Redazione

Apr 28, 2016

Caro avvocato, mi chiamo blockchain: vorrei rottamarti

Il futuro si chiama smart contract, i contratti digitali che viaggiano sulla blockchain ed eliminano molti passaggi attualmente in mano agli avvocati

Riusciranno la blockchain e la rete peer-to-peer a diventare il mezzo preferito per stipulare contratti, aumentare la fiducia tra le parti e ridurre drasticamente il numero di dispute legali? E’ la questione che pone il sito CableLabs.

avvocato sordi

Blockchain e smart contract

Secondo i sostenitori e gli studiosi del fenomeno blockchain, in futuro gli smart contract diventeranno il mezzo preferito per stipulare contratti e creare rapporti giuridici tra persone. Ma cosa sono? Sono software che si sostituiscono ai documenti tradizionali e girano sulla blockchain, una sistema peer-to-peer che non centralizza i dati in un singolo archivio gestito da terze parti (pensate alle assicurazioni o ai notai), ma distribuisce le informazioni su tutta la rete di utenti che fanno parte. Con la blockchain potrai scrivere un contratto tra due soggetti, stabilire determinate condizioni e solo se si verificano sbloccare alcune proprietà (come bitcoin o altre forme di moneta).

3 vantaggi degli smart contract

Con gli smart contract potrebbero arrivare effetti immediati in tanti campi:

1. La riduzione di truffe e corruzione, non c’è una terza parte che potrebbe manipolare le informazioni, tutto gira su una rete in cui le operazioni possono essere tracciate e verificate.

2. La diminuzione dei costi: manca l’intermediario e quindi questo porta a un risparmio dei costi e dei tempi di controllo di garanti e intermediari.

3. La garanzia della privacy, chi stipula un contratto, come una polizza potrà restare nell’anonimato senza dover fornire alcuni tipi di informazione.

Meno bucocrazia, più velocità

CableLabs fa un esempio di come potrebbe essere uno smart contract in azione. Prendiamo il caso che tu voglia acquistare un macchina e ci sia qualcuno dall’altra parte che vuole vendere. Ora ci sono rischi da ambo le parti per il compratore (se il proprietario è davvero il possessore dell’auto, se ci sono ipoteche sul mezzo, se il contachilometri non è manomesso o il motore…) e per il venditore (se tu hai o meno i soldi che dici di possedere, per esempio). Ora in un mondo in cui sempre di più i nostri dati saranno connessi alla rete, pensate a quanto diventerà smart la nostra auto nel prossimo futuro, tutte queste informazioni saranno registrate in automatico sulla blockchain che potrà offrirti insieme tutti i dati di cui hai bisogno: se la macchina è in buone condizioni, se ha tutti i documenti a posto, e se i soldi per l’acquisto ci sono o meno. Insomma, fare in automatico tutte queste operazioni di controllo che richiedono tempo e fatica.

Oppure pensiamo ai rimborsi in caso di voli in ritardo. Invece di compilare i cavillosi documenti che le assicurazioni richiedono per accedere ai soldi si potrà usare uno smart contract e far viaggiare la polizza assicurativa sulla rete peer-to-peer. Lo smart contract utilizza informazioni reperibili sul Web, grazie a servizi, e verificare se la richiesta del passeggero, il ritardo o la cancellazione del volo, è reale o fasulla, senza il giudizio o controllo di essere umani. Riducendo i tempi del rimborso e aumentando la soddisfazione dei clienti.

Più fiducia, meno contenziosi

La blockchain può mettere a rischio gli avvocati? No, secondo CableLabs, anche se i professionisti della legge dovrebbero seguire di più le evoluzioni della tecnologia. “Gli avvocati del futuro dovranno imparare il coding insieme al latino” è un po’ la provocazione del sito che poi conclude: “Gli smart contract non elimineranno la necessità del ricorso agli avvocati, ma contribuiranno di sicuro a ridurre il numero delle cause legali”.