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Mag 7, 2019

Beyond FinTech: gli strumenti che uniscono banche e startup

La tecnologia e l'evoluzione del sistema finanziario: che vede collaborare sempre più spesso vecchie e nuove realtà. E che in settori come il credito ha iniziato un percorso che si annuncia molto interessante. Un appuntamento #FTSFEST19 nella casa milanese di illimity

È uno dei grandi segreti, ma neppure troppo, del fintech: la collaborazione tra diversi soggetti, che fanno capo allo stesso mercato ma che molto spesso offrono servizi complementari ai clienti, è una delle chiavi per una crescita potenziale enorme di chi opera nel mondo della finanza. Senza contare che nella tecnologia, e nella sua applicazione a prodotti che hanno magari centinaia di anni di tradizione alle spalle, risiede la principale risorsa per amplificare e potenziare le risorse a disposizione di quel tessuto produttivo essenziale al nostro Paese che va sotto il nome di piccola e media impresa.

Di questo si parlerà il prossimo 15 maggio a Beyond FinTech, ospiti di illimity per uno degli eventi della settimana di FinTech Stage Festival 2019. E non è un caso che di temi come questi si parlerà nella sede milanese della banca nuova fondata da Corrado Passera: starà a Francesco Mele, CFO della startup, illustrare l’approccio open e innovativo che illimity sta portando avanti sul mercato e nella gestione del credito per le PMI.

Co-opetion, non competition

Nelle piccole parole, a volte, si nasconde un concetto più ampio: quello della coopetition è l’esempio perfetto per illustrare quanto nel fintech si celi una risorsa importante per la crescita di un intero comparto come quello finanziario. Coopetion è un concetto che comprende qualcosa di più della collaborazione e qualcosa di diverso dalla partnership: significa guardare alle qualità e le opportunità di due o più aziende, ciascuna con il proprio modello di business, e studiare il modo migliore per combinare assieme il tutto per creare un prodotto finale che sia più della somma delle parti.

 

Nel caso della finanza, si tratta soprattutto di offrire all’utente finale un prodotto flessibile per garantire un elevato grado di personalizzazione: le banche hanno un bacino di clienti enorme, che chiedono sempre più agli istituti tradizionali un servizio su misura e con caratteristiche evolute. Poi ci sono le startup fintech, che fanno leva su strumenti tecnologici e su una libertà di spaziare che sarebbe impensabile per chi invece è sottoposto a una mole enorme di regolamenti da osservare.

 

Combinando queste due spinte, il risultato può essere esplosivo: e individuare l’anello mancante, il “missing link” tra banche e fintech sarà il tema della prima parte dell’evento illimity a FTSFEST19. Di questo parleranno Eric Lassus, CEO di Treezor che offre strumenti di pagamento a mezzo API e che si pone proprio come uno dei capofila di questo movimento di startup pronte a fornire un servizio white-label alle banche; con lui anche Matteo Concas, che guida Beesy e che offre un altro pezzo del puzzle con il supporto alla contabilità per consentire alle aziende che si affidano al servizio uno strumento digitale per muoversi al meglio nel complicato mondo del diritto tributario. Infine, a gestire la conversazione ci sarà Meaghan Johnson: che proprio grazie alla sua esperienza di messa in comunicazione di banche e fintech può offrire spunti significativi al confronto.

La cassetta degli attrezzi per innovare

C’è un aspetto della nostra economia che da sempre, e in Italia in modo particolare negli ultimi anni, è il nervo scoperto del rapporto tra banche e clienti: il credito. Non parliamo qui del credito al consumo, che pure è coinvolto dall’ondata dell’innovazione che la tecnologia sta portando al mondo finanziario, quanto piuttosto delle risorse che le aziende hanno a disposizione per la propria nascita, sviluppo, crescita. E con la tecnologia si può dare vita a una vera e propria “rivoluzione” del credito alle PMI (o SME, se preferite l’inglese): la tecnologia permette di attuare valutazioni precise e puntuali delle opportunità da cogliere, allargando il mercato potenziale senza che questo si debba tradurre in un aumento della complessità di gestione del credito stesso.

 

Si può fare, dunque, di più e meglio. Ghela Boskovich di Rainmaking Innovation si occupa proprio di innovare in quelle situazioni nelle quali l’attuazione di un nuovo modello di business può avviare una crescita significativa, che si tratti di startup, PMI o multinazionali, e di questo discuterà assieme agli altri partecipanti del secondo panel di giornata. Accanto a lei un terzetto di uomini: Cristiano Motto, nel suo doppio ruolo di co-founder di Fairtile e di AssoFintech mostrerà al contempo la spinta tecnologica dell’AI per questo settore e l’opera di evangelizzazione e dialogo che la categoria mette in campo oggi per promuovere un approccio etico e positivo alla crescita in atto; Massimo Compagnoni, Raisin, è poi la persona giusta per presentare un’esperienza diretta nella gestione di prodotti per il risparmio; e poi Sergio Zocchi, CEO di October Italy, che come mission ha proprio la democratizzazione del credito alle imprese – in particolare per quei 23 milioni di PMI europee che danno lavoro a oltre 90 milioni di cittadini nel Vecchio Continente.

E questo è solo l’inizio…

Abbiamo solo iniziato a scalfire la superficie delle opportunità che la tecnologia può offrire alla finanza: la contrapposizione tra fintech e incumbent è un concetto che è stato già ampiamente (e fortunatamente) superato nei fatto dallo stato dell’arte. Il credito alle imprese è proprio uno degli aspetti che più di tutti può giovarsi dell’infusione di nuovi strumenti e nuovi modelli di business lungo tutta la filiera: per discutere di questi temi, per andare Beyond FinTech, l’appuntamento è nel pomeriggio del 15 maggio nella sede milanese di illimity.

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