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Nov 14, 2016

Selfie, ritmo cardiaco e anelli contactless, nei prossimi 10 anni pagheremo così

Queste 3 startup vogliono eliminare per sempre pin e carte di credito. E' la biometria, bellezza

C’è sempre più biometria nella tecnologia dei pagamenti. Password e pin stanno diventano obsoleti, sostituiti da segnali tanto naturali quanto unici: quelli che trasmette il nostro corpo. Non solo viso e impronte digitali, ma anche il nostro modo di muoverci o il ritmo cardiaco ci rendono delle carte d’identità uniche e irriproducibili. Caratteristiche essenziali per un pagamento sicuro ed efficace.

Selfie pay

MasterCard selfie pay system unveiled

Semplice di nome e di fatto, Selfie Pay ci permetterrà di autorizzare i pagamenti via smartphone scattandoci un selfie. L’algoritmo alla base del riconoscimento scannerizza non solo i nostri lineamenti, unici, ma per sicurezza ci verrà richiesto di chiudere e aprire gli occhi per dimostrare di essere realmente presenti e non piuttosto una foto personale posta davanti alla fotocamera. Già integrato con i principali circuiti quali Visa e MasterCard, Selfie Pay verrà rilasciato quest’anno inizialmente in Inghilterra. Un po’ di vanità resa utile, in grado di superare le (ormai tanto odiate) password.

Nymi, il braccialetto che ti riconosce grazie al rirmo cardiaco

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Quanti di noi invece indossano una smartband, per seguire i propri progressi durante la corsa o altri tipi di allenamento? Una tecnologia così ricca di sensori di parametri biometrici perché non usarla per pagare? E’ esattamente l’idea alla base del progetto Nymi, in grado di leggere e riconoscere non tanto il battito cardiaco (variabilissimo) ma il ritmo unico del nostro elettrocardiogramma. Proprio così, le classiche onde ECG sono irripetibili da persona a persona e nel caso di Nymi vengono accoppiate al riconoscimento dell’utente per confermare una qualsiasi transazione digitale. Tutt’ora in fase in sviluppo, non è ancora prevista una data precisa per il lancio sui mercati.

Un anello al posto della carta di credito. Kerv

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C’è invece un progetto che unisce estetica e biometria che verrà commercializzato proprio questo mese: si chiama Kerv, si presenta come un anello ma di fatto è un dispositivo per il pagamento biometrico contactless. I dati raccolti ci permettono di autenticarci al momento della transazione anche utilizzando lettori Pos abilitati sfruttando il circuito MasterCard. In quanto anello la particolare ceramica di cui è composto lo rende resistente a graffi e all’acqua oltre che ipoallergenico, permettendoci di usarlo davvero in ogni occasione. Uscito vincitore dalla sua campagna di crowdfunding su Kickstarter, Kerv ha ricevuto un’ampia conferma dal mondo commerciale e la compatibilità è stata estesa a numerosi rivenditori, negozi, coffee shop come Starbucks e persino McDonalds. A differenza di altri prodotti, l’anello è assolutamente autonomo, non ha bisogno di essere accoppiato con smartphone o tablet, né necessita di ricarica. Sempre presente, sempre pronto per farci pagare senza vincolarci ad alcuna piattaforma particolare.

Il futuro (personalissimo) dei pagamenti

In un futuro molto vicino, pagare potrà essere anche sinonimo di estetica e moda. La bellezza sembra diventare sempre più un valore commerciale onnipresente, come onnipresenti saranno i mezzi attraverso cui effettuare pagamenti. L’universalità delle funzioni, il “poter fare sempre e dovunque” è una conseguenza dell’Internet delle Cose, pronta a diventare sempre più quotidianità.

Valentino Megale
@quanticmaker

 

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