Come i bitcoin, ma d’oro. BitGold

La startup di 2 trentenni ha fatto 30 milioni in un anno e sta sbancando in tutto il mondo. Per Forbes è tra le 20 da tenere d’occhio nel 2016. Storia di un’idea semplice e geniale, BitGold.

Acquisti oro, lo converti in denaro e puoi comprare beni e servizi in tutto il mondo con una carta di credito ricaricabile via app. Si chiama BitGold, la startup fintech che Forbes inserisce tra le 20 da tenere d’occhio nel 2016. L’idea appartiene a due trentenni canadesi, Josh Crumb e Roy Sebag, entrambi con esperienze nel campo degli investimenti finanziari. Dal 2014 a oggi, la loro realtà ha raccolto 30 milioni di dollari (da investitori come PowerOne Capital e Soros Brothers Investments).

I fondatori di BitGold, Josh Crumb (a sinistra) e Roy Sebag

I fondatori di BitGold, Josh Crumb (a sinistra) e Roy Sebag. Credits: Peter J. Thompson/National Post

L’oro non ci tradirà mai

Più sicuro di una valuta corrente e più al riparo da inflazioni e dagli sconvolgimenti politici ed economici, ecco perché Josh e Roy hanno deciso di avvicinare l’oro al mondo digitale: «Da cinquemila anni, l’uomo usa l’oro per effettuare scambi di beni e servizi. Investire in oro significa puntare su un elemento che ha vinto in tutte le epoche. Dal 1971, da quando le valute nazionali non sono più legate all’oro, il  suo valore è cresciuto (ha guadagnato il 3,000% rispetto al dollaro)» spiegano i fondatori in un’intervista a The Northern Miner.

bitgold 1

L’idea nasce dai bitcoin

«I bitcoin ci hanno mostrato che c’era la possibilità di creare forme di scambio di beni e servizi indipendenti dal controllo delle banche. Dei bitcoin ci piaceva la tecnologia e il fatto che fossero progettati per imitare l’oro come moneta di scambio con costi bassi di transazione. Quello che invece non ci piaceva era che si trattava di un sistema legato a troppe variabili, utili per alcune transazioni, ma rischioso per altre. Allora ci siamo chiesti: “Perché non utilizzare l’oro come sicurezza per investitori e risparmiatori, mantenendo i vantaggi dei bitcoin (indipendenza da sistemi centrali e bassi costi di transazioni)?» spiegano Josh e Roy.

Come funziona BitGold

BitGold è un servizio che permette ai suoi utenti di comprare oro fisico, depositarlo o farselo spedire in cubetti da 10 grammi o lingotti da 1 chilogrammo. L’innovazione sta nella possibilità di usare una carta di credito, ricaricabile via App, con cui convertire oro in denaro, ritirarlo presso un ATM,  per spenderlo in giro per il mondo.

L’oro acquistato è assicurato e custodito da Brinks, una delle più importanti società del Pianeta per la sicurezza e protezione di oro e denaro. La startup è soggetta a una revisione contabile da parte di PricewaterhouseCoopers, celebre gruppo che fornisce servizi professionali di revisione di bilancio.

bitgold 3

Custodia e assicurazione gratis

Niente costi di custodia e assicurazione, BitGold prende soltanto una fee del 1% su alcuni servizi, come le operazioni di acquisto dei lingotti e la conversione dell’oro in denaro contante.

I numeri di BitGold

Oggi la startup opera in 166 mercati. Permette ai suoi utenti di accedere ai depositi di oro di Toronto, Londra, Zurigo, Singapore e Hong Kong. Ha uffici a Toronto e anche in Italia, a Milano. Può contare su mezzo milione di utenti nel mondo che usano il servizio e un fatturato di 66 milioni di dollari nel 2015.

Giancarlo Donadio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’incredibile storia di Mashape e Augusto Marietti (che ha fatto bene a lasciare l’Italia quando gli dicevano “sei troppo giovane”)

A 18 anni aveva inventato Dropbox prima di Dropbox, ma nessuno lo finanziò. Poi, quando con 2 amici ha lanciato Mashape, un marketplace dove gli sviluppatori vendono “pezzi” di software, ha scelto di lasciare l’Italia, destinazione San Francisco. L’idea piace, e ci credono anche il papà di Uber e quello di Amazon e oggi la sua azienda vale decine di milioni di dollari. No, non è un film: è la storia di Augusto Marietti

Dal sushi alla Coca-cola, un progetto ci mostra quanto zucchero c’è negli alimenti

SinAzucar è il progetto spagnolo che fotografa gli alimenti che si trovano comunemente nelle nostre case per mostrarci quanto zucchero raffinato effettivamente contengono

Dai soldi al network, i 4 contributi delle corporate alle startup. Il caso Tecno a Napoli

Il contributo di una corporate alla startup, secondo L’advisor Giovanni De Caro, dovrebbe essere erogato secondo una precisa scala di priorità. L’open innovation di una società di Napoli e le modalità di investimento nelle startup