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Nov 10, 2018

Prima “exit” italiana per l’equity crowdfunding immobiliare

La società di costruzione Mak Invest ha erogato agli investitori il capitale e il rendimento ottenuto con il progetto Jesolo Baia Blu. Su Walliance aveva raccolto quasi 800.000 euro

L’Italia firma la sua prima exit dell’equity crowdfuding nel settore immobiliare. A centrare l’obiettivo è stata la MAK Invest, società trentina del gruppo MAK, passato da lavori per 12,3 milioni di euro del 2013 ai 30 milioni di euro del 2017, che mediante la controllata Baia Blu Capital ha inviato i bonifici per la restituzione del capitale e l’erogazione del rendimento realizzato ai sottoscrittori dell’investimento immobiliare supportato, compre previsto al momento della sottoscrizione. Il progetto dedicato è “Jesolo Baia Blu”, un villaggio localizzato nella cittadina balneare veneta, per il quale la società di costruzioni aveva lanciato nel maggio di quest’anno la sua seconda campagna di raccolta fondi su Walliance, piattaforma di crowdfunding per progetti immobiliari, ottenendo quasi 800.000 da 92 investitori.

 

In sei mesi Baia Blu Capitale ha avviato e concluso i lavori del resort – 35 appartamenti distribuiti su cinque edifici – rimborsando così il co-investimento per un valore nominale complessivo di 760.600 euro, più il rendimento generato dall’operazione, pari a un ROI (Return On Investment, cioè il tasso di rendimento sul totale degli investimenti di un’impresa, che si ottiene dal rapporto tra risultato operativo e il totale del capitale investimento operativo netto ed è uno degli indici di bilancio più utilizzato nell’analisi di redditività aziendale) annualizzato del 12,24% lordo. Per le norme vigenti, inoltre, su tale guadagno viene trattenuta alla fonte l’imposta sostitutiva pari al 26% , con gli investitori che però non dovranno indicare questi proventi in fase di dichiarazione dei redditi.

 

 

A livello più generale, il risultato positivo rappresenta una conferma su come l’equity crowdfunding (un finanziamento per le aziende, con gli investitori che in cambio del capitale immesso nel progetto dell’impresa ottengono delle quote di partecipazione della stessa società che si fa carico del progetto) sia una valida opportunità per tutte le parti in causa. In proposito, ci sono i dati a spiegare la crescita: 7,7 miliardi di dollari è la cifra complessiva a livello globale raccolto finora dalle piattaforme di settore, con gli Stati Uniti che trainano il comparto in virtù dei 5,8 miliardi di dollari di controvalore degli ultimi sei anni, mentre la raccolta in Europa ha toccato 1,1 miliardi di dollari e il resto del mondo è a quota 710 milioni di dollari.

 

 

Guardando all’Italia, il crowdfunding in ambito immobiliare è un fenomeno giovane, ma negli ultimi ventiquattro mesi si contano però già settanta progetti che hanno sposato l’opportunità offerte dalle piattaforme online di equity crowdfunding per un controvalore complessivo di 8,61 milioni di euro. Restando proprio alle piattaforme, invece, dal suo avvio Walliance ha raccolto più di sei milioni di euro di investimenti, salendo così in un anno al terzo posto per l’ammontare totale dei capitali raccolti, dietro a Crowdfundme e Mamacrowd.

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