La nuova PayPal è una startup indiana, finanziata da Alibaba e che vale già 5 miliardi. Paytm

Il founder di Paymt non parlava una parola di inglese. L’ha imparato leggendo Fortune e ha venduto la sua prima startup a un milione. Con quei soldi ha costruito un colosso dei payments da 5 miliardi

Ben 300 milioni di dollari. Un round da record quello della startup indiana Paytm che offre soluzioni payment ed eCommerce. Alla guida del mega finanziamento, una multinazionale specializzata nella progettazione di chip, la MediaTek.Inc. Tra gli investitori anche il gruppo Alibaba che nel gennaio del 2015 aveva già immesso 500 milioni nel motore della piattaforma indiana. L’investimento fa volare la valutazione della startup di Vijay Shekhar Sharma, l’ingegnere elettronico che partendo da zero è riuscito a creare un business da 5 miliardi di dollari.

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Vijay Shekhar Sharma

Il founder che non sapeva l’inglese (e l’ha imparato leggendo Fortune)

La biografia di Sharma è davvero affascinante. Un ragazzo nato in un sobborgo indiano di una famiglia modesta a Nodia (nei pressi di Delhi) che non ha nessuna voglia di studiare, ma alla fine accetta di iscriversi al college per rispettare la volontà di sua madre. Sharma all’epoca parla solo in Hindi e nel college, Il Delhi College of Engineering, le lezioni sono tutte in inglese.

In diverse interviste racconta il suo imbarazzo e le difficoltà nel capire cosa dicevano i suoi professori e compagni di classe. Ma Sharma è uno determinato e soprattutto ha talento da vendere. Impara l’inglese da autodidatta leggendo Fortune, la celebre rivista di business americana. È così che si appassiona ai business su Internet e decide di provare a mettersi in proprio. Vende il suo primo sito, Indiansite.net, per un milione di dollari.

Nel 2001 lancia One97 Communication, che offre diversi contenuti, notizie di cronaca, di sport, ma anche barzellette e suonerie del telefonino. Ma fa boom quando decide di lanciare Paytm, una piattaforma di payment online. La crescita dei clienti e la visibilità internazionale ottenuta su diversi giornali, attirano gli interessi dei grossi investitori, come Jack Ma, il fondatore del gigante dell’ecommerce Alibaba che decide di investire sul giovane indiano.

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Vijay Shekhar Sharma e Jack Ma

Una startup che vale cinque unicorni

L’investimento ha fatto balzare la valutazione della startup da 2,5 miliardi a 5 miliardi, come spiega Bloomberg. I fondi saranno ripartiti per ognuno dei rami di cui è composta oggi la startup, One97, oggi focalizzata su servizi come viaggi e vendita di biglietti per film ed eventi, Paytm Commerce, la piattaforma di payment e la succursale bancaria del gruppo, la Payment Bank. Sempre Bloomberg svela che ci sono altre multinazionali interessate a investire nella startup, come il conglomerato cinese, Fosun International, che secondo un’indiscrezione avrebbe già avanzato un’offerta importante a vaglio del team e degli altri investitori. Secondo i dati del Wall Street Journal oggi più di 135 milioni di utenti usano i portafogli virtuali della startup.

La lenta corsa del fintech indiano

I tanti soldi vanno a risollevare il fintech indiano che ha conosciuto un calo vistoso negli investimenti dopo il record di 8,9 miliardi nel 2015. Secondo la società di ricerca, Prequin, nei primi 6 mesi del 2016, il volume totale degli investimenti è diminuito di ben 2,7 miliardi rispetto all’anno precendente. Poco male per un mercato che resta tra i più interessanti a livello mondiale. Lo dimostra la concorrenza spietata, specie nell’ecommerce con player come Flipkart e Snapdeal, che hanno investitori internazionali del calibro di Accel Partners e SoftBank. E le stime di mercato: le previsioni degli analisti vedono una crescita fiorente del e-commerce indiano che entro il 2020 potrebbe raggiungere i 25 miliardi di euro soprattutto grazie agli acquisti via smartphone.

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