La blockchain va in pensione? Arriva Hashgraph | Intervista a Federico Tenga (Chainside)

Hashgraph è il progetto di Swirlds, una software house.  I due fondatori, Leemon Baird  e Mance Harmon spiegano perché la loro tecnologia è superiore alla blockchain.

È tempo di mandare in pensione la blockchain. È quello che pensano Leemon Baird  e Mance Harmon, ex docenti,  con ruoli manageriali  in diverse startup.  Hasgraph è la loro creatura: una tecnologia che vuole superare la blockchain e rappresentare il futuro delle transazioni sulla Rete. Scopriamo di più su cos’è e come funziona.

Hashgraph più veloce e sicura della blockchain?

Hashgraph è il progetto più importante della startup avviata da Baird e Harmon che si chiama Swirlds, una software house.  I due fondatori sono sicuri di aver “fatto il colpo del secolo” e spiegano in alcuni articoli sulla Rete perché la loro tecnologia è superiore alla blockchain.

Il primo vantaggio evidenziato dai due concerne la velocità. Hashgraph sarebbe 50mila volte più veloce della blockchain: 250mila transazioni per secondo contro le 7 per secondo della blockchain.

Il secondo dei vantaggi invece sarebbe legato alla procedura di consenso. Mentre nella blockchain un miner può manipolare l’ordine delle transazioni, in Hasgraph questo non sarebbe possibile.

Un altro dei vantaggi principali poi risiederebbe nell’opportunità di conservare solo le informazioni necessarie delle transazioni, limitando lo spazio di archiviazione oggi necessario da “(Bitcoin: 60GB) a una frazione di 1GB”. Una diminuzione che consentirebbe anche a uno smartphone di diventare un nodo della catena.

Federico Tenga (Chainside): «La differenza tra una Ferrari e una Jeep…»

Federico Tenga, è un esperto di blockchain e bitcoin: è il cofounder di Chainside, piattaforma per gestire i pagamenti in bitcoin. In queste settimane ha seguito da vicino la vicenda Hashgraph e spiega che idea si è fatto finora.

Cosa sappiamo davvero di Hashgraph?

«È sicuramente una tecnologia interessante. Tuttavia, ha vari elementi che inducono scetticismo. Prima di tutto é stata brevettata, non c’è ancora né un codice open source né una public ledger, che rende difficili la peer review. Inoltre, dal design sembra avere problemi simili ad IOTA (un’altra versione della blockchain, ndr): al crescere del network i costi di validazione potrebbero incrementare di molto, causando problemi di scalabilità».

Sarà superiore alla blockchain?

«Dichiarano di avere una tecnologia superiore alla blockchain, ma probabilmente quando entrerà in produzione ci si renderà conto che stanno solo proponendo un trade-off diverso fra sicurezza e performance. Insomma, una Jeep può essere superiore a una Ferrari in alcuni contesti, ma non hai inventato un nuovo tipo di macchina superiore».

In cosa potrebbe essere più efficace?

«Potrebbe risultare più performante in specifiche applicazioni, ma su questo abbiamo ancora pochi elementi per valutare. È difficile giudicare».