Stefania Leo

Mag 20, 2016, 11:39am

Stefania Leo

Mag 20, 2016, 11:39am

117 milioni di profili LinkedIn hackerati: i dati sarebbero in vendita sul Dark Web per bitcoin

L'hacker Peace ha raccontato di aver craccato 117 milioni di account LinkedIn, prendendo password e indirizzo email. Che ora starebbe rivendendo sul Dark Web in cambio di bitcoin

Ogni giorno centinaia di email e account social vengono hackerati. Se ben ricordate nel 2012 milioni di utenti LinkedIn si sono ritrovati senza protezione a causa di un pirata informatico russo che era riuscito a scaricare i dettagli di oltre 6 milioni di login. Pare che lui (o lei) sia tornato a colpire, e questa volta il numero delle email e delle password hackerate, collegate ad altrettanti account del più grande social professionale al mondo, sarebbe di ben 117 milioni. Questi dettagli sarebbero stati messi in vendita su un marketplace illegale del Dark Web, The Real Deal. Il prezzo? Cinque bitcoin cadauno (approssimativamente 1.960 euro).

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Usando il nickname Peace, l’hacker ha raccontato la sua avventura a Motherboard, rivelando che questi login sono collegati alla scorribanda sul web del 2012. Questo prova che LinkedIn non ha mai rivelato davvero quanto ampio fosse il danno subito con questo attacco. L’hacker ha aggiunto che mentre la maggior parte delle password sono oscurate o criptate grazie all’algoritmo SHA1, oltre il 90% delle altre sono state già craccate.

Questi 117 milioni di account hackerati comprendono sia i dati dell’account LinkedIn sia quelli delle email. Ma il danno sarebbe molto più ampio: secondo Motherboard le sole credenziali social finite in mano all’hacker farebbero schizzare il numero di account violati a 167 milioni.

Anche se non avete inserito le coordinate bancarie sul vostro profilo LinkedIn, le informazioni estratte dal vostro account potrebbero essere estremamente private e potrebbero permettere a qualcun altro di rubare la vostra identità. Quindi la cosa migliore da fare al più presto è cambiare la password, soprattutto se pensate che il vostro account sia finito tra quelli hackerati nell’attacco e sia ora in vendita sul Dark Web.