"Vi racconto come il Fintech District è diventato un punto di riferimento dell'ecosistema" Intervista a Alessandro Longoni
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Mag 8, 2019

“Vi racconto come il Fintech District è diventato un punto di riferimento dell’ecosistema” Intervista a Alessandro Longoni

In vista del FinTechStage Festival che si terrà dal 13 al 17 maggio a Milano, abbiamo parlato della crescita del settore Fintech con Alessandro Longoni, Head of Fintech District

Mag 8, 2019

“Vi racconto come il Fintech District è diventato un punto di riferimento dell’ecosistema” Intervista a Alessandro Longoni

In vista del FinTechStage Festival che si terrà dal 13 al 17 maggio a Milano, abbiamo parlato della crescita del settore Fintech con Alessandro Longoni, Head of Fintech District

I dati del 2018 parlano chiaro: il fintech italiano sta emergendo e cerca di recuperare la rilevante distanza che lo separa dalle realtà più sviluppate, europee e non. Il Fintech District è un punto di riferimento per questo ecosistema e come tale ha tanto una responsabilità quanto un’opportunità.

In vista del FinTechStage Festival che si terrà dal 13 al 17 maggio a Milano (qui tuttto il programma), abbiamo parlato della crescita del settore con Alessandro Longoni, Head of Fintech District. Alessandro si è occupato di innovazione digitale e business development a livello globale in aziende come Samsung e Vodafone. Prima di prendere la responsabilità del Fintech District rientrando a Milano, ha lavorato e vissuto per 5 anni a Londra. Il suo ultimo progetto è stato portare Samsung Pay in Europa.

 

L’intervista

 

Raccontaci come pensi che il Fintech District possa dare una, e perché no due, marce in più all’ecosistema Fintech italiano nei prossimi anni?

 

La prima e più significativa spinta è data dalla logica stessa con cui il Fintech District è nato: offrire all’ecosistema Fintech Italiano un luogo di aggregazione, ricco di contenuti e momenti di incontro, oltre che di occasioni per far nascere sinergie che portino valore concreto a tutti gli attori coinvolti. Portiamo avanti questo approccio dal primo giorno e quotidianamente creiamo occasioni di scambio e contaminazione: i risultati mostrano che tutte le realtà, qualunque sia il loro status (start up, grande corporate etc..) possono trarne benefici. Il secondo grande contributo consiste nei forti contatti che stiamo creando con l’estero per prendere ispirazione da modalità di innovazione e di lavoro di altri mercati e portare in Italia nuovi modelli concreti di applied innovation che facciano collaborare e crescere aziende e startup. Il Fintech District è ormai riconosciuto come partner e “guida” della  community di startup Fintech italiane. Crediamo che questo posizionamento faccia la differenza, e il mercato finora ci sta dando ragione, riconoscendoci un ruolo centrale nell’innovazione del Paese. Questa è certamente una responsabilità ma preferiamo viverla come una grande opportunità. Grazie al lavoro di un team molto valido di professionisti, giovani ma con esperienza e molto motivati, il Fintech District è riuscito in un solo anno ad essere riconosciuto da 15 innovation hub in Europa come unico punto di accesso al mercato italiano. Abbiamo siglato accordi di collaborazione con più di 100 startup e 5 corporate member, a breve ne annunceremo altri molto rilevanti!

 

Rimaniamo in ottica di ecosistema: quello italiano ha un centro in Milano, cuore del Paese, con una netta spinta centripeta. Pensi che questa dinamica sia sostenibile nel lungo termine per il sistema paese o credi che sarebbe importante uno sforzo ragionato per creare un “ecosistema diffuso”, quali sarebbero vantaggi e svantaggi di una tale scelta per il verticale Fintech?

 

E’ importante creare una crescita sostenibile e inclusiva, senza lasciare indietro nessuno, ma è provato che è nei grandi centri urbani che si innova di più e si crea valore. Basti pensare a Londra, una città che mi ha ospitato e dato opportunità per 5 anni. E’ chiaro che rappresenta il cuore pulsante dell’Inghilterra e per Milano vale lo stesso identico discorso, anche se proporzionato a quella che è la situazione italiana rispetto a quella inglese. Sono convinto che si debba fare di tutto per aiutare la nostra città a crescere e a diventare sempre più internazionale, non solo per il bene di chi, come noi, ci vive ma per il bene di tutto Paese.  Per quanto riguarda il Fintech District, uno dei vantaggi che offriamo è legato all’aggregazione di tanti operatori diversi in un solo punto di riferimento. Questo sta portando molti benefici concreti a chi ha scelto di entrare a far parte della nostra community per cogliere questa opportunità che non sarebbe così vantaggiosa in un “ecosistema diffuso”.

 

 Rimanendo nel contesto milanese: Regione, Città, e altre amministrazioni hanno certamente investito in innovazione e crescita ed è importante che continuino a farlo. Che tipo di dialogo avete aperto con le istituzioni? Dalla prospettiva del District, quali credi che siano le azioni fondamentali che le pubbliche amministrazioni devono intraprendere o continuare per mantere la rotta?

 

Oggi l’Italia è riconosciuta nel mondo in settori tradizionali come moda, cibo e lusso ma siamo convinti che possa esserlo anche nel fintech. Per questo motivo crediamo fortemente nel dialogo con le istituzioni che portiamo avanti costantemente: abbiamo aperto contatti con il MEF e con il Ministero degli Affari Esteri, stiamo inoltre lavorando insieme al Comune di Milano e Camera di Commercio. Stiamo collaborando con l’obiettivo di creare occasioni di incontro internazionali, invitare investitori esteri a visitare il Paese e promuovere l’innovazione italiana nel Fintech. Abbiamo deciso di portare avanti il dialogo con le Istituzioni su attività regolamentari con Italia Fintech, l’associazione di categoria delle aziende Fintech che ha proprio tra i suoi obiettivi quello di guidare le istituzioni nel creare vantaggi competitivi per il Paese.

 

 

 Nella veste di catalizzatore dell’ecosistema Fintech italiano, quale credi che sia un appello fondamentale da fare ai professionisti, imprenditori e aziende che ci leggono?

Uscite dalle vostre aziende e, soprattutto, uscite dalle logiche con cui si è operato nel passato. Guardate anche al di fuori della vostra singola realtà, in Italia e all’estero e apritevi alle novità senza avere paura. Abbracciate il cambiamento e cercate di vederlo come un’opportunità. Oggi l’innovazione nasce in contesti aperti e neutri in cui le idee arrivano spesso da realtà nuove e giovani, startup che sanno ragionare partendo dal mondo reale senza essere condizionate dalle dinamiche interne aziendali. Così facendo sono convinto che potremo essere noi a portare la nostra innovazione all’estero, invece di aspettare che essa arrivi in Italia da fuori confine. Il team del Fintech District è pronto ad affiancarvi. Veniteci a trovare, saremo felici e orgogliosi di aiutarvi e di guidarvi in questo percorso che può essere il catalizzatore della crescita futura del nostro Paese.

 

 

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