Dall’exit a eBay agli affari con la Cia. Storia di Peter Thiel, il papà di PayPal

Ha lasciato ogni incarico nella società che ha fondato, PayPal, e oggi è uno dei più influenti investitori del tech. E' stato tra i primi, 12 anni fa, a scommettere su Facebook (investendo 500K)

È sempre stato bravo a muovere le sue pedine Peter Thiel. Da piccolo era un campione di scacchi, uno dei migliori giocatori under 21 degli Stati Uniti. E da grande è riuscito a fare due o tre mosse che hanno significato la sua fortuna. La prima, la più fortunata di tutte, è stata fondare nel 1998 PayPal, la piattaforma di pagamento on line più famosa al mondo. Oggi il suo patrimonio arriva a 2,7 miliardi di dollari: Thiel è al decimo posto nella lista Midas di Forbes, il ranking annuale degli investitori nel settore tech e scienza.

Fortune Brainstorm TECH 2012

Peter il giornalista (liberal, e con 2 lauree)

Si iscrive alla Stanford University, dove nel 1989 si laurea in filosofia. Forse nemmeno lui avrebbe immaginato di diventare uno degli uomini più ricchi al mondo e un importante investitore. Ma l’attitudine del leader un po’ contro corrente ce l’ha sempre avuta, sin da quando nelle aule del college fonda il giornale universitario Stanford Review. È il 1987. In quel periodo porta avanti vere battaglie ideologiche per affermare i suoi principi ultra-liberali. E arriva a scrivere un libro intitolato “The Diversity Myth: “Multiculturalism” and the Politics of Intolerance at Stanford”, su quella che considera una delle più grandi ipocrisie della sua università: la political correctness. Nel frattempo continua gli studi e diventa dottore in legge nel 1992.

Peter Thiel (a sinistra) e Elon Musk (a destra)

Arriva Elon Musk, nasce PayPal

Tra le aule universitarie Thiel conosce Elon Musk che diventerà suo amico e socio. Col genio di origini sudafricane condivide anche le idee liberali. Nel 2000 decidono di unire le forze: la sua startup Confinity (così si chiama all’inizio PayPal) si fonde con la società guidata da Musk, X.com. Appena 2 anni dopo al Café Venetia, nel centro di Palo Alto in California, Thiel e Musk si incontrano: PayPal viene aperta a investitori istituzionali. Musk decide di andare via da PayPal e fondare SpaceX. Non senza qualche risentimento: avrebbe voluto portare PayPal dalla piattaforma Unix a quella Microsoft Windows. Negli anni successivi Thiel riserverà poi grandi attestazioni di stima al suo amico Musk, definendolo molto carismatico, intelligente e motivato.

L’exit a eBay e i primi 500K investiti su Zuckerberg

Nel 2002 Peter Thiel vende PayPal a eBay per 1,5 miliardi di dollari. E sposta il suo cavallo verso una casella che nessuno aveva visto fino a quel momento: Facebook. È la sua seconda mossa vincente. Il cofondatore di Napster, Sean Parker, presidente del nascente social network, è alla ricerca di investitori. Nell’agosto del 2004 avvicina Reid Hoffmann, altro compagno di college di Thiel e futuro fondatore di LinkedIn. Lui, però, rifiuta di investire in Facebook e decide di indirizzare Parker su Thiel. È così che Thiel fa la conoscenza di uno studente di Harvard, Mark Zuckerberg, un giovane programmatore che ha lasciato l’università per sviluppare una rete di comunicazione tra i suoi compagni.  Nessuno immagina quanti soldi sarà poi in grado di macinare il suo sito. In quel momento, però, Thiel decide di scommettere sulla sua startup. L’angel investment di Thiel è di 500 mila dollari e con quelli ottiene il 10,2 per cento della società. L’investmento è nella forma di un prestito che diventerà poi parte del capitale.

Thiel oggi, tra cybersecurity e investimenti milionari

Peter Thiel oggi ha un patrimonio di 2,7 miliardi. Ma dopo aver fatto la storia dei pagamenti online, non ha più nessun ruolo nella sua creatura PayPal. Oggi è il presidente di Palantir, fondata insieme ad Alex Karp, suo compagno di stanza alla scuola di legge di Stanford. Si tratta di un’azienda di analisi dei dati in grado di scovare frodi finanziarie e addirittura reti terroristiche. In Palantir investe addirittura la Cia, tramite il venture In-Q-Tel. Pare che Palantir abbia svolto un ruolo cruciale addirittura nella cattura di Osama bin Laden.

Thiel dà vita anche a un fondo, il Clarium Capital Management. E nel 2005 crea il Founders Fund, un venture capital che vale 2 miliardi di dollari, con sede a San Francisco. Si dà anche alla filantropia con un occhio particolare per l’intelligenza artificiale. Nel dicembre 2015 lancia insieme al suo compagno di college Elon Musk, OpenAI. Lo scopo dichiarato della compagnia di ricerca è quello di fare del bene all’umanità senza preoccuparsi sempre e solo del profitto economico. Cercando dei modi per non invecchiare, per esempio. Nel frattempo anche Max Levchin, il programmatore ucraino che ha contribuito a fondare PayPal, ha fatto una startup di lending, Affirm, sulla quale Thiel ha investito 100 milioni di dollari.

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Il consiglio del papà di Paypal: «Create monopoli»

Nel 2014 Peter Thiel si mette alla prova di nuovo con la scrittura. Nulla a che vedere con i saggi sul multiculturalismo prodotti in gioventù. Nel suo libro Zero-to-one si parla di business e di come le aziende appena nate possono affermarsi. Arriva anche a consigliare di lottare per creare dei monopoli: si riesce a vendere meglio qualcosa che le persone non possono trovare da altre parti. In questo è evidente l’influenza del filosofo René Girard e della sua teoria dell’imitazione: noi facciamo tutto perché lo fanno gli altri e questo porta alla competizione. A maggior ragione se le startup sono piccole e fluide e stanno ancora cercando il loro posizionamento sul mercato. Insomma, il giocatore esperto affianca i nuovi arrivati e dà consigli per vincere la partita. In fondo Thiel può permetterselo: i suoi scacchi già li ha dati più volte e sono i suoi investimenti vincenti a parlare per lui.

Lara Martino
@martinolara