Pagamenti mobili: quattro casi (già) da manuale

L’iniziativa di Paym, di cui abbiamo già parlato, dimostra come l’industria bancaria britannica stia investendo pesantemente nei pagamenti. Non a caso dopo poco è arrivata Zapp, nata dalla collaborazione fra cinque banche. E Barclays, per restare competitiva, ha migliorato il suo servizio Pingit arricchendolo di nuove funzionalità. Vediamo nel dettaglio quali sono le proposte principali e… Read more »

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L’iniziativa di Paym, di cui abbiamo già parlato, dimostra come l’industria bancaria britannica stia investendo pesantemente nei pagamenti. Non a caso dopo poco è arrivata Zapp, nata dalla collaborazione fra cinque banche. E Barclays, per restare competitiva, ha migliorato il suo servizio Pingit arricchendolo di nuove funzionalità. Vediamo nel dettaglio quali sono le proposte principali e più interessanti.

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Paym
Paym utilizza i numeri di telefono cellulare per identificare il ricevente dei pagamenti senza che il mittente debba conoscere i dettagli bancari del ricevente. Il vantaggio di Paym è la facilità di integrazione con le applicazioni di mobile banking esistenti. Le ricerche di mercato del Payments Council britannico hanno identificato come target primario di questo servizio P2P la cerchia dei familiari e amici. L’iniziativa diventerà sistemica in brevissimo tempo: oltre alle 9 banche inizialmente aderenti all’iniziativa, altre banche inglesi si sono dette favorevoli a salire a bordo e stanno già valutando gli scenari integrativi.

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Zapp
Zapp, anche questo facilmente integrabile nelle app bancarie già esistenti, è in grado di fornire un servizio di pagamento dal consumatore all’esercente sia online che al punto vendita.  I clienti potranno inoltre vedere il loro saldo sul contro e selezionare tra le diverse carte registrate quella su cui accreditare l’acquisto. Zapp payments genererà digital tokens che nasconderanno dall’esercente i dati di pagamento e acquisto dei  clienti. Inoltre Zapp  si presenta agnostico da un punto di vista tecnologico e in grado di funzionare sia con Nfc sia con Bluetooth e QRCode richiedendo così bassi investimenti infrastrutturali. Zapp è stato sviluppato da Vocalink che opera proprio nel campo dell’infrastruttura di ricezione dei pagamenti in UK e ciò gli ha permesso di includere un’integrazione anche con l’Atm network.

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Pingit
Il servizio P2P era stato lanciato da Barclays nel febbraio del 2012. II clienti Barclays e non,  scaricando l’app Pingit e iscrivendosi al servizio possono inviarsi denaro conoscendo solo i reciproci numeri di cellulare. A testimonianza di un’industria che ha scelto di muoversi in modo cooperativo, Barclays ha annunciato che proprio durante la primavera del 2014 Pingit sarà integrato con Paym. Allo stesso tempo però Barclays ha potenziato Pingit inserendo funzionalità che consentono ai clienti di pagare bollettini, di pagare in store gli esercenti tramite App e di acquistare utilizzando dei QRCode. Fino a oggi Pingit è stata scaricata 2,2 milioni di volte processando pagamenti per un totale di 3,4 milioni. Un successo che adesso punta a facilitare la diffusione dell’innovazione anche per le stratup. Barclays ha infatti lanciato l’acceleratore tecnologico Techstars grazie al quale 10 startups avranno accesso alle API Pingit, uno spazio per i loro uffici e un programma di mentoring da parte dei manager di Barclays. L’inizio del programma è previsto per giugno 2014. Barclays Anywhere non è dunque solo una missione ma il nome del servizio che la banca ha volute dare alla sua soluzione di mobile POS lanciata nel 2014 per competere con player esistenti come iZettle, PayPal and WorldPay. Il mercato britannico si presenta dunque dinamico e con soluzioni all’avanguardia, come il ritiro dagli Atm e in modalità contactless e da telefono cellulare. Il tutto per un consumatore sempre “connesso” e abituato all’utilizzo di queste soluzioni oramai entrate nel quotidiano. Il Payment Council britannico ha stimato una media di 20 interazioni al mese dei clienti con le loro app di mobile banking, 4-5 punti sopra la media europea. La stessa ricerca condotta da Mintel, il 38% dei consumatori inglesi ha già effettuato almeno una volta un pagamento via mobile, prevedendo un salto qualitativo e quantitativo nei prossimi 3-5 anni grazie a iniziative come Zapp e Paym da parte del settore bancario. A fronte di queste mosse strategiche l’industria degli operatori telefonici non è rimasta a guardare e sta ancora investendo nella rete infrastrutturale per portare avanti l’Nfc.

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Weve
Nel febbraio 2014 è nata Weve, una joint venture tra i tre più grandi operatori in partnership con MasterCard. EE, Telefonica Uk (O2) e Vodafone Uk. rappresentano l’80% del mercato britannico. L’obiettivo di lungo termine di Weve è quello di offrire pagamenti con tecnologia Nfc utilizzando il secure element nelle Sim.  L’applicazione include già servizi a valore aggiunto di mobile marketing e loyalty basate su tecnologie QR code, di geolocalizzazione e ai sempre più chiacchierati Bluetooth Beacon (ne abbiamo parlato qui). Ma nonostante l’attrattività di questi servizi, in Gran Bretagna così come nel resto d’Europa, i pagamenti contactless basati sull’Nfc devono ancora superare tre sfide prima di esplodere: terminali Pos e smartphone abilitati, domanda di clienti ed esercenti, sviluppo di un modello di business sostenibile e solido per tutti gli attori coinvolti.

 

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