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Mag 13, 2019

illimity chiude la trimestrale, tutto secondo i piani

Crescono i numeri della banca nuova di Corrado Passera, pienamente rispettato il piano industriale. E ora nasce una collaborazione con Raisin per diversificare la raccolta

A nove mesi dall’inizio dell’operatività, per illimity i conti tornano: la prima trimestrale chiusa dopo la quotazione all’MTA di Borsa Italiana fa segnare un CET1 ratio dell’83%, un valore che ribadisce la robusta dotazione patrimoniale della banca fondata da Corrado Passera e che ha anche a disposizione 430 milioni di euro di liquidità che serviranno a proseguire nel percorso di crescita. Risultati che indicano il pieno rispetto del piano industriale 2018-2023, anche grazie a una pipeline che ha permesso di sviluppare un volume di 745 milioni di business dall’inizio delle operazioni a settembre 2018 fino ad aprile di quest’anno. “È un’occasione importante per noi – ha detto il CEO, Corrado Passera, presentando i risultati agli analisti – È la prima trimestrale che presentiamo ed è la prima occasione per mostrare il percorso che stiamo seguendo per raggiungere i nostri obiettivi. I nostri risultati dopo i primi mesi confermano i nostri obiettivi previsti nel piano industriale, nel costruire la nostra banca siamo perfettamente in linea con le milestone fissate”. Le prossime scadenze comprendo tra l’altro il lancio dei servizi di direct banking entro il prossimo giugno.

È la prima trimestrale che presentiamo ed è la prima occasione per mostrare il percorso che stiamo seguendo per raggiungere i nostri obiettivi: i nostri risultati dopo i primi mesi confermano i nostri obiettivi previsti nel piano industriale

Lo stato dell’arte

Nel primo trimestre, chiuso il 31 marzo 2019, illimity ha accumulato uno stock di crediti netti pari a 513 milioni di euro: un valore in crescita del 6% rispetto al trimestre precedente, che tiene anche conto dell’ammortamento dei prodotti provenienti dalla fusione con Banca Interprovinciale che non risultavano in linea con il core business del nuovo soggetto. In particolare il settore NPL corporate ora cuba circa 375 milioni di euro: questa singola voce cresce dell’11%, in traiettoria rispetto ai valori attesi, a dimostrazione dell’impegno nei segmenti previsti dal piano industriale.

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“Siamo molto soddisfatti dei risultati del nostro primo trimestre e degli obiettivi raggiunti nel periodo – ha commentato il CEO, Corrado Passera – Abbiamo rispettato tutte le scadenze del piano industriale 2018-2023 e generato solidi volumi di business. Il risultato economico è quindi pienamente in linea con quanto atteso e riflette la natura di startup della nuova banca i cui risultati ancora non riflettono tutti i benefici della leva operativa e il contributo ai ricavi delle componenti di earn-out del business Turnaround, che ci aspettiamo in misura significativa nell’orizzonte di piano industriale”.

Passera fa qui riferimento alla progressiva attivazione dei diversi servizi e partnership che andranno a comporre l’intera operatività di illimity a regime: come nel caso di neprix, che anche grazie all’accordo di collaborazione varato con IT Auction ha consentito di diventare operativi in tutti i settori del business NPL Corporate. Oppure come nel caso della partnership appena siglata con Raisin, una piattaforma fintech di open banking che consentirà di diversificare in modo significativo la raccolta della banca rivolgendosi a un mercato complementare come quello tedesco.

Siamo molto soddisfatti dei risultati del nostro primo trimestre e degli obiettivi raggiunti nel periodo

La startup cresce

In questi mesi, la banca nuova ha continuato a costruire l’infrastruttura tecnologica e quella umana che sono alla base del suo modello di business. Così ormai sono circa 240 gli illimiters, in crescita di oltre 100 unità dall’inizio dell’anno, le risorse che lavorano all’attuazione del piano industriale: “Abbiamo lavorato e investito nella definizione della struttura e nell’avvio dell’operatività in una fase in cui il business originato genera ricavi in maniera graduale – prosegue Passera – Nei prossimi mesi, la robusta pipeline sosterrà la graduale crescita dei ricavi, mentre continueremo a lavorare e investire come previsto dal piano con l’obiettivo di completare il lancio della banca diretta digitale previsto a giugno 2019”.

Nel complesso il trimestre si chiude con un risultato netto negativo di 5,9 milioni di euro, ma in linea con quanto previsto dai piani: c’è da ammortizzare una serie di spese una-tantum relative alla fase di avviamento (o startup, se preferite), che riguardano anche la costruzione dell’infrastruttura tecnologica (e il passaggio definitivo al cloud con contestuale chiusura delle vecchie filiali della Banca Interprovinciale), l’attività di selezione e reclutamento delle HR, nel complesso quantificabili in circa 2,6 milioni. “La tecnologia è un asset importante non solo per sviluppare la nostra banca – ha detto Passera agli analisti – ma anche per svolgere il nostro lavoro in modo efficiente: in questo senso costituisce un vantaggio competitivo importante. Siamo una no-legacy bank e resteremo una no-legacy bank”. A fare abbondantemente da contrappeso c’è poi il common equity tier 1 ratio pari all’83% che dimostra una notevole solidità, anche a fronte di 430 milioni di euro disponibili in cassa o sotto forma di titoli facilmente liquidabili e che serviranno a a proseguire nel percorso di crescita.

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