Simone Cosimi

Simone Cosimi

Set 4, 2017

In Cina per pagare il fast food basta un sorriso. Ecco Smile to pay di Alibaba

Il gigante dell'ecommerce lancia in un ristorante di Hangzhou un sistema che consente ai clienti di saldare il conto con la sola scansione dei lineamenti: così il pollo fritto di Kfc viene addebitato sul proprio account

I pagamenti digitali in Cina, specialmente per quanto riguarda certi ambiti, sono avanti anni luce rispetto al resto del mondo. Adesso, a quanto pare, si può pagare anche con un semplice sorriso. La novità arriva – come ti sbagli? – da Alibaba, il colosso dell’e-commerce. In particolare, la sua affiliata Ant Financial ha lanciato un servizio battezzato “smile to pay” ad Hangzhou, dove c’è il quartier generale del gruppo, in collaborazione con Kfc, la catena statunitense di fast food specializzata in pollo fritto. Se ne era parlato tempo fa, ora la faccenda inizia a entrare nel vivo.

Come funziona

Un video (eccolo) mostra molto chiaramente il principio del funzionamento del sistema. Non c’è bisogno di uno smartphone o di altri dispositivi dal momento che, da quelle parti, si dà sostanzialmente per scontato che l’utente sia già registrato sull’applicazione Alipay (rivale di WeChat Pay della Tencent) e abbia abilitato il riconoscimento facciale. Banalmente, una videocamera 3D collocata al bancone delle ordinazioni che è anche la cassa scansiona il volto per verificarne l’identità e addebita la transazione sull’account dell’utente. Fine. Notevolmente inquietante sotto il profilo della privacy, non c’è che dire. Volendo, c’è anche una verifica a due fattori per rendere tutto più sicuro, cioè un numero di verifica che arriva sul telefono.

Il riconoscimento facciale di Alibaba si era già visto ben due anni fa a Ifa, la grande fiera di Berlino in corso proprio in questi giorni. Jack Ma mostrò al pubblico accorso alla fiera di Berlino alcune funzionalità di base, tipo il pagamento via selfie. Così come, nello stesso anno, replicò l’evento al CeBit di Hannover. Di ricerca ne è stata fatta tanta, da allora. Alibaba sfrutta ora la tecnologia Face++ della startup cinese Megvii per implementare il servizio, che ovviamente è in fase di test. Fra l’altro, nel massimo intreccio possibile, Megvii è stata finanziata da Foxconn e altri con 150 milioni di dollari.

L’obiettivo

A complicare ancora di più la situazione c’è il fatto che Alibaba è investitrice di Yum China, la società concessionaria che di fatto gestisce una serie di catene di fast food in Cina fra cui McDonalds, Taco Bell, Pizza Hut e, appunto, Kfc. L’obiettivo, oltre che attrarre un target sempre più giovane, è rendere l’esperienza d’acquisto dei clienti ancora più varia e fluida, senza soluzione di continuità fra offline e online, fra esperienza concreta e digitale.