Come funziona Jiffy, la Whatsapp delle banche italiane per trasferire denaro

Presentata a SIA Expo Jiffy, un’applicazione per permettere il trasferimento di denaro dalle iconcine delle banche come se si trattasse di uno scambio su Whatsapp o via sms.

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Jiffy è il motivo per cui non ci servirà andare in Francia per trasferire denaro ai nostri amici tramite uno smartphone: il servizio è stato presentato in questi giorni a Sia Expo e funziona sostanzialmente come Whatsapp.

Lo abbiamo provato e possiamo confermare che qualsiasi trasferimento di denaro diventa facile come inviare un sms o un messaggio in chat. Un’operazione istantanea: Jiffy, non a caso, vuol dire proprio “attimo”. L’operazione ha la stessa sicurezza di un bonifico bancario tradizionale. All’attivazione di Jiffy, il numero di telefono viene associato all’Iban del conto corrente o della carta conto prepagata di appoggio.

Quando decidiamo di inviare il denaro all’interno della app della banca si apre in automatico una rubrica con i contatti che hanno già attivo il servizio e si può inserire l’importo che si desidera inviare al destinatario che si è scelto. Se il contatto a cui si vuole mandare il denaro non ha ancora aderito al servizio, si può comunque procedere inviando una richiesta di invito a iscriversi. Un servizio che al momento parte nel nostro Paese ma che è stato implementato sulla base dell’area unica di pagamenti europea (Sepa), piattaforma che permetterà così di utilizzarlo con qualsiasi conto corrente delle banche europee. Durante il suo convegno annuale Sia non ha nascosto di puntare molto sulla possibile adozione anche da parte delle realtà di altri paesi europei.

Un punto chiave per il successo dell’iniziativa rimane la modalità con cui le singole banche la comunicheranno alla propria clientela (che dovrebbe essere il più semplice possibile in termini di sottoscrizione del servizio) ma soprattutto e la capacità delle stesse banche di fare sistema intorno alla soluzione. Sia, infatti, mette a disposizione la piattaforma che può essere poi adottata e personalizzata dai singoli istituti che stabiliranno anche l’eventuale plafond o le commissioni per i singoli trasferimenti di denaro.

La prima a partire è stata Ubi Banca, con l’inserimento di Jiffy all’interno della sua app. Completata la fase di test nella città di Bergamo, il servizio verrà esteso anche alle altre banche del gruppo. A Jiffy hanno aderito anche altri istituti italiani, i cui nomi però non vengono per ora svelati da Sia che precisa comunque che copriranno il 60% del mercato dei correntisti in Italia. La massa critica che la soluzione sarà in grado di ingaggiare sarà determinante per il successo o meno dell’iniziativa. Anche perché nel frattempo potrebbero farsi vedere i primi concorrenti. La battaglia, oltre che per i pagamenti, si prospetta dunque avvincente anche sul fronte trasferimenti di denaro.

3 Commenti a “Come funziona Jiffy, la Whatsapp delle banche italiane per trasferire denaro”

  1. Enrico Tabasso

    Una bella iniziativa, ma con dei limiti di non poco conto. Primo fra tutti il fatto che è un sistema chiuso, cioè non tutte le banche aderiranno.
    In Italia (presto in Europa) ad oggi mi risulta che il sistema aperto e più economico sia #Satispay

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