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Set 3, 2014

Nexsun, la startup italiana che protegge le banche dalle truffe informatiche

Finalista del GrandPrix per le startup fin-tech Nexsun sfida i colossi stranieri per permettere alle banche di creare siti e applicazioni mobili a prova di intrusione.

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Nelle ultime ore a gettare nel panico gli utenti, star dello spettacolo comprese, è stata una falla in iCloud e iTunes di Apple. In aprile era stato Heartbleed, o meglio la scoperta dello stesso, a minare la sicurezza dei nostri dati in Rete, compresi quelli legati ad applicazioni bancarie. Sicurezza è la parola chiave: assicurarla al 100% per chi gestisce i soldi degli utenti, si tratti di banche, pubbliche amministrazioni o portali di e-commerce, è indispensabile perché la cultura dell’acquisto e della gestione dei soldi online e in mobilità prenda definitivamente piede. In questa direzione guarda Nexsun, startup fin-tech finalista del CheBanca! GrandPrix (scopri qui le altre 13) dedicato alle giovani imprese fin-tech.

Fondata nel 2012, la startup nasce per commercializzare Hotp, sistema in grado di rendere più sicure siti e applicazioni mobili a più livelli. “Prima di tutto proponiamo una password unica da sostituire ai token (le chiavette, nda) per accedere ai siti di home banking. Trattandosi di un software alla banca costa molto meno dell’hardware. La seconda esigenza consiste nel contrastare le nuove truffe informatiche, seguendo anche le direttive della Banca centrale europea. La terza è relativa all’infrastruttura di portali e applicazioni all’insegna della sicurezza”, spiega a SmartMoney Tullio Favretto, Ceo e fondatore di Nexsun. Imprenditore seriale attivo da 25 anni nel settore delle telecomunicazioni, Favretto ha fondato Nexsun in collaborazione con la holding romana Nexse, che si è occupata dello sviluppo tecnico del sistema.

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Tullio Favretto, Ceo di Nexsun

Sotto il cappello della startup vera e propria c’è il gruppo di consulenti che si sta occupando di prendere contatti con banche, pubbliche amministrazioni e chiunque voglia mettere a disposizione degli utenti un prodotto digitale sicuro. Questo, spiega Favretto, è il muro più difficile da abbattere: “In Italia per le startup attive sull’asse business to business (quelle che dialogano con le aziende quindi, nda) è davvero difficile sopravvivere: ci sono tutta una serie di regole e adempimenti a cui sottostare, che rendono imprevedibile il percorso di prodotti e servizi appena nati”. Motivo per cui non si vuole sbilanciare sulle previsioni per la chiusura del prossimo anno, “quando il mercato dovrebbe iniziare a muoversi. Per ora posso dire che siamo finiti nella short list delle banche delle banche impegnate nell’analisi di questi prodotti”.

La partita è stimolante: Nexsun deve vedersela con colossi stranieri come Verisign, mentre a livello nazionale Favretto ritiene di non avere rivali nel suo specifico campo d’azione. Se dovessero arrivare i 25mila euro del GrandPrix verrebbero investiti “nella registrazione di brevetti di alcune parti del sistema”. Per ora la startup non ha ricevuto alcun finanziamento esterno. “L’unica priorità adesso”, chiosa Favretto, “è la risposta del mercato”.

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