Redazione

Mag 30, 2016

30 miliardi a chi rottamerà per sempre le password. Inizia l’era della biometria

Entro 5 anni pin e password potrebbero essere davvero solo un ricordo. Merito dell'accelerazione tecnologica su impronte digitali, riconoscimento vocale e lettura dell'iride. La biometria, in 4 trend

È un mercato che potrebbe raggiungere il valore di 30 miliardi di dollari entro il 2021. La biometria, le tecnologie per l’autenticazione, dalla lettura delle impronte digitali a quella dell’iride, è uno degli hype del momento, nel quale pullulano soluzioni che fino a qualche anno fa incontravamo solo nei film di fantascienza. Due gli obiettivi: ridurre il rischio di frodi ed eliminare le password dalla vita dell’uomo.

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Tante le banche che la testano

Le più attive sono le banche asiatiche. Secondo il sito LTP, due istituti finanziari DBS di Singapore e OCBC cinese, hanno annunciato che offriranno il riconoscimento vocale come soluzione per autenticarsi durante le telefonate al customer service. Lo scopo qui è di tagliare il tempo che i clienti trascorrono a telefono per le procedure di autenticazione. Con la tecnologia gli utenti potranno telefonare alla banca ed essere riconosciuti in meno di 15 secondi. OCBC sta già testando la soluzione dall’aprile di quest’anno, mentre DBS aspetterà la fine del 2016 per lanciare il servizio. Non solo Asia. Altre istituzioni come l’istituto finanziario canadese,  BMO, stanno lanciato il primo programma nel settore delle carte di credito. Il sistema, testato prima in Canada e poi negli Stati Uniti, consentirà agli utenti di  realizzare transazioni e verificarle attraverso il riconoscimento facciale e le impronte digitali. Anche Citigroup ha annunciato che proverà la tecnologia, riconoscimento vocale per 1 milioni dei suoi clienti asiatici nei prossimi 12 mesi.

Quanto cresce il mercato della biometria

Nell’ambito dei 30 miliardi del valore del mercato entro il 2021, una porzione, 2 miliardi, sarà occupata da sensori per il riconoscimento delle impronte digitali, questa la proiezione degli analisti di LTP. Il settore è strettamente legato all’aumento del volume delle transazioni su mobile. Secondo il report del Biometric Research Group i progetti che inseriranno la biometria nei dispositivi mobili potranno generare una revenue di  9 miliardi di dollari. Il settore su cui puntare è senza dubbio quello bancario.  Lo dice uno studio di HID Global stima che le revenue totali della biometria offerta al settore bancario mondiali raggiungerà il valore di 2,2 miliardi alla fine del 2016.

La lotta al cybercrime

Le password sono in crisi, uno strumento di sicurezza diventato ormai obsoleto. Parole sempre più complesse, combinazione lettere e numeri che non ci fanno, tuttavia, sentire più al sicuro da violazioni e furti di dati: «Il cybercrime e la frode sono le aree a maggiore crescita nell’ambito della criminalità ed è proprio la vulnerabilità nelle procedure tradizionali di autenticazioni a determinare l’incremento del giro di affari illegale» svela Andrew Churchill di Midas, gruppo che si occupa di garantire la sicurezza digitale degli istituti finanziari. In questo senso l’adozione della biometria potrebbe ridurre di molto i casi di frodi e violazioni.

Scenari e trend

1. Touchless sensing technology

Secondo LTP è un trend da tenere sotto osservazione. L’uso di sensori touchless con sistemi per scannerizzare le impronte che si combineranno con la tecnologia in 3D, potrebbe risolvere molti dei problemi legati a questo tipo di procedura di autenticazione. Per quanto uniche, le impronte digitali non sono così difficili da copiare, e realizzarne una copia in silicone basta per violare il sistema.

2. Smart card

Ci sono più di 2,5 miliardi di carte di credito in circolazione e i costi delle frodi nel settore sono in aumento, svela LTP, che vede il settore delle smart card come «uno dei più promettenti, legato all’ambito dei sensori per le impronte digitali. Qui domanda per soluzioni hitech potrebbe essere ancora più forte di quella del mercato del mobile».

3. Behavioral biometrics

È un ramo ancora più specifico della biometria cosiddetta fisica (riconoscimento vocale, faccia, impronte digitali). Qui oltre ai fattori biologici rientrano nei processi di autenticazione anche il modo con cui ogni persona si interfaccia al dispositivo, come accede alle informazioni (la velocità delle azioni, l’uso del dispositivo (come un utente muove il mouse, per esempio), l’analisi della firma, eccetera. La BehavioSec, azienda scandinava, è una delle più attive nello studio di soluzioni nel settore.

4. Biometria e cloud

Un altro campo che potrebbe esplodere nei prossimi anni è l’autenticazione che lega la biometria alle soluzioni cloud. Un’ integrazione che può velocizzare le procedure di identificazione e aumentare la sicurezza: i  dati vengono trasmessi sul cloud invece di salvarli su un file locale a cui tutti potrebbero avere accesso.