Andrea Visconti

Andrea Visconti

Giu 1, 2015

Visconti (Sinba): “Così ho ottenuto 250mila euro partecipando a un reality show”

Dai provini all'investimento passando per le registrazioni e le perplessità degli squali: così Sinba ha convinto Dettori a investire 250mila euro.

Il 16 giugno 2012 io e Francesca ci siamo sposati, e il giorno del nostro matrimonio il Vangelo recitava: “Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura. È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”.

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Partecipare a Shark Tank è stato un po’ come questo brano del Vangelo, a cui evidentemente sono molto legato. Un po’ tutta la nostra esperienza imprenditoriale è stata così. A settembre ho visto che aprivano le selezioni del programma e ci siamo candidati, gettando così il seme nel terreno. Intanto la vita è proseguita così come il nostro lavoro per portare Sinba sul mercato. Da settembre io e il mio socio Alessandro abbiamo deciso di mollare tutto e dedicarci 100% a Sinba. Lui ha completato il suo percorso di studi, mentre io ho lasciato l’ultimo lavoro che stavo facendo. Ci siamo dati 3 mesi. “O entro Natale troviamo i soldi, o torniamo a fare 2 lavori fino a quando Sinba non può garantirci un minimo stipendio”.

La telefonata e il provino

Il 16 dicembre, poco prima delle 17.00, ricevo una telefonata. È Lavinia della redazione di Shark Tank, vogliono farci un provino. Il 23 dicembre sono a Roma in corso Tazzoli per raccontare Sinba alle telecamere di Toro produzione e rispondere alle domande degli autori. Mi fanno i complimenti e mi fanno ben sperare: “entro fine gennaio ti facciamo sapere qualcosa”, poi il silenzio.. ma intanto il seme lo avevamo gettato, e “che dorma o vegli, il seme germoglia e cresce”.

Il 20 febbraio nostro figlio Filippo compie 1 anno e pochi giorni dopo scopriamo che mia moglie Francesca è nuovamente incinta. Alla prima ecografia la ginecologa, non senza fatica, si accorge che sono due. Aspettiamo due gemelli, ma uno è grande solo la metà dell’altro. 2 mm contro i 5mm del più grande. Sarà difficile che ce la faccia. A marzo ricevo una nuova telefonata dalla ormai mia amica Lavinia. Ho il cuore a mille. Le dico che accetto solo notizie positive. Ci hanno presi! Pochi giorni dopo il più piccolo dei gemelli si spegne. Nel chiedermi che disegno c’era sulla sua vita mi piace rispondermi che è venuto per portarci in dono questa grande opportunità. Raggiunto il suo scopo se n’è andato.

Le registrazioni

Si registra dopo 2 settimane, e il nostro sistema non era ancora funzionante. Parte un tour de force in cui il nostro sviluppatore Francesco e il mio co-fondatore Alessandro fanno le notti per arrivare alle registrazioni con il sistema funzionante, e finiamo il collaudo in hotel la sera prima. Funziona tutto.

Alle 8.00 di mattina arriva a prenderci l’autista messo a disposizione dalla produzione che ci porta negli Studios. Mentre montano il nostro set, noi scegliamo l’outfit con la costumista, e la truccatrice da un po’ di colore alle nostre chiari pelli sabaude. Quando entriamo nel teatro 7 la scena è stupenda. Siamo molto emozionati e non vediamo l’ora di presentare Sinba. Mentre io ripeto il pitch al capo degli autori, Ale collega il nostro sistema e fa l’ultimo check. Funziona tutto ma la stampante non stampa. Dopo diversi tentativi al telefono con Francesco il problema non si risolve, e siamo costretti a lasciare il posto ai prossimi imprenditori. Sappiamo che se non risolviamo il problema faremo il pitch presentando un sistema non funzionante, e convincere gli Sharks ad investire sarebbe stato praticamente impossibile. Torniamo nei camerini e tutto procede come dovrebbe. Passiamo un’ora con la paura che dentro il teatro qualche interferenza impedisca al sinbachecker (il nostro totem brevettato che certifica la transazione, scarica il magazzino del negozio e stampa lo scontrino) di comunicare con la stampante. Quando torniamo dentro al teatro 7 il sistema finalmente funziona e possiamo iniziare il pitch.

Per essere chiari nella comunicazione ci siamo preparati con Giovanni Sposito di Ekis, uno dei migliori coach di public speaking e comunicazione efficace del panorama italiano. Il suo aiuto è stato prezioso per essere in grado di stare davanti a milioni di persone e presentare la nostra azienda nella maniera più efficace e comprensibile possibile al grande pubblico e agli Sharks.

Le perplessità degli squali

Quando Fabio Cannavale ci ha detto che avevamo esposto male, infatti, ci siamo un rimasti male. Lui in realtà intendeva che abbiamo portato l’esempio di utilizzo sbagliato del nostro sistema. Cannavale infatti pensa che altre tipologie di attività possano maggiormente beneficiare di Sinba. Noi riteniamo che il nostro target di riferimento non sia solo il supermercato, ma tutte quelle attività che hanno un punto debole nelle attese alle casse, come i negozi di elettronica, i fast food o le grandi catene di abbigliamento ecc.. abbiamo portato l’esempio del supermercato perché era il più semplice e immediato per i non addetti ai lavori.

L’investimento

Confrontarsi con 5 grandi imprenditori è stato molto stimolante. Ci siamo sorpresi in grado di fronteggiare ogni loro dubbio e di saper ben argomentare tutti i vantaggi che Sinba porta ai negozi e al consumatore finale, facendogli capire che sul nostro sistema e sul nostro team vale veramente la pena investire. Ha funzionato: dopo i dubbi iniziali Gianluca Dettori ha deciso di investire 250mila euro.

Il boom sul sito

Ora invece ci stiamo sorprendendo dalle migliaia di iscrizioni al sito, messaggi e tweet di complimenti che ci stanno giungendo da ogni parte di Italia (alcuni anche dall’estero) e di quanto la richiesta di Sinba sia alta. Abbiamo ricevuto anche alcune critiche da persone a cui non siamo stati in grado di far capire i vantaggi che porta il nostro sistema nelle loro vite. Sul nostro sito sinba.it il più grande valore lo abbiamo trasmesso con una frase, che è il vero motivo per cui ci stiamo assumendo tutti questi rischi e che ci fa andare a letto la sera soddisfatti della giornata e ci fa svegliare la mattina con la voglia di conquistare il mondo : “Lo volevamo per noi. Lo abbiamo fatto per tutti. Volevamo che le persone potessero avere più tempo da dedicare a ciò che amano. Per questo abbiamo unito tecnologie d’avanguardia e moderni sistemi di sicurezza per creare il primo sistema di pagamento su smartphone che permette di acquistare nel negozi senza fare coda in cassa”.

Al momento stiamo testando il sistema e l’app per renderli perfettamente funzionanti e sicuri per il lancio commerciale, e siamo contentissimi dei tanti beta tester che si sono registrati sul nostro sito e che potrebbero avere la possibilità di provare l’applicazione in anteprima e contribuire a rendere l’esperienza d’uso di Sinba fantastica.