Stefano Andreani (Smarticket): «I pagamenti mobili sono il cuore delle smart city»

Utilizzando l’app della loro banca, i cittadini potranno addebitare direttamente sul proprio strumento di pagamento la spesa per il parcheggio o il biglietto dell’autobus

Dalla ripresa dopo le vacanza estive ho cominciato a osservare il rilancio di uno dei temi che più mi appassionano: quello della smart city. Per il prossimo autunno infatti sono pianificati diversi eventi in cui questo tema farà da protagonista. Dalla Smart City Exibition di Bologna allo Smart Mobility World di Monza, il focus è sempre lo stesso: digitalizzare i processi e condividere le informazioni, per realizzare servizi che siano facilmente accessibili ai cittadini, possibilmente (anzi, direi ovviamente!) tramite smartphone.

Il popolo di SmartMoney non può non appassionarsi a questo tema: vogliamo capire quali sono gli ostacoli attuali e come il mobile payment possa diventare centrale nella diffusione di nuovi servizi al cittadino. Per approfondire questo argomento prenderò come esempio due servizi d’uso comune, il pagamento del parcheggio sulle strisce blu e il ticketing del trasporto pubblico urbano, esemplificativi per capire vantaggi e rischi dell’apertura al mobile payment. Proprio da qui siamo partiti per una nuova avventura chiamata Smarticket.it, ma partiamo dall’inizio.

Smart-Cities-Cover

La selezione naturale dei servizi

La digitalizzazione dei servizi non è un percorso semplice: alcune difficoltà sono state superate, ma molte insidie sono dietro l’angolo. Iniziamo con le buone notizie: dopo un periodo iniziale in cui varie amministrazioni, alimentate dai fiumi di denaro proveniente dall’Europa, hanno cercato di realizzare soluzioni chiuse, per potersi sentire protagoniste e far contento l’assessore di turno, oggi la tendenza sembra decisamente invertita. Fortunatamente la strada ormai scelta da molte importanti città italiane è quella di aprirsi al mercato e alla sana concorrenza, per lasciare la scelta al cittadino, tra una pluralità di operatori. Roma, Bologna, Torino e molte altre, pur nella differenza delle proprie infrastrutture tecnologiche, hanno predisposto – o stanno predisponendo – strumenti che consentono l’erogazione dei servizi di ticketing a un numero elevato di operatori qualificati, che nel tempo saranno selezionati da un principio evoluzionistico. Solo i migliori rimarranno, in quanto i margini a disposizione per questi servizi sono estremamente ridotti, e l’unico modo per sostenerne gli investimenti è conquistare un gran numero di cittadini con un servizio eccellente.

Problemi di privacy e di tutela del “bene comune”

Veniamo ora alle problematiche non ancora risolte: nell’attuale fase di sperimentazione dei servizi di mobile ticketing per servizi pubblici, c’è un’enorme eterogeneità nel livello di maturità (o semplicemente nel livello di attenzione) da parte degli operatori verso problematiche di tutela del cittadino e di tutela del bene comune. Nelle varie app a disposizione non sempre è chiaro quanto sia rispettata la privacy dell’utente o se vi siano secondi fini nell’erogazione del servizio: il cittadino rischia di non avere il pieno controllo dei propri dati oppure, nel caso peggiore, dei propri strumenti di pagamento.

Più sottile il problema della tutela di quello che ho definito “bene comune”: nell’erogare servizi per conto di una società di trasporto pubblico urbano c’è una responsabilità in più di cui farsi carico, di natura etica. In caso di frode, infatti, a subirne le conseguenze rischia di essere la comunità nel suo complesso, cosa ancora più grave rispetto a una situazione di frode “tradizionale” nel mercato dei pagamenti, e che poco ha a che fare con il concetto di responsabilità a cui siamo abituati.Senza voler affrontare tematiche di duplicazioni incontrollate di titoli, basta pensare al caso delle tariffe agevolate erogate a non aventi diritto: in assenza di processi di verifica dell’identità del titolare, da mettere in atto prima della vendita del titolo, il sistema di sovvenzionamento (ad esempio tariffe agevolate per giovani o anziani) non può sopravvivere al processo di digitalizzazione.

Smarticket.it, dal mobile banking alla mobilità in città

Per dare una possibile risposta a queste preoccupazioni a luglio 2015 abbiamo creato, assieme ad alcuni amici, Smarticket.it. Si tratta di un hub che consente di abilitare le app di mobile banking e mobile payment delle banche aderenti all’erogazione di servizi di mobilità cittadina.

I vantaggi sono notevoli: i cittadini usano l’app della propria banca, e possono addebitare direttamente sul proprio strumento di pagamento la spesa per il servizio, anche se si tratta di pochi centesimi per quindici minuti di sosta sulle strisce blu, senza dover caricare un borsellino virtuale, e dunque senza disperdere le proprie disponibilità in decine di app diverse.

In tema di sicurezza e compliance, inoltre, le tutele per l’utente sono molto elevate, dovendo sottostare alle rigorose normative sui pagamenti elettronici promulgate da Banca d’Italia e Banca Centrale Europea. Anche il problema dell’identificazione del titolare è accuratamente gestito: non dobbiamo attendere che SPID renda disponibili gli attributi necessari per identificare correttamente ogni cittadino, poiché con Smarticket.it si demanda questa responsabilità alla profilatura bancaria. Molti altri approcci sono possibili, e probabilmente alcuni migliori di Smarticket.it matureranno nel mercato nel corso del tempo. Nel frattempo, il nostro obiettivo è offrire un’alternativa aperta e interoperabile per l’erogazione dei servizi pubblici in mobilità, che tuteli appieno il cittadino. Sperando che la pubblica amministrazione locale capisca la bontà dell’approccio e lo continui a sostenere.

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