Nomi di startup e copyright, perché Mondo (1 milione in 90 secondi, ricordate?) ora si chiama Monzo

Quanti per dare il nome a una nuova startup cercano prima il dominio anziché verificare se il marchio è già registrato? Così minacce legali hanno costretto Mondo, attenzionata speciale del fintech, a cambiare nome (e ristampare decine di migliaia di carte)

Dal nuovo payoff, al restyling del logo, al rebranding. Di aziende che cambiano nome, identità visiva, o dominio web ne abbiamo viste tante, e spesso a causa di problemi legali con altre aziende. Questa volta però a farne le spese è stata una startup delle più promettenti fintech del momento, quella che con una campagna di equity crowdfunind in un minuto e mezzo aveva raccolto milione di sterline.
Per mettere fine a una disputa legale ha deciso di cambiare nome. Anzi, una lettera: così, ad agosto, Mondo è diventata Monzo. Il nuovo brand è stato scelto con un sondaggio tra i suoi utenti, la community dei 30 mila utilizzatori delle carte prepagate distribuite dalla startup.

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Perché Mondo ha dovuto cambiare nome

E sicuramente non è stata una vicenda semplice. Per accordi legali, infatti il founder, Tom Blomfield, non ha potuto divulgare l’identità dell’azienda che li ha citati per avere usato il loro nome. Ha solo spiegato alla stampa di aver fatto tutte le ricerche del caso prima di scegliere il nome da attribuire alla startup, ma qualcosa deve essere andato storto. Per evitare ulteriori guai, il team ha deciso di cambiare, senza togliere al brand la “M” che li ha resi riconoscibili finora in UK e in Europa.

La decisione è ricaduta su Monzo a seguito di un sondaggio che via social e app, ha coinvolto più di 12mila utenti che negli ultimi mesi hanno offerto il loro parere. Ogni tipo di soluzione era ben accetta, fuorché iniziasse con la lettera “M”. Il dietro front della startup ha evitato che la situazione degenerasse. D’altronde, non è la prima volta che Blomfield si è trovato sul banco degli imputati. Un’altra causa gli è stata intentata nel giugno del 2015 dalla neobanca, BBVA, per aver usato impropriamente in una campagna pubblicitaria su Twitter, la frase “Safe to Spend”, come racconta qui TechCrunch.

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Cos’é e come funziona Monzo

Ha ottenuto la licenza da parte delle authority britanniche (Bank of England e la Financial Conduct Authority) per poter operare come una vera e propria banca. Mondo, oggi Monzo, è una delle più interessanti tra le banche che hanno vita solo su mobile. Oltre a offrire tutta una serie di servizi bancari, a costi più bassi rispetto a quelli tradizionali, una carta di debito prepagata dove caricare soldi, ritirare denaro gli sportelli ATM e fare transazione dei negozi.

Il fondatore, Tom Blomfield, già creatore di una fintech di successo, GoCardless Ltd, è riuscito a raccogliere più di 8 milioni di sterline (oltre 10 milioni) di fondi dagli investitori, round guidati dal venture, Passion Capital. Ma il colpo più interessante è il milione ottenuto in crowdfunding su Crowdcube, una raccolta record che ha visto la startup ottenere la cifra prevista in meno di 1 minuto e 36 secondi. E pensare che l’app è stata lanciata solo nel febbraio del 2015.

Non solo transazioni. Una delle scommesse della startup per il futuro è il lending. L’obiettivo è di facilitare l’accesso al credito per i suoi utenti e andare a rivoluzionare un settore che vede quattro principali lender controllare circa l’80% del mercato UK.

mondo app

 

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