Da zero a terzo uomo più ricco del mondo. Storia di Warren Buffett

Si era dato l’obiettivo di diventare ricco entro i 30 anni, e c’è riuscito. Oggi Buffett ha un patrimonio 64,5 miliardi di dollari, ma tutto è iniziato da un libro…

Quando incroci in rete le foto di lui che mangia un gelato o che suona l’ukulele fai fatica ad associare la figura sobria di Warren Buffett a quella del magnate che controlla una fortuna di 64,5 miliardi di dollari. Eppure è così. Buffett è il ceo di Berkshire Hathaway, la holding con sede a Omaha, in Nebraska con 331mila dipendenti e attiva in più di 70 tipi di business. Nella città dove oggi c’è il quartier generale della sua azienda, nel 1930, Warren Buffett è nato. Lì frequenta la scuola elementare e da quel posto dipende anche il suo soprannome, quello di “Oracolo di Omaha”.

Warren Buffett, chairman of Berkshire Hathaway, Business Wire's parent company, speaking, Wednesday Feb. 6, 2008 in Toronto, Ontario, Canada, to members of the investor relations and corporate communications community invited by Business Wire to mark the opening of their expansion into Canada. Photographer: Norm Betts/Bloomberg News

Diventare ricco a 30 anni

Suo padre, Howard, viene eletto al Congresso degli Stati Uniti. Per questo nel 1942 la sua famiglia si traferisce a Fredricksburg, Virginia e Buffett continua gli studi a Washington D.C. Già da giovane appare evidente che il suo futuro sono gli affari. A cominciare da quelli di famiglia, nel negozio del nonno. Nel 1942 pronuncia la sua profezia: «Diventerò milionario entro i miei 30 anni. In caso contrario mi butterò dall’edificio più alto di Omaha». E così è stato, perché oggi Warren Buffett è il terzo uomo più ricco al mondo, dopo Bill Gates e Amancio Ortega.

Piccolo businessman

Ha solo 11 anni quando acquista le prime azioni di Cities Service. All’età di 17 anni, Warren è già in grado di vendere la sua prima attività e di ottenere del profitto: cede a un veterano di guerra i tre biliardini che aveva comprato e posizionato in tre diversi negozi di barbieri, guadagnando 1200 dollari. Sono solo esempi di quanto sia incline a diventare un businessman. Nel frattempo consegna giornali e fa altri lavoretti che gli consentono di accumulare parecchi risparmi. È l’inizio della sua fortuna. Ma è ancora presto per dedicarsi solo a come fare soldi. Il padre insiste perché studi. E così si iscrive all’Università della Pennsylvania, poi a quella del Nebraska-Lincoln e infine alla Columbia dopo non essere stato accettato dalla Harvard Business School.

Il libro che gli ha cambiato la vita

Si forma nei corsi tenuti da Benjamin Graham e comincia a sognare Wall Street. È proprio un libro di Graham ad ispirarlo, The Intelligent Investor, che lui definirà poi il miglior investimento della sua vita. I tempi, però, non sono ancora maturi. Torna nella sua Omaha e lavora come agente di borsa. Nel frattempo si sposa con Susan Thompson e ha la sua prima figlia, Susie. Nel 1954 accetta di lavorare come partner di Graham con uno stipendio di 12mila dollari all’anno. Ma appena due anni dopo Buffett capisce che è giunto il momento di mettersi in proprio. Investe insieme a molti membri della sua famiglia nella Buffett Partnership Ltd. Con gli anni la sua compagnia cresce, acquisendo aziende in difficoltà e nel 1962 Buffett è ufficialmente un milionario. La sua profezia si è avverata.

ukulele

Mette soldi nel’editoria e nella Coca Cola

Buffett comincia a investire nell’azienda tessile Berkshire Hathaway. Si sposta poi nel settore delle assicurazioni e comincia a modificare la natura dell’azienda che aveva acquistato. Nel 1966, ad esempio, compra azioni del Washington Post dando il via ai suoi investimenti in campo editoriale come quelli in Abc e Buffalo Evening News. Ma uno degli affari maggiori arriva nel 1988 quando Buffet compra il 7 per cento di The Coca Cola Company, l’investimento che forse gli frutterà di più e che ancora oggi continua a difendere nonostante i rischi per la salute connessi alla famosa bevanda: «È probabile che il mio corpo sia fatto per un quarto di Coca Cola a questo punto», dice. La sua azienda fa il salto di qualità e lui, aiutato dal suo vice Charlie Munger, diventa miliardario. Negli anni Novanta la sua ricchezza cresce sempre di più e nel 1998 la Berkshire Hathaway compra la compagnia assicurativa General Re. Ma come tutti i miliardari che si rispettino, nemmeno a Warren Buffett mancano i guai con la giustizia. Il motivo è il suo coinvolgimento in un caso di frode con protagonista la compagnia Aig. Nel 2010, la Berkshire Hathaway riesce, però, a uscire pulita dalla vicenda.

Come Gates e Zuckerberg, l’85% del patrimonio in beneficenza

Il ceo di Berkshire Hathaway gode anche della fama di grande filantropo. Nel 2006 annuncia di voler destinare l’85 per cento del suo patrimonio alla Bill and Melinda Gates Foundation. E da quell’anno ogni luglio la fondazione ottiene il 5 per cento della sua fortuna a patto che la reinvesta in attività benefiche. La sua stessa decisione è stata presa anche da Bill Gates e Mark Zuckerberg che nel 2010 hanno firmato un impegno a donare in beneficenza almeno la metà dei propri averi. È il fenomeno che alcuni commentatori hanno definito filantrocapitalismo. La Berkshire Hathaway oggi vale 328 miliardi di dollari. E anche se la maggior parte delle azioni non è più di proprietà di Buffet, il suo patrimonio è ancora da capogiro.

«Sii avido quando gli altri hanno paura»

Durante la crisi dei mutui subprime Buffett riceve alcune critiche sulla stampa per aver riallocato i suoi capitali in America troppo presto. Spiega la sua decisione in uno scritto dal titolo “Buy American. I am” con una battuta: «Sii avido quando gli altri hanno paura». I fatti gli danno ragione e nel 2008 Forbes lo incorona uomo più ricco del mondo nonostante le considerevoli perdite subite dalla sua società. Intanto continua a investire: compra il 10% di Goldman Sachs, poi General Electric e IBM, solo per citare i nomi più noti. In tutta la sua lunga storia di imprenditore ha sempre spiegato le sue decisioni d’affari agli azionisti della sua compagnia attraverso delle lettere ormai divenute celebri.

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Warren Buffett, l’investitore “analogico”

Il magnate americano ama il bridge e il football e non va tanto d’accordo con cellulari e computer. È un uomo d’affari d’altri tempi che ha deciso di puntare su olio, petrolio, tabacco, evitando di investire in social media come Google e Facebook perché il loro valore futuro è difficile da stimare. La sua compagnia è la quinta per valore negli Stati Uniti e controlla aziende come Geico, Fruit of the Loom, Dairy Queen. I suoi affari riguardano Kraft Foods, Heinz, Burger King e la catena di caffetterie Tim Hortons.

Vive nella stessa casa da quasi 60 anni

Warren Buffett è un uomo ironico ed è un grande comunicatore. Alcuni suoi comportamenti sono considerati inusuali per un uomo di quella fama. Eppure in ogni sua azione c’è un calcolo preciso. Anche dietro a quell’ukulele che in mano a lui risulta così buffo. Quello strumento gli è valso la conquista della moglie e spesso lo ha suonato all’incontro annuale degli azionisti in Nebraska oltre che in televisione accanto a Jon Bon Jovi, Paul Anka e Bono. È stato uno dei primi investimenti di Buffet e forse uno dei più duraturi.

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Warren Buffett continua a vivere nella casa acquistata nella periferia di Omaha nel 1958. «La mia macchina automaticamente torna qui. Se tentassi di portarla da qualsiasi altra parte, non ci andrebbe», ha detto in un’intervista per la Cbs. Per anni divide quella dimora con la moglie Susan e i suoi tre bambini, Susie, Howard e Peter. Poi, però, i due coniugi si separano anche se rimangono legalmente sposati fino al 2004, anno in cui Susan muore. Dal 1977 Warren ha però vicino un’altra donna, Astrid Menks che sposa nel 2006. Ad aprile del 2012 Buffet annuncia di essere malato di cancro alla prostata. Malattia che lui stesso dice di aver superato nel settembre di quell’anno. Per quanto riguarda la politica, ha sempre parteggiato per i Democratici: ha sostenuto Obama nel 2008 e ha annunciato il suo endorsement a Hillary Clinton per le prossime elezioni presidenziali Usa.

Lara Martino
@martinolara

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