La squadra di calcio che si finanzia col crowdfunding

Un giornalista barese ha fondato una squadra di calcio in Estonia che sta scalando le classifiche e si finanzia col crowdfunding

L’avventura è iniziata meno di due anni fa e all’inizio sembrava una pazzia: fondare una squadra di calcio composta da soli stranieri (non male, di questi tempi) e farla debuttare nel circuito professionistico estone. Prima autofinanziandosi poi, ora che il Rumori Calcio, la strana creatura di Angelo Palmeri, 41enne barese emigrato a Tallinn undici anni fa, si accinge ad affrontare la stagione 2016 nella IV. Liiga estone (il sesto livello della piramide calcistica locale, l’anticamera del professionismo), con il crowdfunding.

Angelo Palmieri, 41 anni, a destra nella foto

Angelo Palmieri, 41 anni, a destra nella foto

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Così Angelo ha portato in Estonia il calcio italiano

La mega colletta popolare online, strumento ancora sottoutilizzato in Italia per finanziare nuove attività, è invece una realtà consolidata nel Paese baltico, anche per i progetti sportivi come quello del Rumori (il curioso nome deriva dal sito di calcio estone “Rumori di Spogliatoio”, fondato e diretto proprio da Angelo): a curare la raccolta fondi sarà la piattaforma stardipaik.ee. «Questo sito – racconta Angelo, che in Estonia ha anche messo su famiglia, con la moglie Juta e i loro due figli – è specializzato in progetti sportivi, anche se sul calcio c’è poco o nulla: la maggior parte delle persone cerca finanziamenti per partecipare a rally o a campionati di atletica, che qui sono gli sport più popolari».

I contributi raccolti dal Rumori Calcio serviranno soprattutto per le partite in casa. «Le spese per le partite casalinghe – spiega Angelo -, che si giocheranno sul campo artificiale dello Stadio Centrale Kalev, sono la seconda voce di spesa dopo gli allenamenti, nel nostro preventivo per la stagione che inizia ad aprile. Gli allenamenti, così come le spese per le trasferte, continueranno ad essere interamente coperti dai nostri giocatori, di tasca propria. Noi chiediamo invece di aiutarci a finanziare appunto le partite in casa: 9-10 incontri per 2 ore di affitto a partita, del campo e delle sue strutture (docce e spogliatoi)». Ci sarebbe poi anche il costo della licenza, che è di 960 euro all’anno. «Per quella ci danno una grande mano alcuni sponsor che compariranno sulla nostra maglia: uno di loro è una ditta di Trieste, Cialdissima, che produce capsule per il caffè compatibili con Nespresso ed altre macchine».

A capo di tutto c’è un giornalista

Palmeri a Tallinn ha trovato inizialmente fortuna come giornalista freelance, lavorando in inglese ma imparando anche la lingua locale: «Ho scritto un paio di articoli per la rivista inglese FourFourTwo e collaboro con testate locali: sono apparso anche in tv, per commentare in studio Italia-Costa Rica, partita degli ultimi Mondiali brasiliani». Oggi è a capo di una torre di babele calcistica che conta soci e giocatori di 16 nazionalità diverse (“Ma arriviamo a 30 contando chi si è anche solo allenato con noi”): Italia, Polonia, Francia, Georgia, Turchia, Egitto, Palestina, Estonia, Russia, Inghilterra, Olanda, Slovenia, Danimarca, Ucraina, Stati Uniti e Macedonia. «Sostenendo Rumori Calcio sostenete l’unico club internazionale fondato e formato da stranieri residenti in Estonia», aggiunge con orgoglio, ricordando che nella passata stagione non sono mancati nemmeno partecipanti sudamericani e africani.

L’ossatura della squadra è comunque italiana (9 giocatori nella rosa compreso Angelo, che è anche l’allenatore), così come è italiano il cofondatore di questa pazza iniziativa, Samuele De Pizzol, 38enne trevigiano che gestisce un’agenzia turistica per gli stranieri che visitano l’Estonia. L’Italia che colonizza calcisticamente, come fecero gli inglesi nel 1893 con il Genoa Cricket and Football Club o ancora prima, negli anni del monopolio commerciale in Sudamerica, fondando club argentini che tuttora conosciamo con i nomi di River Plate o di Newell’s Old Boys. «L’anno scorso abbiamo militato in quella che gli estoni chiamano Rahvaliiga – racconta ancora Angelo -, letteralmente ‘calcio popolare’. E’ una serie con regole elastiche: niente fuorigioco, da un minimo di 7 contro 7 sino a 11 contro 11. E’ stata creata per favorire la popolarizzazione del calcio evitandone i costi (l’iscrizione al campionato più basso costa appena 960 euro) ed attirando praticanti e nuovi club».

Abbiamo spostato il portiere in attacco e vi invito a vedere i suoi gol sulla nostra pagina Facebook: è uno spettacolo

Una “non-league”, come direbbero gli inglesi, riconosciuta dalla Federazione calcistica estone ma che non è parte della piramide ufficiale che si ferma alla IV Liiga e si articola su 6 livelli: lì dove tra qualche mese, crowdfunding permettendo, si scriverà una nuova pagina di storia. La prima importante esperienza si è invece chiusa con un quinto posto in classifica nella fase a gruppi ma soprattutto, il 28 giugno 2015, con l’esordio in una partita ufficiale di un torneo della Federazione estone: le squadre della Rahvaliiga vengono infatti ammesse al primo turno della Coppa d’Estonia, e così è capitato al Rumori Calcio, che si è trovato di fronte una squadra di IV Liiga, «equivalente come livello alla serie D italiana». Contro il JK Poseidon, in quel mite pomeriggio estivo nel Nord Europa, il Rumori fu sconfitto, ma solo per 3-2, andando per due volte in vantaggio con doppietta del numero 10 inglese Richard Michael Barnwell, considerata all’epoca la star della squadra. «Barnwell non sarà più dei nostri perché ha deciso di puntare sulla carriera di allenatore. Un altro pezzo grosso, un ivoriano con passaporto armeno, ci ha invece lasciato perché ha firmato con un team di serie A. Tra i nuovi arrivi abbiamo pescato un ottimo centrocampista polacco, un trequartista abruzzese proveniente dal futsal (C1) ed è tornato il nostro bomber turco, che in due amichevoli ne ha già messi 5». Nella pre-stagione c’è spazio anche per qualche curioso esperimento: «Abbiamo spostato il portiere in attacco e vi invito a vedere i suoi gol sulla nostra pagina Facebook: è uno spettacolo». Ma soprattutto l’inverno è tempo di mercato, per infoltire la rosa. «Non dimentichiamoci che siamo pur sempre amatori, con tanti impegni da conciliare. Attualmente abbiamo 18-19 giocatori in pianta stabile, contiamo tramite il passaparola di arrivare a 25».

Ma come si articolerà questa raccolta di fondi? «La donazione minima è di 5 euro, ma chi vuole ricevere un premio speciale per il maggiore sostegno, potrà scegliere una somma più alta. E’ possibile anche donare qualcosa alla startup Stardipaik che sostiene il nostro progetto, e chi non risiede in Estonia può comunque finanziarci con carta di credito o PayPal». Il premio più importante per un donatore è la soddisfazione di sostenere un’iniziativa coraggiosa e di grande impatto socio-culturale (“Il nostro obiettivo è di contribuire all’arricchimento della cultura calcistica locale grazie alle nostre diverse provenienze”), ma Rumori ne ha pensati anche altri: chi dona dai 10 euro in su verrà menzionato sulla pagina Facebook, per chi invece verserà 250 euro o oltre c’è in palio una maglia ufficiale del club, di colore celeste e sponsorizzata dalla Macron, che in serie A è legata alla Lazio, di cui la maglia del Rumori richiama colore e stile, e al Bologna (e fino alla scorsa stagione anche al Napoli). L’obiettivo è quota 1.500 euro: «Il progetto è stato appena lanciato e ne abbiamo già raccolti 355», rivela Angelo, che a maggio prenderà anche il patentino da allenatore dalla Federazione estone. «Prenderò il livello D, mentre quello base la federazione me lo ha già offerto gratuitamente. Voglio puntare a diventare solo allenatore: mi schiererò in campo solo in caso di emergenza, non credo molto alla figura dell’allenatore-giocatore».

E in Estonia, oltre al calcio, come si vive? «E’ un Paese splendido d’estate – assicura il fondatore del Rumori Calcio -, un po’ meno piacevole d’inverno per via del clima e delle lunghe giornate buie, ma dove c’è qualità della vita: i prezzi sono mediamente inferiori all’Italia e si mangia anche abbastanza bene».

Giuseppe Baselice

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