INFOGRAFICA: Così nasce l’inflazione. Oltre 2 mila anni fa, a Roma

Una bellissima infografica lega il crollo dell’impero romano alla nascita della moneta e, poi, dell’inflazione: è così che, secondo The Money Project, la crisi economica ha fatto collassare l’Impero. (La spiegazione, in italiano, è alla fine dell’infografica)

rome

C’era una volta, Roma.

Il blog statunitense The Money Project ha deciso di realizzare un’infografica per spiegare la nascita delle valute e dell’inflazione. Lo ha fatto riconducendo tutto alla nascita e al crollo dell’impero romano. Un’infografica bellissima, raccontata come una favola, e che vuole essere anche un tributo ad una delle più grandi civiltà della storia del mondo. (Basta leggere il testo originale che la accompagna, che noi qui abbiamo solo, sostanzialmente, tradotto e adattato).

«Roma – scrive The Money Project – aveva conquistato gran parte del mondo conosciuto. Un impero dove nel quale furono costruiti 80 mila kilometri (50 mila miglia) di strade, acquedotti, anfiteatri, e altre opere che usiamo ancora oggi». Secondo il sito Usa, «il nostro alfabeto, calendario, le lingue, la letteratura e l’architettura di tutto il mondo prendono molto in prestito molto dai romani. Così come i fondamenti della giustizia, ad esempio l’essere “innocente fino a prova contraria”». “Cosa ha portato al crollo di un così potente Impero?” Si chiedono. Ecco le risposte degli analisti di TMP.

L’economia romana

Al suo apice, l’Impero Romano comprendeva una popolazione di oltre 130 milioni di persone e un territorio di 2,4 kilometri quadrati (1,5 miglia quadrate), dall’attuale europa continentale, alle regioni dell’Africa settentrionale che affacciano sul Mediterraneo, fino alla Siria.

Il commercio era di vitale importanza per Roma. E ‘stato il commercio che ha permesso l’importazione di una grande varietà di merci: carne bovina, cereali, vetro, ferro, piombo, cuoio, marmo, olio d’oliva, profumi, porpora, seta, argento, spezie, legno, stagno e vino. Tutto ciò aveva generato grande ricchezza per i cittadini di Roma. Tuttavia, la città di Roma aveva solo 1 milione di persone, e le spese (soprattutto quelle militari) aumentavano al crescere dell’Impero. Così i romani hanno inventato nuovi modi creativi per pagare le cose.

Com’è nata la moneta (e l’inflazione)

La principale moneta d’argento usata durante i primi 220 anni dell’Impero era il denario (1 denario corrispondeva a 4 sesterzi). Con questa moneta si poteva pagare circa un giorno di stipendio per un lavoratore qualificato o un artigiano.

Nei primi decenni dell’Impero, queste monete erano di elevata purezza, in quanto fatte ognuna di 4,5 grammi di argento purissimo. Tuttavia, l’argento e l’oro iniziarono a scarseggiare, e la spesa romana fu presto limitata dalla quantità di denari che potevano essere coniati, e ciò rendeva davvero difficile il finanziamento dei progetti degli imperatori. C’erano guerre da pagare, costi di palazzo, le terme, il circo…

Così i funzionari romani trovarono un modo per ovviare al problema: diminuirono la purezza delle monete, mantenendo però però lo stesso valore nominale. Con più monete in circolazione il governo poteva finalmente spendere di più. E così, il contenuto di argento andava via via diminuendo nel corso degli anni. Sotto l’Impero di Marco Aurelio, un denario conteneva circa il 75% di argento. Caracalla, poi, sperimentò un diverso metodo di degradazione, introducendo il cosiddetto “doppio denario”, che valeva il doppio di un denario in valore nominale, ma aveva il peso di un denario e mezzo. Ancora dopo, ai tempi di Gallieno, le monete arrivarono a contenere soltanto il 5% di argento. Erano fatte di bronzo e ricoperte con un sottile strato di argento. Tant’é che lo splendore andava via via consumandosi, portando in evidenza la scarsa qualità del materiale sottostante.

Le conseguenze e la crisi

La messa in circolazione di più monete di qualità inferiore non aiutò ad accrescere la prosperità di Roma, anzi, la ricchezza si era allontanata sempre di più dalla gente, e ci furono periodi di inflazione galoppante. I primi ad accorgersene furono i soldati, che chiesero all’Impero salari molto più elevati, in quanto la qualità delle monete era diminuita.

Nel 265 dC, quando in un denario c’era solo lo 0,5% di argento, i prezzi di beni e servizi si impennarono, più del 1.000%, in tutto l’impero romano. Con impennata dei costi logistici e amministrativi e i saccheggi dei metalli preziosi da parte dei nemici, i cittadini romani incorsero in sempre più tasse per sostenere i costi dell’Impero.

L’economia era paralizzata. Tra iperinflazione, tasse alle stelle, e una moneta che valeva materialmente poco o niente, gran parte del commercio di Roma andò al collasso. Intorno alla fine del III secolo, sopravvissero forme di commercio per lo più locali. Alcuni tornarno al baratto, ma presto non ci fu più niente da barattare. Si arrivò a una profonda crisi, che fece come prime vittime proprio gli imperatori, circa 50, la maggior parte assassinati o morti in battaglia.

Fu così che l’Impero si avviò verso la sua inesorabile fine.

Aldo V. Pecora
@aldopecora

  • Giampaolo Ferradini

    C’è una cosa che vale la pena sottolineare: dall’infografica qualcuno potrebbe dedurre che il problema sia nato dal fatto che la moneta non aveva più il “valore intrinseco” che le proveniva dal metallo prezioso di cui era fatta. In realtà il problema veniva dal fatto che i Romani avevano paura che gli utenti della moneta -se avessero scoperto che la moneta non aveva valore intrinseco- non se ne sarebbero fidati. Parte della questione certamente derivava dal fatto che la moneta avrebbe potuto essere imitata da falsari.
    Però da un punto di vista monetario il problema deriva dal fatto che se una economia cresce devi poter “stampare” moneta per accomodare la crescita, altrimenti manca la “carta” per pagare le innovazioni. Faccio un esempio leggermente forzato. Immaginate l’iPhone: un sacco di persone pagano 800€, e facciamo finta che sia una mensilità dello stipendio per averlo. Improvvisamente la Apple di turno risucchia come un vortice una mensilità di tutti i suoi acquirenti. La moneta prende una destinazione univoca, e la quantità in circolazione decresce improvvisamente, e tanto. Poi siccome la Apple è straniera, i soldi vengono convertiti in altra valuta e quindi? Se la banca centrale di turno non provvede a riequilibrare la situazione, la base monetaria si è ridotta in via permanente, creando una pesante deflazione.

    Tradotto: non è un caso che da quando sia venuto meno il Gold Standard, le economie di tutto il mondo siano esplose. (Ed è anche uno dei motivi di debolezza assoluta del Bitcoin, la cui quantità in circolazione non può crescere per scelta di costruzione dei suoi ideatori.)

    • Andrea Terzi

      Commento interessante.
      Sì, il sistema aureo è stato abbandonato perché non funzionava!
      E aggiungerei tre cose:
      1. Lettura fortemente consigliata sull’origine della moneta: Goodhart (1998) http://www.scribd.com/doc/67161350/Two-Concepts-of-Money-by-Charles-A-E-Goodhart
      2. Lo direi così: una economia deve poter “stampare” moneta per accomodare il desiderio di accumulazione di ricchezza finanziaria da parte dei privati.
      3. Se la banca centrale si limita a metterla in circolazione in cambio di altre attività finanziarie, nulla può fare contro la deflazione. L’aumento “inflazionistico” (oggi in Europa necessario) è solo quello fiscale (più spesa pubblica oppure minore tassazione). tra l’altro, la crisi dell’area euro è tutta qui.

      • Giampaolo Ferradini

        Sul 3: non necessariamente vero. Se sostituisce attività finanziarie diventate tossiche “libera” il bilancio delle banche che le vendono, le quali possono ricominciare a fornire credito alle imprese. L’ultima manovra di Draghi è mirata a rifinanziare le banche *solo* nella misura in cui queste finanzino imprese o privati, per cui dovrebbe essere anche meglio di quanto fatto finora. I “complottisti” non hanno neanche una idea di cosa sarebbe successo se al posto dell’attuale Governatore ci fosse stato uno anche solo una riga meno competente di lui. Ma pazienza. Mica tutti sanno che Hitler ha potuto prendere il potere grazie agli errori madornali dei banchieri centrali di allora. Anche se sarebbe il caso di saperlo.

        • Andrea Terzi

          Sì, Draghi fa il possibile. E se ci fosse Weidmann? …. I tassi negativi condizionati sui prestiti sono politica fiscale espansiva. I tassi negativi sui depositi sono politica fiscale restrittiva. Problema è che se non c’è domanda ci sono pochi prestiti. È una manovra per tenere a galla l’euro. In attesa di svolte coraggiose della politica europea, se mai verranno.

    • Lorenzo Paruscio

      Si potrebbe dire che c’è interconnessione tra la finanziarizzazione delle rivoluzioni tecnologiche e l’emissione del credito da parte di banche centrali (private)?
      Se pompo la crescita emettendo moneta, al 97% aumentando il debito nazionale elettronicamente dal nulla, stimolo la domanda in mercati innovativi con tendenze monopolistiche. Una volta affermato il monopolio e scoppiata la bolla l’economia entra in crisi e si dà la colpa all’improduttività dell’emarginato del cartello di turno. Chi possiede l’interesse sul debito e il monopolio tecnologico può acquistare a prezzi stracciati asset pubblici col valore crollato a picco perché la domanda interna è distrutta dalla stagnazione e dalle tasse sempre più alte per ripagare l’interesse. In breve, chi controlla il monopolio dell’emissione di moneta può giocare a stimolare la crescita a proprio vantaggio per continuare ad incrementare il numero di monopoli sotto controllo.

      Grazie tante Mario Draghi, che dopo il colpo di stato mani pulite ha privatizzato da capo del tesoro gli asset pubblici fondamentali per diminuire il debito. L’anno dopo con Amato il debito è impennato, casualmente subito dopo la nascita dell’ultima delle rivoluzioni tecnologiche, internet!, e via col ciclo positivo. E dopo questo regalo, Mario, dove sei finito?

      Tutti i paesi del Mediterraneo, che tra l’altro oggi si sa essere pieno di petrolio, sono in crisi o in guerra civile, tranne uno, che con i monopoli tecnologici ha molto da dire… di chi sto parlandooo?

      • Giampaolo Ferradini

        Guarda, scusa, ma si direbbe che hai abboccato a tutte le teorie complottiste del web. Sei fortunato che di teoria e politica monetaria ne capiscano in pochi, ma stai dicendo delle cose che non hanno alcun fondamento. Uno su tutti: banche centrali private? Vai a leggere i noiosissimi regolamenti dei rapporti fra ogni banca centrale e il suo governo e saprai che a) i loro governatori e la dirigenza sono scelti dai GOVERNI. Fatto caso al fatto che il Governatore della BCE e della Fed li scelgono i rispettivi organi politici e non delle aziende private? b) che loro stampano moneta PER CONTO dei rispettivi organi statali, quindi la stampa di moneta non genera ALCUN DEBITO per gli stati (o coalizioni di tali, vedi EU). Quello di cui parli sono POSTE CONTABILI: in bilancio scrivo debito, e credito, ma siccome la stampa è fatta dalla Banca Centrale di proprietà –in realtà– dello stato o della coalizione di stati al cui servizio è posta, non rileva se metto il contante come attivo o come passivo, perchè sarei in debito… CON ME STESSO. Anche laddove teoricamente la proprietà fosse di privati, come era per Bankit ed è per la Fed, TUTTI I PROFITTI della gestione della Banca Centrale vanno retrocessi ai rispettivi stati, fatta salva una remunerazione fissa degli ammontari nominali investiti dagli eventuali privati, che mi pare per Bankit fosse al 6% quando ancora batteva moneta. Però la banca girava utili per decine di miliardi l’anno allo Stato Italiano. Adesso gli utili della BCE pagano il bilancio EU. Non so in che proporzione ma non mi stupirei che ne pagassero la metà.
        Se proprio ti interessa l’argomento documentati su libri veri, e non di cretini possibilmente, perchè la teoria della moneta è probabilmente più complessa della fisica quantistica, sempre che la studi per capirla e non per sparare quattro commenti su post casuali. Ti ricordo che fra le persone che controllarono regolamenti e gestione della nostra banca centrale c’erano persone come Einaudi o De Gasperi, non Berlusconi o D’Alema o chi sa chi altro.

        • Lorenzo Paruscio

          La ringrazio per la cortesia di avermi risposto, seppure in modalità non particolarmente cordiale.

          Però mi ha convinto, smetterò di studiare la scuola post-keneysiana e riproverò una seconda volta con quella neo-liberale i cui successi in termini di ridistribuzione della ricchezza e di sviluppo sostenibile stanno caratterizzando il nostro tempo.

          Beato lei che pensa che tutto sia normale, che le crisi siano solo frutto di inadempienze e/o fatalità e che i cicli economici col potere computazionale attuale non possano essere previsti e fermati, oppure che chi ha lasciato Berlusconi per un ventennio e a messo Monti per il bene dell’Italia non possa decidere anche altro.

          In ordine:
          Privatizzazione delle banche (pagina 9)
          https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2009/2009-0722/en_tema_722.pdf?language_id=1

          Sul fatto che gli utili della Fed vadano direttamente al tesoro sembra opinabile.
          http://www.forbes.com/sites/samanthasharf/2015/01/09/fed-sending-98-7-billion-of-2014-profits-to-u-s-treasury/#5a26257d2fe0

          Discussioni attuali su come viene creata moneta:
          Parlamento inglese su Bank of England 2014
          https://www.youtube.com/watch?v=s6a_0zJDsr8&ab_channel=PositiveMoney

          Lo stesso concetto in italiano:
          https://www.youtube.com/watch?v=Ykt5fqE5u2k&ab_channel=ResetRadio

          Non li ho letti integralmente, ma sono alcune voci citate dal mio professore, che per inciso lavora in UN e WEF: (i libri sono tutti online)
          Debt – David Graeber
          Lost Science of Money – Zarlenga
          Money and Sustainability – Lietaer – The Club of Rome
          Limits to Growth – Meadows
          New Order – Henry Kissinger (non c’entra, ma interessante)

          La prossima volta si rilassi, non mi scriva frasi tipo: “se ti leggessi le noiossissime pagine..”, non mi parli di stampaggio di moneta che equivale al solo 3% (caso inglese) della moneta emessa nel sistema, non citi Einaudi e DeGasperi quando le scrivo che la privatizzazione è avvenuta post mani pulite.

          Se vuole continuo..

          • Giampaolo Ferradini

            Confesso, è difficile restare rilassati. La sua minaccia di continuare non mi fa dormire.
            Ha almeno letto i link che mi ha mandato?
            Nel secondo c’è scritto, assai chiaramente “The 12 regional branches that make up the Federal Reserve System are required to turn over earnings – minus debt payments, costs of operations, payment of dividends and other capital requirements– to the Treasury.” Devono girare *tutti* i proventi netti al Tesoro. “Privata?” Non si direbbe. L’anno scorso la Fed ha riconosciuto 98.7 miliardi di utili al Tesoro, cioè allo stato Usa.
            Non ho invece capito il senso del primo link: quale privatizzazione, quella di alcune banche? Perchè non ci sono banche centrali private (se non nominalmente come abbiamo appena visto dal suo link), è un mito bello e buono del web.
            Ioppolo lo avevo già visto, e dovrei aver spiegato nel post precedente il perchè non ha senso la truffa di cui parla: la posta di bilancio può essere passiva o attiva, ma se la banca stampa e il debito è dello stato, che la possiede… non fa nessuna differenza. Se ricordo bene ci sono stati che scrivono le poste esattamente al contrario, e si ascrivono la moneta stampata come attivo, che poi riducono man mano che lo spendono. Tanto, ripeto, è una posta contabile e basta. La sostanza è sempre quella, e non si può scappare: lo stato emette la moneta a costo quasi zero. E’ il diritto del signore, o meglio oggi dello stato, aka Signoraggio. L’unico rischio che si corre è creare inflazione. Ma quello lo gestisce la BC, e se sa fare il suo mestiere si evita.
            Il video nel parlamento inglese dovrebbe parlare da se, visto che se il parlamentare dicesse cose sensate il parlamento strariperebbe. Ma il poverino non ne capisce molto: la creazione di moneta da parte delle banche avverrebbe copiando i soldi nel conto del debitore? Non sa nemmeno da cosa derivi il potere di creazione di moneta delle banche private, che c’è intendiamoci, ma non è particolarmente forte: le banche creano base monetaria sopratutto con le carte di credito, perchè quel denaro con cui acquistiamo subito non esiste, ma viene movimentato solo al saldo del conto. Quindi creano base monetaria, per i circa 30-40 giorni medi dell’intervallo di tempo. Quel fattore aumenta la circolazione di moneta, che peraltro le banche centrali regolano con la gestione della liquidità e dei tassi che interferisce proprio con la base monetaria con cui cercano di giocare le banche.
            Quanto alla prevedibilità: prevedere cosa fanno i mercati non sembra poi essere così facile. O chi scrive è un miliardario? Perchè se non riesci nemmeno a prevedere un solo prezzo come quello del petrolio o un tasso di cambio… sarà un tantino difficile prevedere e manipolare *tutta* l’economia.

            Mi dispiace, ma temo di aver avuto professori migliori. E forse 15 anni a guardare i mercati e prenderci decisioni sopra potrebbe aver aiutato. Queste però non sono teorie, è la descrizione di come funziona il sistema. Le teorie, quando sono tali, affrontano solo quel che si può scegliere, non come descrivere i fatti. Perchè la moneta la stampa lo stato attraverso il suo strumento, che è la BC. La BC è dello stato, quindi dei cittadini, non di pochi baroni furbi. Se quei baroni furbi guadagnassero 100 miliardi l’anno non varrebbero al massimo 75 miliardi di $ (Bill Gates, il più ricco) giusto? Ne varrebbero almeno 10, 20 o 50 volte tanto, perchè questa “truffa” starebbe andando avanti da… quando Henry Ford ha detto quella famosa frase? Potrebbe non aver capito molto nemmeno lui, se veramente la ha detta. Come avrà visto sono in molti a non capirci pressochè nulla e pontificare. Dai professoroni ai deputati agli aspiranti tali, passando per il popolo del web.

            Ma come mai queste voci girano così insistenti? Perchè altrimenti l’opinione pubblica potrebbe *davvero* andare a cercare chi ha rubato, chi non ha controllato o lo ha fatto ma si è fatto corrompere, ecc. Invece con una bella cospirazione i polli vanno dalla parte sbagliata del pollaio…. e tutto rimane proprio come prima.

          • Lorenzo Paruscio

            Grazie per il tempo, rispondo domani con calma. Buona serata

        • alessandro

          la BCE stampa moneta privata e non presta agli stati. la prova è nelle stesse banconote dove compare il simbolo del Copyright. nessun complottismo: semplice constatazione dei fatti!

          • Giampaolo Ferradini

            Ah, il simbolo del copyright sarebbe la prova che la moneta è privata? Caspita…. Mi sarei potuto risparmiare qualche decina di migliaia di ore a studiarmi il sistema monetario mondiale se Sherlock Holmes me lo avesse detto prima.

          • alessandro

            Dipende da cosa si studia. Se uno si ostina a studiare Tolomeo quando le evidenze sono tutte a favore di Copernico non riesce a stare al passo coi tempi però si fa una cultura… antica

          • Giampaolo Ferradini

            “Tutte le evidenze” sarebbero come la pensa il popolino del web in materia di politica monetaria? Sfortunatamente le opinioni di tanti non cambiano nè le leggi nè i regolamenti delle banche centrali…. ma per conoscerli vanno letti, o si abbocca a ogni castroneria che canta il gallo di turno. E ce ne sono quanti se ne vuole.
            E adesso cosa c’entrano i paper pro-euro? Forse tu non c’eri nemmeno quando c’era la Lira, ma io la coda di 80 Km da Milano alla Svizzera per disfarsene la ho vista…. Come la ho vista perdere due volte il 30% in pochi anni. Ora sono 15 anni che non vedo più scene di quel genere, e non mi mancano affatto. Ma studia pure sul web tu, intanto.

          • alessandro

            le monete si svalutano e si rivalutano in gergo tecnico si dice fluttuazione come riportano Blanchard o Acocella nei rispettivi manuali. Come vedi non studio solo sul web. Resta sempre da capire perché l’Italia abbia rinunciato a stampare la propria moneta (o meglio si sa ma non si dice) Ah bei tempi andati quando si svalutava e l’economia tirava. Chi rinuncia alla sovranità monetaria si prende la svalutazione salariale. Minori salari=minori consumi=maggior disoccupazione=minori salari=minori consumi=ecc ecc A proposito al 24ore vi hanno già proposto una riduzione dello stipendio?

          • Giampaolo Ferradini

            Oh beh grazie per il gergo tecnico. Spiegalo ai Tedeschi della loro svalutazione salariale…. E già che ci sei chiedi loro perchè là nessuno si sogna di tornare al Marco Tedesco.
            Altro che sovranità monetaria, il problema è molto più semplice: basta smettere di votare farabutti e idioti alle elezioni. Ma prevalgono i propri comodi e le proprie paure, così i soliti noti vanno avanti a rubare indisturbati mentre gli allocchi se la prendono con le cospirazioni.
            L’ultima volta che ho preso soldini dal Sole 24 Ore risale al 1988, credo. Direi che su quello non sono tanto aggiornato.

          • alessandro

            Svalutazione salariale appunto! Vedo che su qualcosa concordiamo. A seguito delle riforme Hartz fatte con soldi pubblici, (ma tanto i tedeschi fanno il bilancio statale come meglio gli aggrada). Allora ricapitoliamo: il sistema bancario pubblico o semi-pubblico tedesco interviene nelle aste e saturando l’offerta manda i tassi in negativo. Hanno anche la tripla A e quindi eventualmente BCE può comprare i Bund tedeschi. Loro hanno l’€ che è una moneta pesantemente sottovalutata rispetto alla loro economia. (porca vacca, ma non era brutto svalutare? Ah già se lo faceva l’Italia, ma se lo fanno loro tutto ok). Poi c’è la Francia tripla A anche lei (ma s’è fatta l’agenzia di rating in Martinica e così è formalmente a posto e quindi BCE anche per lei (ma perché noi non potremmo farcene una a San Marino?!). Ah dimenticavo… i cugini oltralpe si stampano ancora i franchi francesi perché loro hanno le colonie… lo sapevi? come vedi i regolamenti BCE sono voluminosi e complessi, ma facilmente aggirabili. PS i politici rubano dappertutto in ogni dove e da sempre. Rubano un po’ meno in Finlandia, ma anche lì le cose ultimamente non vanno tanto bene, quindi tenderei a escludere la corruzione come causa dei mali del nostro paese. Adesso ti saluto perché domani levataccia alle 6. Facciamo un patto? Riprendiamo la conversazione quando mi porti un paper scientifico pro-euro. Buona notte.

          • Giampaolo Ferradini

            Il paper pro euro cercatelo pure da solo, a me non serve. Qui il dibattito non è mai stato pro o contro Euro, quello te lo sei aggiunto tu a tua discrezione. Qui il tema è se la moneta sia “privata” o pubblica, e non è un dibattito, basta conoscere le leggi e i regolamenti che regolano la moneta. Ovviamente in questo tema non entra nemmeno il Quantitative Easing (he peraltro compra tranquillamente anche titoli Italiani anche se non sono tripla A) nè i suoi parametri. Quanto alla svalutazione salariale… perchè poi i tedeschi dovrebbero svalutare se sono praticamente da sempre a pieno impiego? Per far salire la loro inflazione? Non sono così sciocchi. Svaluta chi non è competitivo. E svaluta, non fluttua, c’è una bella differenza. Ma guardare in faccia la verità è duro e costa pure fatica. Di sicuro è più semplice prendere dallo scaffale qualche teoria a caso, citare nomi e fatti anche loro come vengono, o pretendere paper per… “dimostrare” di avere ragione.

          • alessandro

            è più facile comprare una cosa che costa il 5% in più se hai uno stipendio, che comprarne una che costa l’1% in meno se sei disoccupato.

          • Giampaolo Ferradini

            La risposta era già disponibile due post sotto. In sintesi: “Spiegalo ai Tedeschi della loro svalutazione salariale…. E già che ci
            sei chiedi loro perchè là nessuno si sogna di tornare al Marco Tedesco. … basta smettere di votare farabutti e idioti alle elezioni.”

          • alessandro

            E poi son sempre qui che aspetto un paper scientifico pro-euro… ma non si trova…

  • Business Exploration

    bello ma non mi convince per due motivi: 1) la caduta dell’ impero romano di occidente è da più parti legata a una stagione climatologica particolarmente avversa, che avrebbe distrutto la produzione agricola per qualche centinaio d’anni. No goods – No trade etc etc… ( a riprova pare che le invasioni barbariche fossero dettate dalla ricerca di terre migliori ) 2) se tutto questo avesse causato la caduta dell’ impero di occidente, non si spiega perchè quello di oriente gli sia sopravvissuto 1000 anni, pur avendo lo stesso ordinamento ( ma non lo stesso clima e la stessa orografia ). Se avete risposte in merito sono molto curioso di conoscerle. Non sono un storico nè un economista, ma apprezzo questo tema.

  • Sandro Pascucci

    A. La banca commerciale (BCOM) crea moneta dal nulla, al momento di erogare un prestito. La piangina del “però c’è un bene a garanzia” è ridicola: il bene è MIO, lo porto IO mutuatario quindi non ha senso che TU banca lo usi a sostegno/copertura;

    B. La banca centrale (BC) crea moneta dal nulla, al momento di stampare una banconota e/o erogare un prestito a una BCOM tramite le cc.dd. “riserve” (moneta di banca centrale aka moneta legale). Piangina è “ci sono i titoli di Stato (TdS) a copertura eblablabla..”, come piangina è “comunque il signoraggio torna allo Stato” poiché qualcosina torna allo Stato ma DOPO aver “scalato” stipendi, privilegi, riserve, accantonamenti ecc.. grazie tante che sono 4 spicci! E poi i Titoli di Stato sono, parole di tutti gli economisti n giacca e cravatta, debito pubblico, per cui è paradossale che il debito pubblico RIPAGHI se stesso (questo sì che inviterebbe i governi a stampare BTP!);

    C. E non stiamo (nemmeno, ancora) parlando del POTERE di esser colui (coloro = BCOM + BC) unici a poter creare moneta! E’ uno status quasi da “Dio in Terra”, se ci arrivate a comprenderlo, prima, e ammetterlo con Voi stessi, poi;

    D. Inoltre c’è il FALSO IDEOLOGICO, quello di indottrinare milioni di studenti, per anni e anni (in pratica da sempre) con la storiella delle banche che “..fungono da INTERMEDIARI tra RISPARMIO ET INVESTIMENTI PRODUTTIVI” (AH! AH! AH!);

    E. Una lancetta la spezzerei a favore dei libertari per (il solo motivo che hanno denunciato) il fatto che la CREAZIONE DAL NULLA (ex-nihilo) FALSA la percezione del mercato: a vedere tanti soldi (fittizi, non reali) in giro l’imprenditore prima e il consumatore poi sono “influenzati” nelle loro scelte.. diciamo pure INGANNATI;

    Per i motivi A, B, C, D, E.. (e avanti fino a Z – che qui Vi risparmio) possiamo dire che il signoraggio è lo male dello monno? Sì. Dobbiamo.

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