9 milioni di italiani evitano il contante per il virus. Cosa significa per il fintech? | Smartmoney
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Ultimo aggiornamento il 5 novembre 2020 alle 8:02

9 milioni di italiani evitano il contante per il virus. Cosa significa per il fintech?

Un'indagine di Facile.it spiega che il 19% intende abbandonare monete e banconote. Cashback e lotteria degli scontrini aiuteranno: è il momento giusto per la rivoluzione digitale? Non proprio

Oltre 9 milioni di italiani sostengono di non voler più utilizzare monete e banconote, o comunque ridurne al minimo lo scambio, per timore che possano trasmettere Sars-Cov-2. Lo spiega un’indagine di Emg Acqua per Facile.it svolta pochi giorni fa e secondo la quale su scala nazionale il 19% delle persone intende appunto abbandonare il contante, a torto o a ragione rispetto alla diffusione del coronavirus, visto che gli studi su questo si dividono, in particolare gli uomini (21% rispetto al 17% delle donne) e i residenti nelle aree Nord-Ovest (24%).

Il 64% usa il contante in via preferenziale

L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta sopra i 18 anni, evidenzia come, ad oggi, per i piccoli pagamenti quotidiani il 64% usi ancora in via esclusiva o preferenziale il denaro contante. Tuttavia quel timore, e i provvedimenti del governo che entreranno in vigore a dicembre (dal cashback “di Stato” alla lotteria degli scontrini), possono costituire una buona opportunità per fare in modo che finalmente qualcosa cambi.

Il 59,4% del campione intervistato ha infatti dichiarato che, visti questi incentivi, d’ora in avanti userà più spesso carte di credito, bancomat e prepagate. A far loro da contraltare, però, un 20,4% di rispondenti (addirittura 26,1% nei centri abitati con oltre 100mila residenti) che non ha alcuna intenzione di rinunciare a monete e banconote se la spesa è di piccolo taglio. Un altro provvedimento essenziale per spingerne l’uso è l’abolizione delle commissioni a carico degli esercenti per importi inferiori a 5 euro pagati con moneta elettronica. Se come prevedibile la stragrande maggioranza degli intervistati (89,6% del campione) è favorevole all’eliminazione, quello che colpisce sono le motivazioni per cui danno questa risposta.

Quasi uno su tre (31,3%) spiega infatti di essere favorevole perché ritiene questo possa fare emergere una buona parte di evasione fiscale. Appena meno (29,6%) sono quelli che si dicono favorevoli perché, sostengono, questo provvedimento avrebbe come effetto un fatto centrale per la diffusione dei pagamenti elettronici: sottrarre agli esercenti ogni scusa per non accettare pagamenti con carte elettroniche anche per piccoli importi. Addirittura più di un intervistato su quattro (26,2%) ha invece dichiarato che è favorevole al provvedimento perché consentirebbe di limitare l’uso del denaro contante e, così, potrebbe aiutare a contenere la diffusione dell’infezione. Riallacciando dunque, ai limiti del surreale, il tema di partenza del sondaggio. Ci sono poi piccoli gruppi contrari al provvedimento (6,6% del campione), che non hanno un’opinione specifica in merito (3,8%) o che sono favorevoli, ma per ragioni diverse (2,5%).

Un italiano su quattro usa solo contanti

Ce la faremo a saltare finalmente verso la moneta elettronica? Sì e no, visto che l’affetto per le banconote e in generale per il contante rimane profondo: per le piccole spese il 64% degli italiani usa in via esclusiva o preferenziale il contante, nello specifico più di un italiano su quattro (27,1% degli intervistati) oggi usa solo ed esclusivamente denaro contante, mentre il 36,9% preferisce usare il contante e sfodera alla carta unicamente se si trova a non avere in tasca monete o banconote.

Il 6,6%, invece, solo le carte

C’è poi quella che potremmo definire l’altra metà del cielo dei pagamenti, ovvero chi usa prevalentemente la carta elettronica e ricorre al denaro contante solo se, come spesso capita, il commerciante non accetta pagamenti elettronici (29,4%) e chi, addirittura, usa esclusivamente la carta elettronica e se il commerciante non accetta bancomat o carte di credito prende la porta e cambia negozio (6,6% del campione intervistato).

Di cosa abbiamo paura

Ma perché, nonostante incentivi e provvedimenti e una sensibilizzazione che dura da anni, molti non vogliono ancora dire addio al contante? Fra gli oltre 16 milioni che, in toto o in parte, non sono disposti a rinunciare a monete e banconote, le ragioni più frequenti di questa scelta sono il fatto che il contante sia percepito come più comodo rispetto alle carte elettroniche (18%), la difficoltà a controllare le proprie spese personali (17,2%) o la paura di furti e clonazioni (16,8%). Da evidenziare anche che il 4% dei rispondentinon vuole dire addio al contante per paura di essere controllato; da banche, governo o chissà chi altro.

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