Molla Amazon, crea un robo advisor, e raccoglie 40 milioni

Perché le banche scommettono sui robo advisor, gli algoritmi smart che aiutano i risparmiatori a investire meglio i loro soldi (e con costi minori)

Si chiamano robo advisor e sono software che sfruttando i big data e l’intelligenza artificiale aiutano gli utenti a investire meglio i loro soldi. Scompaiono gli intermediari, le banche ci guadagnano, i clienti risparmiano e gli investitori ci credono con milioni di dollari su idee nel campo. L’ultima, in ordine di tempo, è SigFig, l’intuizione di un ex manager di Amazon, che raccoglie in un solo round 40 milioni di dollari.

michael Sha sigfig

«Ecco perché le banche si rivolgono a noi»

Santander, UBS, Comerica Bank, sono le tre banche che anno scommesso su SigFig, in sostanza un algoritmo che usa big data per aiutare gli investitori (grandi e piccoli) a fare delle scelte più oculate. La startup promette così di eliminare il 90% delle fee rispetto agli intermediari tradizionali: «Il portfolio di un investitore americano medio è di 200mila euro inferiore di quello che dovrebbe essere per gli altissimi costi delle fees» spiega a TechCrunch, Michael Sha, imprenditore di San Francisco con un passato di cinque anni ad Amazon, dove da manager si occupava di implementare le soluzioni payment del gigante dell’e-commerce. A TechCrunch spiega perché le banche hanno tanto bisogno del fintech: «I servizi finanziari stanno già spendendo molti soldi in tecnologie, ma soprattutto su infrastrutture back end. Quello che manca sono le competenze su strumenti capaci di attirare i consumatori e ingegneri che sanno di offrire una buona esperienza al consumatore».

Oggi la startup gestisce solo 100 milioni di dollari (pochini a dire il vero), ma i 40 milioni di investimento potranno portarla ai livelli degli altri competitor nel settore. Oltre alle banche hanno scommesso sulla startup Union Square Ventures, Bain Capital Ventures e NYCA Partner.

Da Betterment a Honest Dollar, i leader dei robo advisor

Abbiamo già raccontato la storia di Betterment, la startup di Jon Stein, che ha raccolto 100 milioni di dollari, tra cui il gruppo bancario Citigroup. Mentre recentemente un’altra startup promettente nel settore, specializzata nelle soluzioni pensionistiche, Honest Dollar è stata acquisita da Goldman Sachs.

«La consulenza robotica potrebbe risolvere una questione che le banche non hanno mai saputo affrontare, cioè l’incapacità di coinvolgere “la massa” nel mercato degli investimenti» spiega al Financial Times, Peter Tyler, della British Banker Association.

Un mercato da 43 miliardi di dollari, dice il Financial Times

È un settore che cresce tanto secondo FT che in un articolo riprende uno studio di Myprivatebanking.com, un’azienda di ricerca e consulenza finanziaria svizzera secondo cui i fondi gestiti dai robot cresceranno fino a raggiungere tra 9 anni la cifra di 16,3 trilioni. Sempre secondo FT oggi il mercato vale 43 miliardi di dollari, una crescita a doppia cifra rispetto ai 19 miliardi dello scorso anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dal sushi alla Coca-cola, un progetto ci mostra quanto zucchero c’è negli alimenti

SinAzucar è il progetto spagnolo che fotografa gli alimenti che si trovano comunemente nelle nostre case per mostrarci quanto zucchero raffinato effettivamente contengono

Dai soldi al network, i 4 contributi delle corporate alle startup. Il caso Tecno a Napoli

Il contributo di una corporate alla startup, secondo L’advisor Giovanni De Caro, dovrebbe essere erogato secondo una precisa scala di priorità. L’open innovation di una società di Napoli e le modalità di investimento nelle startup