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Set 20, 2018

Credimi mette a segno un aumento di capitale da 10 milioni

United Ventures e Vertis entrano nell'azionariato. In pochi mesi il factoring digitale ha sostenuto 3.000 imprese ed erogato finaziamenti per 150 milioni

Buone notizie per Credimi: la piattaforma di factoring digitale mette a segno un sostanzioso aumento di capitale, sottoscritto da tutti i suoi investitori e con nuovi ingressi nella compagine azionaria. Il lead investor di questa tornata è United Ventures SGR, a cui si unisce Vertis SGR: in totale vengono raccolti 10 milioni, che serviranno a consolidare il mercato italiano e ad avviare il processo di internazionalizzazione.

Cosa fa Credimi

Anticipo fatture e cartolarizzazione di crediti: il cuore delle attività di Credimi è di fatto offrire un sostegno concreto alle imprese, fornendo un canale di accesso alla liquidità alternativo a quello tradizionale offerto dalle banche e al contempo creando un veicolo di investimento a breve termine con un alto tasso di rendimento e un rischio creditizio contenuto.

 

Quello che fa Credimi è anticipare capitali alle imprese, basandosi sul principio del supply chain finance: il credito di filiera basa l’affidabilità di una società sull’affidabilità e le garanzie dei crediti che vanta nei confronti di imprese di grandi dimensioni. Se i rischi di non riuscire a riscuotere questi crediti sono minimi, allora si può accedere a questa forma di finanziamento alternativo: di fatto quello che avviene è un anticipo delle fatture, ma appunto come detto non si passa attraverso il credito bancario bensì attraverso altre forme di fornitura di liquidità legate alla disponibilità diretta di Credimi o dei fondi con i quali ha stretto accordi.

 

Credimi opera sul mercato italiano con l’autorizzazione di Banca d’Italia in veste di intermediario finanziario, e in questi mesi ha erogato oltre 150 milioni di euro a più di 3.000 imprese.

L’aumento di capitale

Consolidamento e crescita, anche all’estero: “Il primo periodo di attività di Credimi è stato esaltante, con risultati che sono andati ben oltre le nostre aspettative – ha detto Ignazio Rocco di Torrepadula, fondatore e CEO di Credimi – Essere riusciti in pochi mesi, e senza intermediari commerciali, a diventare partner e punto di riferimento per così tante imprese, delle tipologie più varie e in ogni parte d’Italia, è veramente un grande successo per una società giovane come la nostra”. Tra gli obiettivi fissati dal CEO ci sono appunto l’avvio dell’internazionalizzazione, oltre che l’allargamento delle attività in Italia.

“In Credimi abbiamo trovato un team imprenditoriale ed estremamente esperto con l’ambizione di costruire una società leader nel factoring digitale e con la capacità di avere successo sia in Italia che in Europa” è invece il commento di Paolo Gesess, co-founder e managing partner di United Ventures, che ha spiegato anche come la chiave tecnologica in ottica economica di Credimi li ha convinti a sottoscrivere l’aumento di capitale. Gli fa eco Mauro Odorico, investment director di Vertis: “Finalmente, una startup Fintech italiana che stà dimostrando come la tecnologia digitale possa concretamente agevolare lo sviluppo delle imprese sostenendo l’economia reale”.

 

Il 2018 si sta rivelando un anno decisamente positivo per l’ecosistema italiano. Lo ribadisce anche il presidente di Italia Startup, Angelo Coletta: “Dopo la notizia della exit di Musement oggi mi congratulo con la startup Credimi. C’è fermento nell’ecosistema startup e questo segnale da parte del venture italiano dimostra che operazioni di questo tipo, se supportate da incentivi fiscali mirati e ancora più vantaggiosi, possono essere il motore per la crescita di scaleup pronte a competere a livello internazionale”.

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