Si chiama “robo-advisor”, è la mossa di Snapchat per gestire i nostri soldi (e fregare Facebook)

Così Snapchat si prepara a fare sul serio sul fintech (grazie all’aiuto di Square, i cugini di Twitter)

Snapchat, diventato popolare per il sistema di messaggistica istantanea i cui contenuti si auto-distruggono, è molto più di un social network o di una semplice chat. Almeno nelle intenzioni. L’applicazione di Evan Spiegel si è fissata obiettivi che sono piuttosto chiari: arrivare a gestire anche le finanze dei suoi utenti. La rincorsa a Facebook dunque corre anche sul terreno del fintech.

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Un “robo-advisor” per sorpassare Facebook

Facebook che oramai sta per essere raggiunto sui numeri dei video. Sono 7 miliardi ogni giorno quelli riprodotti sulla piattaforma, tra cui tra gli ultimi arrivati anche quello ufficiale della Casa Bianca che ha aperto il proprio profilo Snapchat in questi giorni; mentre – secondo Bloomberg – Facebook ne mette sul piatto 8 miliardi.

Snapchat e il fintech sembrano due mondi molto più vicini rispetto al social network di Zuckerberg. Mentre Facebook con Messenger infatti sembra essersi arrestata ai trasferimenti di denaro p2p, rimasto limitato ai soli Stati Uniti, Snapchat secondo quanto riportato da Reuters, starebbe per lanciare un prodotto per investimenti interamente in app che consenta di accedere a fondi in modo semplice e immediato. Attraverso l’applicazione sarà possibile fruire di un servizio di “robo-advising” tra i più avanzati a livello globale. Ma su questo fronte Snapchat dovrà vedersela con concorrenti che hanno maturato una lunga esperienza soprattutto in termini di conoscenza dei bisogni dei clienti. Startup già ben avviate nel fintech come Wealthfront o Betterment.  Il gioco si fa duro, ma il piatto è ricco.

Leggi anche: Snapchat lancia i trasferimenti di denaro via smartphone

Tra 4 anni 7 mila miliardi sul fintech

Secondo una recente ricerca Deloitte il mercato dei “servizi finanziari 2.0” crescerà talmente tanto (fino a gestire 7 trilioni di dollari nel 2020) che ci sarà spazio per tutti. Così anche Venmo, la più popolare startup di p2p negli States, di proprietà di PayPal, sta esplorando l’ipotesi di sviluppare un proprio robo-advisor. Anche per Snapchat comunque non si tratta di un primo tentativo in ambito fintech. Dal novembre 2014 infatti tutti gli utenti possono utilizzare Snapcash per scambiarsi denaro tra di loro.

I trasferimenti disponibili solo tra persone e non verso gli esercenti, sono real-time e resi possibili dalla partnership con Square che ha fin da subito intuito le potenzialità del servizio di Snapchat. Ad oggi l’app conta 100 milioni di utenti attivi al giorno, il 60% dei quali tra i 13 e i 34 anni, guarda caso proprio i più disaffezionati alle banche e attratti da servizi finanziari innovative fruibili attraverso gli smartphone, da cui sono oramai inseparabili.

Emanuela Perinetti
@manuperinetti

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