Giancarlo Donadio

Giancarlo Donadio

Ott 26, 2017

ICO: il più grosso investimento potrebbe rivelarsi una bolla

Tezos, ICO da 400 milioni di dollari, rischia di naufragare per una lotta intestina nell'azienda. E intanto gli investitori tremano...

Battuta d’arresto per le ICO. La nuova forma di finanziamento per progetti innovativi che avviene via cripto moneta, affronta la sua prima vera crisi. Dopo aver raccolto in totale 2,2 miliardi per 11 progetti, c’è qualcosa che sta andando storto.

Il protagonista negativo della nostra storia è Tezos, una startup che è a lavoro su una nuova blockchain, che –  a detta degli ideatori – sarà più affidabile, sicura e scalabile, di quelle attuali.

I due fondatori del progetto, Arthur e Kathleen Breitman (in foto), hanno finanziato la neoimpresa attraverso una delle migliori ICO di sempre, raccogliendo più di 230 milioni di dollari. Una cifra che oggi grazie al recente aumento del valore di bitcoin ed ether, è cresciuta fino a toccare i 400 milioni.

Quella che è una bella favola è stata, tuttavia, rovinata da un possibile un conflitto interno tra i due startupper e la fondazione svizzera che si è occupata di raccogliere i fondi degli investitori diretta da Johannes Gevers. Tra accuse da una parte e dall’altra di abusi di potere e conflitti di interesse, il progetto è stato rimandato. I finanziatori rischiano di restare a bocca asciutta, mentre studi legali organizzano delle class action per tutelare gli investitori e denunciare la fondazione.

Insomma, un bel pasticcio nel quale si sono inserite anche le authority americane che accusano l’azienda di non aver rispettato le norme in materia di investimenti della SEC, la Security Exchange Commission.

Una lotta intestina

Reuters si sta occupando di raccontare tutti i conflitti che sono avvenuti all’interno dell’azienda. I due fondatori accusano Grevers di essersi assicurato un bonus sull’operazione diverso da quello stabilito in precedenza dai fondatori.

Allo stesso tempo Grevers  rimprovera ai due di intendere la fondazione come un bene personale e di minare così alla sua autonomia, mettendo in discussione i diritti degli investitori.

Che abbia ragione una o l’altra parte, i più penalizzati sembrerebbero essere stati gli investitori nella ICO: il protocollo della creazione della nuova blockchain è stato ritardato, così come una potenziale distribuzione dei nuovi token (detti tezzies) tra i partecipanti.

Nel frattempo il valore della nuova moneta, proprio a causa di queste lotte clandestine, è diminuito di ben il 27% negli ultimi giorni.

Le ICO non sono ancora sicure?

Lo aveva già anticipato un nostro esperto, Giacomo Zucco, proprio sulle pagine di StartupItalia!:  «Il primo rischio riguarda la strutturazione economica dell’offerta. Non è ben chiaro ancora cosa gli investitori ottengono in cambio di queste “coin”, questi token digitali che ottengono. A cosa danno diritto? A dividendi del progetto? Altro? Oggi chi compra i “coin” lo fa perlopiù per rivenderli sul mercato secondario a un prezzo maggiore. Gli investitori non sanno bene cosa stanno comprando e questo li espone facilmente a delle truffe».

«Altro rischio – sottolineato da Zucco – è quello di natura legale. Molte società potrebbero lanciare ICO per aggirare normative sugli strumenti finanziari».

La vicenda Tezos abbraccia entrambi i rischi. I due fondatori chiamano il contributo ottenuto donazione e non investimento. In totale il progetto ha raccolto circa 66mila bitcoin e 361mila ether.

Una strategia che hanno usato per evitare di non finire sotto i regolamenti stringenti delle authority: se si trattasse di un investimento bisognerebbe infatti passare sotto le normative della Securities and Eschange Commission, che sta già da tempo studiando le ICO per regolarle.

Malgrado questa misura precauzionale non tutti gli investitori in Tezos hanno ben in chiaro quest’aspetto. Come sottolinea Reuters, molti di loro, considerano il finanziamento come un vero e proprio investimento e non come una donazione. «Per me e per altre persone questo è un investimento e aspettiamo un ritorno», dichiara uno degli investitori maggiori a Reuters.

Dall’altra parte, c’è la probabilità che la ICO abbia violato l’U.S. Securities Act. Se questo verrà dimostrato, e ci sono già studi legali al lavoro, che i token di Tezos sono “titoli” offerti agli investitori senza una registrazione da parte della Securities and Exchange Commission (SEC), l’operazione rischia di essere annullata.

L’importanza della vicenda Tezos

La storia di Tezos, comunque si concluda, diventerà uno spartiacque nelle ICO. Se le cose andranno per il verso giusto, si potrà dimostrare la bontà di questa forma di investimento. Altrimenti, saranno adottate nuove norme per tutelare gli investitori. Norme che potrebbero stroncare sul nascere il fenomeno. Oppure volendo essere ottimisti, dare alle ICO una credibilità.