Dal 2016 pagheremo le tasse con lo smartphone. Ecco cosa cambia

Come funzionerà PagoPa e chi ha già aderito alla piattaforma unica per la digitalizzazione dei pagamenti verso la Pubblica amministrazione in vigore dal prossimo anno

Niente più file per pagare le tasse, le spese mediche, il bollo auto. Lo sportello sarà unico e, soprattutto, digitale, così sarà possibile fare tutto con un click dal proprio smartphone. Questo l’obiettivo di PagoPA, nato a febbraio dello scorso anno come poco più che un marchio ma che adesso si sta trasformando in un piccolo ecosistema dei pagamenti digitali verso la pubblica amministrazione: una piattaforma unica per i pagamenti elettronici a cui le pubbliche amministrazioni sono obbligate ad aderire (e ad organizzarsi per implementarne i servizi) entro il 31 dicembre 2015.

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Si parte dalla app che pochi giorni fa è stata presentata a un convengo sulla Pa digitale e grazie alla quale dal mese di marzo sarà possibile effettuare tutta una serie di pagamenti verso enti locali e pubbliche amministrazioni attraverso lo smartphone e in tutta sicurezza. Le somme dovute saranno infatti versate con tanto di avviso e ricevuta e il tutto sarà contrassegnato dal logo PagoPa, una sorta di bollettino di qualità. Al cittadino basterà scaricare l’applicazione.

Perché tutto il sistema vada a regime c’è ancora un anno di tempo. Ma se dal lato della Pubblica amministrazione si scontano lentezze, sull’altro fronte, istituti e circuiti del credito fanno passi avanti, si deve soprattutto a loro infatti l’implementazione della prima applicazione che permetterà di utilizzare i pagamenti digitali per multe, tasse e oneri vari.

A far scattare il countdown relativo ai pagamenti elettronici ci ha pensato l’associazione Cashlessway, dedicando un convegno al tema, tenutosi alla Camera e dove, per rimarcare il ruolo di PagoPa come pilastro della strategia per il digitale, c’era anche il ministro della P.A, Marianna Madia. «L’innovazione tecnologica rende il Paese più semplice e riduce i divari tra i ricchi e i poveri, rendendo a tutti accessibili i servizi pubblici», ha dichiarato nel suo intervento spiegando che questo tipo di operazioni «eliminano i blocchi che ostacolano chi ha meno possibilità economiche».

Chi ha aderito

A supervisionare l’intera operazione c’è l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), il cui direttore, Antonio Samaritani, facendo il punto della situazione, ha chiarito come per ora al sistema «abbiano aderito 10 mila enti su poco più di 20 mila, siamo quindi a una copertura del 50%, ma – assicura – al massimo per gennaio arriveremo al 100%». Insomma niente più anarchia ma uno sportello unico digitale, e quindi senza file, per ogni pagamento: bolli auto, ticket sanitari, multe, bollette.

L’andamento delle adesioni al sistema nell’ultimo mese è stato effettivamente in crescita, essendosi registrate circa 100 adesioni al giorno. Ad aumentare però è anche il numero dei servizi messi a disposizione di cittadini e imprese da parte di Enti e PA centrali e locali: circa 800 sono i comuni che hanno aderito al nodo tramite Unioncamere per il pagamento degli oneri SUAP (Sportello Unico Attività Produttive). Ma il sistema di pagamenti elettronici è in corso di implementazione anche da parte di INAIL per quanto riguarda il pagamento online dei contributi volontari per le casalinghe.

Tra gli enti che hanno già aderito ci sono anche Equitalia Spa, INPS per il  versamento dei contributi volontari relativi al sistema pensionistico e 19 tra regioni e province autonome per il pagamento di bollo auto e ticket sanitario. Le PA centrali sono presenti con 10 ministeri, 2 enti previdenziali e assistenziali e 52 altre amministrazioni.

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8.500 scuole nel network “PagoinRete”

A dare una grossa mano alla crescita del progetto è stato sicuramente il sistema delle istituzioni scolastiche. Il Miur, infatti, in collaborazione con AgID ha realizzato una specifica piattaforma applicativa denominata “PagoinRete” che colloquia con PagoPA e consente alle oltre 8.500 scuole italiane di aderire al sistema dei pagamenti elettronici in un unico momento. Grazie a questa piattaforma la segreteria scolastica può configurare i propri avvisi telematici di pagamento in relazione ai contributi richiesti per tasse e servizi scolastici. Gli avvisi di pagamento sono messi a disposizione di genitori e alunni che possono selezionarli e pagarli online utilizzando il canale e lo strumento di pagamento preferito. Il processo si completa con l’invio di notifiche che confermano l’avvenuto pagamento. La piattaforma “PagoinRete”, già in fase di sperimentazione per le prime scuole aderenti sarà resa disponibile progressivamente per tutte le istituzioni scolastiche nel corso del 2016 favorendo l’informartizzazione dell’intero sistema dei pagamenti scolastici.

Confindustria: «innovando la Pa si sconfigge l’evasione»

Una tecnologia che sia capace di rendere il rapporto tra Fisco e cittadino più sicuro e trasparente non può che essere anche un’arma vincente della lotta all’evasione. L’appello a un maggiore utilizzo dell’innovazione anche nella Pa viene dal Centro studi Confindustria che ha dedicato al fisco più di metà del suo ultimo documento sugli scenari economici del Paese. Nella sua presentazione, Andrea Bolla, il presidente del Comitato tecnico di Confindustria per il fisco ha infatti spiegato che «la tracciabilità non basta se non si incentiva la moneta elettronica, l’uso del denaro contante non ha una valenza negativa, invece della logica del sospetto sarebbe più saggio incentivare il pagamento elettronico per qualsiasi importo».

Altro strumento che potrebbe aiutare molto a combattere il fenomeno evasivo è un miglior utilizzo delle banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate: «va realizzata una base dati che possa essere agevolmente aggiornata in modo da garantirne la qualità, evitando continue azioni di bonifica di milioni di dati dopo la fase di acquisizione e soprattutto è indispensabile l’integrazione o l’interoperabilità dell’Anagrafe Tributaria con le banche dati delle Amministrazioni pubbliche», ha concluso Bolla.

Mariachiara Furlò
@mariachiarafur

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