Ecommerce: perché alle aziende piacciono i video a 360°

Così i video immersivi (e la realtà virtuale) stanno diventando uno strumento per attrarre nuovi consumatori, a partire dai social

In questi ultimi anni i negozi online si sono profondamente evoluti, arricchiti di scelte e opzioni, in modo da trasformare un sito web in una comfort zone costruita intorno ai singoli utenti. Tuttavia, rimane il profondo istinto di voler toccare con mano, provare e valutare ciò che si decide di acquistare. E nessun sito potrà mai offrire un’esperienza simile, almeno per come viene inteso un sito oggi. Questo e altri problemi potrebbero essere superati grazie alla realtà virtuale.

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Mentre i protagonisti della transazioni finanziarie stanno sviluppando i protocolli di VR payment del futuro, c’è chi già si muove per sfruttare il precursore della VR ossia i video 360. Perché ormai il messaggio è chiaro: ogni nuovo modo di interagire con un contenuto offre nuove possibilità di marketing. Per credere bisogna vedere, vero, e in base a come vediamo cambia anche il nostro modo di credere e di decidere di conseguenza.

I video 360, da Facebook a YouTube

Tra le principali piattaforme dove poter fruire di video 360°, Facebook gioca un ruolo chiave. Stiamo parlando del più grande social network al mondo, dove ogni video simile viene integrato perfettamente nella timeline visualizzata da migliaia di persone. Se pensiamo poi che per visualizzare video 360 basta una scatola di cartone come il Google Cardboard, all’improvviso la timeline diventa una miniera di interattività a basso costo.

I clienti o meglio, i follower, di un’azienda possono essere “accompagnati” nei propri uffici, o direttamente nei propri negozi, offrendo scorci di reale digitalizzato ma verosimile. Più di una semplice foto, più di un video tradizionale. Poter ruotare l’angolo visivo, guardare dove si vuole, riscoprire la propria curiosità è già di per sé una soddisfazione in grado di arricchire un contenuto.

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Il fashion ha capito tutto

Nel mondo della moda Tommy Hilfiger e Dior hanno già pensato di accompagnare i propri clienti dietro le quinte delle loro sfilate usando video 360 pubblicati su Facebook. Nars makeup permette invece, usando uno smartphone, di provare stili e tecniche di trucco. Altre aziende seguiranno questo stesso approccio, incontrando il pubblico in maniera più personale, mostrando le novità direttamente come esperienza. Il marketing diventa, insomma, immersione nei contenuti e nei prodotti per superare i limiti dello schermo.

Come ben descritto dal Ceo di YouVisit: «L’interattività porta all’immersività, e l’immervisità porta alla conversione». Conversione di un visitatore in consumatore, e la realtà virtuale con tutte le sue diramazioni sarà lo senario principale di questa sfida.

Valentino Megale
@Quantic_Maker

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