La prima vita di Elon Musk quando, a 28 anni, aveva fondato la prima startup fintech del mondo: PayPal

La vera storia di PayPal, la seconda startup di Elon Musk. Dalla sfida alle lobbies, all’incontro (e le liti) con Peter Thiel, fino all’exit a eBay (quando lo avevano già fatto fuori dalla sua azienda)

In un video della CNN vediamo un giovane Elon Musk all’indomani dell’affare milionario con cui ha ceduto la sua prima startup a Compaq, mettendo in tasca 22 milioni di dollari, così come lo abbiamo lasciato nella prima parte di questa nostra storia a puntata.

Musk ha organizzato tutto nei minimi dettagli. Ha chiamato la televisione per mostrare il suo nuovo acquisto, la McLaren F1 sport che ha comprato per 1 milione di dollari. Ma l’intervista non è solo l’occasione per celebrare un suo traguardo materiale, ma per parlare del suo nuovo business, quello che avrebbe rivoluzionato il mondo della finanza, PayPal.

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A 20 anni poteva campare di rendita. E invece…

«Avrei potuto con i miei primi soldi comprare un’isola delle Bahamas e vivere di rendita, ma quello che più mi interessa è costruire nuove aziende», spiega all’interno della clip.

Dopo il primo affare con Zip2, è alla ricerca di un settore con tonnellate di soldi disponibili e molte inefficienze. Quale scelta migliore di quello finanziario? D’altronde Musk conosce la finanza dall’interno. Per qualche anno ha lavorato come stagista presso la Bank Nova of Scotland, imparato nozioni basilari di come funziona quel mondo (o meglio dei suoi mal funzionamenti) e conosciuto persone valide che poi sarebbero confluite nel suo nuovo business.

X.com la seconda startup (che diventerà PayPal)

Il piano di Musk è ambizioso: vuole creare la prima banca online della storia e solo pochi mesi dopo l’exit della sua prima startup, fonda la sua nuova azienda, che si chiama X.com. L’obiettivo della neosocietà è creare dei canali per acquistare beni online in pochi click, senza dover digitare le proprie credenziale della carta di credito, ma inserendo una semplice email. Oltre a questo X.com fornisce alcuni servizi finanziari, come conti correnti e libretti di risparmio, tutto sulla Rete.

Per realizzare la sua idea non bada a spese. Investe 12 milioni di dollari del suo patrimonio, restando con “soli” 4 milioni per uso personale. Ashlee Vance, nella biografia su Elon Musk, si chiede chi avrebbe rischiato tanti soldi proprio per un business così incerto come l’online banking: «Questa è la differenza tra Elon Musk e altri imprenditori. Il coraggio di investire cifre folli di tasca propria», scrive Vance.

Nella prima parte dell’avventura Musk trascorre la maggior parte del tempo a creare il miglior team possibile, mette in piedi una squadra di ingegneri di talento che avevano lavorato per lui su Zip2, e alcuni rappresentanti del mondo bancario conosciuti alla Bank of Nova Scotland, come Harris Fricker e Cristopher Payne. Come molte storie di business di successo in Silicon Valley, anche quella di PayPal inizia in un appartamento, dove Musk, Fricker e Payne preparano quello che è il business plan di X.Com. In seguito si sposteranno al numero 349 dell’University Avenue di Palo Alto.

Quanto pesavano le lobbies

Più mettono piede nel mondo finanziario, più si rendono conto che le normative e le lobby rendono quasi impossibile creare una banca online. Intanto, nascono le prime frizioni nel gruppo. Fricker non ama l’esposizione mediatica di Musk che continua a fare interviste “promettendo mari e monti”. Le incomprensioni tra i due crescono fino al momento in cui Fricker decide di abbandonare la barca per creare una sua azienda. Con lui vanno via anche alcuni ingegneri che aveva portato nel gruppo di lavoro.

«C’erano milioni di motivi e leggi per convincere Musk a rinunciare a X.Com.  Ma a lui non importava. Mi ha guardato e mi ha detto: “Ci serve nuova gente da assumere”», racconta Julie Ankenbrandt, una delle prime impiegate di X.Com.

Musk ha bisogno di più soldi e incontra Moritz, un famoso investitore di Sequoia Capital, che decide di sostenere il suo progetto, assumendo poi la carica di CFO. Settimana dopo settimana, Musk assume sempre più ingegneri e la sua vision inizia a tramutarsi in realtà. Decisivo l’accordo con Barclays per ricevere le prime licenze bancarie. Musk offre 100mila dollari dei suoi soldi per testare il servizio. Le cose funzionano bene e la notte prima del Giorno del Ringraziamento, X.Com va online.  Agli utilizzatori del servizio offre 20 dollari in cash da spendere online a altri 10 se portano nuova gente.  In poco tempo circa 200mila persone iniziano a usare X.Com come canale per fare acquisti.

Quando si mette in affari con Peter Thiel

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Ma Musk non è il solo a lavorare su un’idea rivoluzionaria nel settore. Altri due talenti che rispondono ai nomi di Peter Thiel e Max Levchin stanno lavorando a un sistema di pagamenti simile con una startup di nome Confinity.

All’inizio i rapporti tra loro sono cordiali, tanto che Confinity lavora in un ufficio di proprietà di X.Com. Ma poi la competizione ad accaparrarsi l’ultimo cliente diventa spietata. Confinity si trasferisce in un nuovo ufficio e spende milioni di dollari per catturare nuovi utenti. Dopo un periodo di concorrenza, i tre leader decidono di fondere le loro compagnie. Una scelta che conviene a tutti. Thiel e Levchin hanno una soluzione migliore sui pagamenti rispetto a X.Com, ma hanno finito praticamente i soldi.  Musk ha ancora tanto cash e ha altri prodotti bancari più sofisticati da offrire.

La chiusura dell’affare porta nuovi soldi in azienda con Deutsche Bank e Goldman Sachs che investono 100 milioni nel business, che ora può contare su più di un milione di utenti.

Viene fatto fuori da PayPal, l’azienda che ha fondato

Ma la fusione porta con sé i primi problemi. Gli ingegneri di Confinity e quelli di X.Com, non vanno d’amore e d’accordo. Ad aggravare la situazione ci sono le differenze di vedute tra Musk, Thiel e Levchin, soprattutto su due punti. Sul nome per esempio (usare PayPal, il nome del servizio di pagamento di Confinity,  o il vecchio brand) e sulla struttura (se servirsi di software Linux o abbracciare Windows, come vuole Musk).

Anche questa volta le cose finiscono nel peggiore dei modi. Thiel dà le dimissioni. Allo stesso tempo si incontra con i suoi ingegneri per fare fuori Musk, che è il Ceo dell’azienda dalla fusione. Il gruppo dei “dissidenti” si incontra una notte al pub Fanny & Alexander e decidono di offrire il ruolo di Ceo a Thiel e mettere Musk alla porta.

Musk viene defenestrato nel peggiore dei modi, a sua insaputa, mentre è in vacanza con sua moglie: «È questo il vero problema delle vacanze», dichiara con sarcasmo a Fortune sull’episodio.  E si ritrova come maggiore investitore nell’azienda, ma senza un vero potere decisionale. Ciò malgrado accetta la nuova situazione, ma non subito. Dopo una serie di liti con Thiel e Levchin, decide di fare un passo indietro e continua a investire nell’azienda: «C’erano una serie di cose importanti che pensavo potessero accaderer senza di me alla guida. Poi ho parlato con Max e Peter e mi è sembrato che anche loro fossero sulla mia lunghezza d’onda. Allora mi sono detto, “Non è la fine del mondo”»

La guerra di PayPal con Thiel

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Sulla rivalità Musk-Thiel si sono scritti fiumi di inchiostro. In un libro dal titolo The PayPal Wars, Battels with eBay, The Media, the Mafia, and the Rest of the Planet Earth, Eric Jackson, autore del testo ed ex impiegato di Confinity, ci va giù duro.

Ne esce fuori un ritratto non proprio edificante, che esalta il ruolo di Thiel nella costruzione di PayPal, e dipinge Musk come un egocentrico, testardo, anche un po’ “stronzo” e incapace di prendere decisioni giuste per l’azienda.

Il libro fa partire un mare di polemiche tanto che costringe Musk a scrivere una lettera in cui spiega il suo ruolo determinante in PayPal, come investitore e creatore. E soprattutto sottolinea la sua abilità nell’aver scelto gli uomini determinanti nella costruzione del business, portando l’azienda da 60 a diversi centinaia di impiegati. Anche se la versione di Jackson è troppo di parte, molti degli ex dipendenti concordano nel ritenere che la guida di Musk avrebbe portato il business alla rovina. Le sue idee sul brand, sull’infrastruttura tecnologica e il suo sottostimare il rischio frodi, avrebbero causato molti problemi all’azienda.

La storia ha comunque un lieto fine per tutti. PayPal viene venduta a eBay per 1,5 miliardi in azioni. A Musk, che detiene l’11,7% delle azioni, vanno 165 milioni.

La “PayPal Mafia”

Secondo Vance, uno dei più grandi meriti di Musk con PayPal è di aver creato un gruppo straordinario di menti, ingegneri e sviluppatori. Hoffman, Thiel, Botha, Levchin, sono emersi negli anni come alcuni dei più grandi venture e  imprenditori della Silicon Valley.  Mentre i software inventati dallo staff di PayPal sono oggi usati per combattere le frodi online e il terrorismo internazionale da CIA e FBI. Questa collezione di supercervelli è passata alla storia come PayPal Mafia poiché include la ruling class della Silicon Valley.

To be continued…

Giancarlo Donadio

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