Le app della movida notturna valgono 700 miliardi. Vuole prenderseli un papà startupper, Dan Fennessy

Ne ha provate di tutte prima di creare Party With a Local, l’app che mette in contatto turisti e persone del posto “per serate da sballo” (e che gli ha cambiato la vita)

C’è un momento in cui uno startupper deve fare una scelta. Se proseguire per la sua strada, piena di ostacoli, o mollare tutto, metter su famiglia e fare il dipendente triste da qualche parte. È un po’ questo il bivio in cui si è trovato Dan Fennessy, fondatore di Party With a Local, app che mette in contatto persone del posto con turisti desiderosi di conoscere la vera vita notturna di una città. Oggi la sua app può essere usata ad Amsterdam, Rio De Janeiro e New York e sguazza in un mercato che vale 710 miliardi di dollari.

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Quante delusioni per Dan, eppure…

Inc.com racconta la storia di Dan Fennessy e delle tante vicissitudini che ha dovuto attraversare per realizzare la sua idea. Il ragazzo è un globetrotter (Asia, Europa, Nord America) non c’è un posto che non abbia voluto esplorare. In uno dei suoi viaggi si innamora di una ragazza olandese e finisce ad Amsterdam, dove con altri due amici, inizia a ragionare su un’idea di business per risolvere un suo problema personale. Durante i suoi viaggi ha notato che non esiste un’app che aiuti i viaggiatori a conoscere la vera vita notturna di un posto, quali sono i locali migliori, e non quelli sponsorizzati per turisti dove incontri solo altri turisti.

Allora pensa a un’app che è lontana anni luce da app per rimorchiare come Tinder. Lui vuole solo mettere i turisti in contatto con gente del posto per uscire insieme e divertirsi. Con i risparmi sui e dei soci avvia la startup, ma poi nascono i primi problemi. I tempi per affermare un tipo di progetto del genere sono decisamente troppo lunghi. I due soci decidono di metter su famiglia e Dan resta solo con un cane. Intanto, anche la sua ragazza è incinta. E deve decidere se fare il papà o portare avanti un progetto in cui crede, più di se stesso.

Come nasce “Party with a local”

Quando sua moglie gli comunica che avrebbero avuto un bambino, Dan è strafelice. Ma pieno di dubbi. Deve abbandonare i suoi sogni e dedicarsi alla famiglia, trovare un lavoro? Ma questo avrebbe voluto dire lasciare morire la sua startup neonata che proprio in quel momento inizia a far parlare di sé.  Il bivio è davvero duro da attraversare, ma Dan trova in sua moglie un grande supporto: è lei che lo spinge a proseguire lungo il cammino. Ed entrambi hanno avuto ragione. Dan entra in TechStars, tra i più importanti e selettivi (solo l’1% di chi fa domanda riesce poi ad entrarci) incubatori nel mondo.

Grazie anche al sostegno dei mentor dell’acceleratore, l’app cresce: 140mila utenti la scaricano. In tre città il servizio è attivo (New York, Rio De Janeiro, Amsterdam). Il team si arricchisce di nuove persone. Oggi sono in 11, di nazionalità diversa. Con loro punta a conquistare il mercato mondiale della vita notturna (night life) che secondo stime ha un valore di 710 miliardi nel mondo.

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Come funziona l’app

Il funzionamento dell’app è molto semplice. L’utente (il turista) posta uno status (vuole bere un drink, conoscere nuove persone a un festival, oppure avere consigli su come trascorrere una serata…). Dall’altra parte, trova gente del posto con cui può chattare, incontrarsi e uscire insieme: «Ma non è pensata per rimorchiare, ma solo per il piacere di condividere esperienze in gruppo ed evitare di finire, come succede spesso ai turisti, in posti dozzinali dove non incontri una persona del posto, ma solo altri turisti come te, spesso con prezzi gonfiati», ci tiene a precisare Dan che non vuole che il suo progetto diventi o venga percepito come un’app di dating.

«Il turista può recensire le persone del posto, così da aumentare il livello di fiducia necessario. E dai feedback che riceviamo ogni giorno notiamo che l’idea è apprezzata proprio perché non assomiglia a un’app di dating: lo scopo è unicamente far incontrare persone per uscire insieme e trascorrere serate divertenti», continua Dan.

Papà e imprenditore

Oggi Dan ha attraversato le difficoltà e i dubbi iniziali “essere padre mi ha reso migliore come imprenditore”.  Lo ha aiutato nel percorso anche un suo buon amico con un saggio consiglio: «Un giorno dovrai raccontare a tuo figlio che per colpa sua hai rinunciato a un tuo sogno, come pensi potrebbe sentirsi?».

Oggi l’obiettivo è di crescere gradualmente per esportare il servizio in tutte le città del mondo. E cercare nuovi modi per remunerare. Oggi l’app guadagna attraverso le affiliazioni con i locali che cercano nuove forme per sponsorizzarsi via mobile.

7 Commenti a “Le app della movida notturna valgono 700 miliardi. Vuole prenderseli un papà startupper, Dan Fennessy”

  1. Fieradoc

    Italianissima, vi consiglio di scaricare e promuovere Hody.

    https://itunes.apple.com/it/app/hody/id1082283821?mt=8
    https://play.google.com/store/apps/details?id=com.hody&hl=it

    L’app permette di vedere i locali più in voga della zona, filtrando per luogo e data, così potrete vedere cosa c’è da fare il prossimo weekend dove capitate.
    Vi permette quindi di saltare la coda per soli €3.90 o fare un tavolo per voi e gli amici con un costo di prenotazione di €1.10.
    È gratis per i gestori e funziona su iOS, Android e web (www.hody.it).

    L’app è stata fatta l’anno scorso e ha disperatamente bisogno di rinascere.

    Non sono un founder… Forse.

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  2. Marnix Groet

    Mi pare però che vi sia parecchia offerta in questo settore, che comincia ad essere affollato.
    Vi sono anche diverse startup italiane attive nel settore. Cosa ne dobbiamo pensare?
    Mi piacerebbe che ampliaste l’articolo con nozioni su questo aspetto, quella della concorrenza.
    #marnixgroet http://www.marnixgroet.com

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  3. Stefania Guidotti

    In Italia, ormai da un pò di anni, c’è anche Spotlime https://www.spotlimeapp.com/
    E’ un’app per trovare diversi tipi di evento in ogni città, dall’aperitivo, al concerto, alla discoteca…inoltre si possono anche vedere le persone che vanno a tutti gli eventi, esattamente come su Facebook…
    Ultimamente ho notato che pubblicano anche un sacco di mostre e trovo che sia stata una mossa geniale, in un mondo che tende a vedere il “divertimento” quasi esclusivamente come una prerogativa della movida notturna!

    Bravo Dan! E bravi tutti questi giovani startuppari!

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