L’incubatore Supernova Hub chiude un aumento di capitale da 6 milioni di Euro immagine-preview

Ago 7, 2019

L’incubatore Supernova Hub chiude un aumento di capitale da 6 milioni di Euro

Gli obiettivi per i prossimi tre anni prevedono la ristrutturazione completa del building proprietario, un ulteriore sostegno alle startup interne e un supporto concreto a nuove startup

Aumento di capitale da 6 milioni di Euro per Supernova Hub – l’incubatore creato nel 2016 da Federico Pozzi Chiesa, AD di Italmondo Spa.
Sottoscritto da GC Holding, holding del gruppo ITLM, che a sua volta controlla Italmondo spa e Supernova Hub.

L’operazione si inserisce all’interno della più ampia strategia di crescita dell’incubatore, che prevede di stanziare nuovi fondi da impiegare in parte a supporto dell’incubazione di nuove startup operanti nei settori dell’e-commerce e della smart logistics, e in parte nella ristrutturazione e sviluppo dell’hub di coworking che le ospiterà.
In tre anni il il Gruppo ITLM ha concesso in utilizzo a Supernova Hub asset immobiliari per 15.000 metri quadrati, di cui 1.600 già ristrutturati e oggi sede dello spazio di coworking per le startup dell’incubatore. Il progetto di Pozzi Chiesa prevede nei prossimi anni la ristrutturazione dell’intero building, in particolare dei 7.000 mq coperti, nell’ottica di ampliare il bacino di startup incubate e di creare uno spazio di coworking aperto anche a società esterne.

“Gli incubatori tradizionali presentano un progetto e raccolgono capitali da terzi: noi facciamo il contrario, – spiega Federico Pozzi Chiesa – partendo da idee di business spesso nate internamente, affianchiamo l’analisi e la verifica delle basi di mercato in cui sia possibile innovare i modelli di business e le finanziamo direttamente con capitali propri.”

Dalla sua nascita Supernova Hub ha investito 10 milioni di Euro in 12 startup tra cui Sendabox, IoRitiro, Termostore, Zoro.ai, BorsadelCredito.it e Supernova Factory.

A oggi le startup hanno creato circa 150 posti di lavoro e hanno ottenuto 10 milioni di finanziamenti dal mercato oltre all’investimento iniziale di Supernova.

Alla base di questo modello gioca un ruolo fondamentale  il contesto in cui esso si è generato, quello di una corporate tradizionale e soprattutto l’esperienza di business. I processi legati ad esempio all’industria logistica potevano essere trasferiti a settori diversi – in primis quello affine dell’e-commerce.

 “Abbiamo puntato inoltre su settori in ritardo nel percorso di digitalizzazioneaggiunge Federico Pozzi Chiesaselezionando le idee con la maggior potenzialità di successo. Abbiamo operato in una maniera ibrida che probabilmente il mercato non ci avrebbe permesso al giorno uno. Oggi siamo pronti anche ad aprirci a partner esterni e possiamo farlo con alle spalle un track record di tutto rispetto.”

Questo è possibile perchè la holding comprende anche un’azienda di Software Development (Supernova Factory) riuscendo così ad affiancare risorse interne alle singole startup e creando un team di lavoro di oltre 40 professionisti  20 sviluppatori.

 

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