Payments: a che punto siamo e la startup finalista agli Italian Fintech Awards

Il mercato dei pagamenti italiano riceve sempre più attenzioni dall’estero, soprattutto dal Regno Unito. Una di queste, SOLO, è tra le finaliste agli Italian Fintech Awards di CheBanca!

Ci siamo! Tra poche ore sapremo quale  sarà la startup fintech a essere incoronata agli Italian Fintech Awards, promossi da CheBanca! competizione che premia le neoimprese con nuove idee nel campo finanziario. Al vincitore 25 mila euro e la possibilità di volare a Londra in due acceleratori, Level39 e Startup Bootcamp FinTech. Tra i tanti ospiti all’evento anche David Birch e il Ceo di Number26 Valentin Stalf.

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Pos e portafogli virtuali, tutto con uno smartphone

Il fintech ha cambiato per sempre il modo in cui acquistiamo e veniamo pagati. La disruption sta toccando ogni aspetto del processo di pagamento. Due in particolare. Innanzitutto, il mezzo: lo smartphone che sostituisce la carta di credito o il contante, e i nuovi Pos virtuali (maggiore facilità di accesso per i negozianti e costi minori sulle transazioni).

E in secondo luogo la tecnologia: Nfc, codici Qr o a barre fino alle ultime soluzioni via cloud. Come Hce, usata anche da Android: le credenziali di accesso per i pagamenti mobile sono conservati su un device hardware chiamato elemento protetto (secure element) inserito nella sim. La tecnologia Hce lo elimina e sposta tutto sul cloud. Niente più hardware, ma tutto avviene via software.Senza dimenticare la Blockchain che potrebbe aumentare la trasparenza e sicurezza negli scambi. E la biometrica come soluzione di pagamento (impronte , riconoscimento facciale, battito cardiaco) serviranno per effettuare pagamenti, lasciando nel dimenticatoio carte di credito e portafogli virtuali.

Solo

Come si può notare l’argomento è caldo e anche tra i finalisti nella competizione c’è una realtà che sta facendo la sua rivoluzione nel settore. La startup si chiamo SOLO è un Pos virtuale che consente a qualsiasi impresa di accettare pagamenti con carte, senza doverle strisciare in un supporto fisico. Basta comporre e condividere un link web (solo.sh/username) al proprio profilo pubblico e verificato con i clienti, che possono pagare da qualsiasi dispositivo. Costo: un’unica fee trasparente su ogni transazione. Nessun costo di attivazione né canone mensile.

Il 2016 l’anno del payment?

Stiamo parlando di un mercato immenso che è destinato ad essere un trend anche in Italia. Nel 2018 i pagamenti via smartphone potrebbero intercettare una base utenti tra i 2,7 e i 4,8 milioni di euro e un volume di transato tra i 3 e i 6 miliardi secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano.

«L’acquisto di beni e servizi via Smartphone traina il settore: cresce del 71%.  Crescono anche i pagamenti di bollette via Smartphone (+172%) e gli acquisti e prenotazioni nei trasporti: nel 2015 sono state vendute 6 milioni di corse in bus e 6 milioni di corse in car sharing. L’infrastruttura contactless è ormai pronta: i Pos sono raddoppiati (500.000 a fine 2015) e le carte abilitate passano da 12 a 20 milioni. Ma oggi solo 1 acquisto su 5 delle famiglie italiane è fatto in digitale e la gestione del contante costa all’Italia 9,5 miliardi di euro all’anno» secondo il report.

E crescono le startup protagoniste nel settore. Come Satispay, l’idea di Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta: app con cui chiunque abbia un conto corrente bancario di qualsiasi banca italiana può scambiarsi denaro con altri utenti privati e pagare per i propri acquisti nei punti vendita convenzionati facendo un “check-in” nel negozio in cui ci si trova, ha convenzionato più di 3.500 punti vendita e punta ad espandersi ancora in Italia ma non solo. Il servizio è davvero competitivo: gratuito per i privati e, per gli esercenti, sotto i 10 euro, poi 20 centesimi a transazione. 8,5 milioni di euro raccolti in 2 round di investimento.

E Jusp, l’idea di Jacopo Vanetti, il mobile Pos che rende facile per tutti i piccoli negozianti accettare pagamenti con elettronici tramite pc, tablet e smartphone. La startup dei mobile Pos ha siglato un accordo con Fastweb che porterà il dispositivo ai clienti dell’operatore.

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I numeri del payment nel mondo

Uno dei mercati più ricettivi è quello americano. Nel 2015 i pagamenti sul mobile hanno toccato la cifra di 8,71 miliardi, una spesa media di 376 dollari l’anno (secondo eMarketer). Non ci sono ancora report per il 2016, ma previsioni che parlano di una crescita che dovrebbe toccare i 27,05 miliardi di dollari alla fine di quest’anno con una spesa media di 721, 47 dollari.

Una crescita dovuta in gran parte al fiorire di soluzioni sul mercato. Apple Pay, Android Pay, Google Pay, Chase Pay, Walmart Pay, sono solo alcuni degli esempi di big che hanno puntato milioni e milioni di dollari sul settore.

Non solo big player, il panorama a livello mondiale è pieno di startup che puntano a diventare leader incontrastate nel settore e rottamare PayPal che, tuttavia, si sta difendendo molto bene. Nell’ultimo trimestre Le vendite sono salite del 19% con un utile netto di 425 milioni, nello stesso periodo lo scorso anno la cifra era di 353 milioni.

Tre le startup che hanno saputo distinguersi nel mercato del mobile. Stripe, l’idea di due under 30 irlandesi,  Patrick Collison, 27 anni, e suo fratello John, 25 anni, una stringa di codice che permette a ogni piattaforma di ricevere pagamenti, ha già una valutazione di 5 miliardi di dollari. Come Klarna, startup svedese di Sebastian Siemiatkowski, Niklas Adalberth, Victor Jacobsson che da pagare gli utenti con un indirizzo email, ha raccolto round per 290 milioni, tra gli investitori anche big venture come Sequoia Capital.

Senza dimenticare Square, la startup di Jack Dorsey, il papà di Twitter, che offre varie soluzioni nel payment tra cui un dispositivo che in modo semplice trasforma smartphone e tablet in Pos. 590 milioni di dollari raccolti e l’ingresso in Borsa lo scorso anno.

Il gigante cinese e la caduta degli unicorni

L’ultimo anno ha visto altri due protagonisti nel payment. Uno positivo: il gigante cinese che continua la sua corsa inarrestabile, solo nel 2014 ha fatto girare 3,6 miliardi di dollari con l’80% delle transazioni in mano ad Alipay, il sistema di pagamenti mobile del colosso dell’e-commerce Alibaba, e tra gli altri player in campo c’è anche Tenpay di Tencent. Mentre Apple e Samsung provano a sgomitare con l’agguerrita concorrenza e prendersi una fetta del mercato.

E sempre in Cina si sono arenati i sogni di una startup del payment che ha avuto un’ascesa straordinaria e un declino, Powa Technologies di , pioggia di milioni, valutazioni miliardarie e poi la bancarotta.

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