclude – queste barriere a livello digitale non esistono”.

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