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Ott 16, 2018

Criptovalute: a Malta nasce il primo fondo

Si chiama ConsulCoin Cryptocurrency Fund e nasce con l’avallo dell’Autorità di sicurezza finanziaria di Malta. A parlarne Andrea Tortorella, CEO di Consulcesi Tech

È il primo fondo di criptovalute regolato al mondo. Si chiama ConsulCoin Cryptocurrency Fund e nasce con l’avallo dell’Autorità di sicurezza finanziaria di Malta. A contribuire alla sua nascita l’esperienza nel campo di Consulcesi Tech. La società hitech è uno spinoff di Consulcesi Group, gruppo con mille dipendenti che offre servizi nel settore medico sanitario.

Per farci dire di più sul fondo, sulle opportunità che garantisce, abbiamo raggiunto Andrea Tortorella, Ceo di Consulcesi Tech: “Le crypto sono un’opportunità. Ma oggi è un Far West senza regole e stabilità. Ci siamo resi conto, da investitori, che mancavano strumenti finanziari adeguati. Invece di aspettare altri, abbiamo deciso di realizzarli noi”.

Fondo vs exchange

Tortorella racconta a StartupItalia! come funziona il fondo: “ConsulCoin investe moneta FIAT in crypto, non in tutte. Le selezioniamo sulla base dell’attrattività, della capitalizzazione e della serietà del progetto. Il 70% del fondo investe in criptovalute. Mentre il 30% si divide tra aziende produttrici di schede grafiche e altri fondi tecnologici. Non investiamo in ICO” (per sapere cos’è un’ICO, date un’occhiata a questo articolo)

Il CEO spiega le principali differenze tra il fondo e gli exchange, le piattaforme che dominano gli scambi online (tra le più celebri, Coinbase): “Gli exchange sono privati che si qualificano per la quantità di denaro che muovono, ma non offrono garanzie e hanno un limite nella sicurezza. ConsulCoin, al contrario, segue le regole stabilite dalla Comunità Europea. Oltre alla tutela, partiamo da un’ottica diversa: non investiamo per speculare sul momento, ma puntiamo sul garantire guadagni in un arco temporale più lungo, monitorando costantemente il mercato e la sicurezza”.

Noi crediamo nella tecnologia

Il CEO ci racconta ancora il percorso di Consulcesi Tech che negli anni si è interessata sempre di più al tema delle crypto e blockchain e oggi ha tante novità in cantiere: “Abbiamo iniziato come tutti a interessarci da investitori. Prima ci siamo appassionati alle cripto, e dopo alla tecnologia, alla blockchain. Allora abbiamo assunto persone esperte e contattato consulenti, per creare progetti di diversa natura”. I progetti dello spin-off spaziano da sperimentazioni sulla blockchain per tracciare l’autenticità dei farmaci (contro le truffe nel settore), fino a investimenti in settori diversi come nel mondo discografico, per soluzioni nel campo delle royalty.

 

Oggi la divisione dell’azienda conta 30 dipendenti e funziona anche come incubatore di startup basate su blockchain e ha recentemente inaugurato, su mandato del governo moldavo, un grande impianto fotovoltaico destinato a una mining farm.

Consigli per startupper blockchain

Andrea Tortorella è coautore, insieme a Massimo Tortorella (presidente di Consulseci) di un saggio dedicato al tema delle criptovalute e intitolato Cripto-svelate. Perché da Blockchain e monete digitali non si torna indietroNel saggio spiega anche perché le cripto sono destinate all’adozione di massa: “La criptomoneta è nata in modo anarchico per un pubblico settoriale, ma quello che sta succedendo oggi è il contrario: gli Stati e le grandi aziende ci vogliono essere. Le crypto non sono più terreno degli speculatori. Le nazioni continueranno a legiferare sul settore, nasceranno altri fondi regolati come il nostro. Le crypto diventeranno sempre di più una moneta corrente e saranno utilizzate a livello nazionale e internazionale”.

Al termine dell’intervista, Tortorella offre alcuni consigli per le startup in ambito blockchain: “Ho visto tante startup fallire perché usavano la blockchain solo come pretesto per fare una ICO e raccogliere capitali. Quelle che funzionano, al contrario, sono le imprese che hanno una tecnologia con una ragione di esistere sulla blockchain”.

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